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Il Pd: più rispetto per la nostra gente
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Domenica, 26 Ottobre : 2008

Il Pd: più rispetto per la nostra gente
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OPINIONI La ripartenza d'autunno FEDERICO GEREMICCA
    
E' scontro sui numeri della piazza.
Il Pdl: «200mila persone, un flop».
Finocchiaro: arroganza fuori luogo


ROMA - Ieri la piazza, oggi la solita "guerra" dei numeri. A innescare la polemica la giornata del Pd al Circo Massimo. Oggetto del contendere: il dato sui partecipanti alla manifestazione. Per gli organizzatori, tra il Circo Massimo, l’area intorno e le strade attraversate dai due cortei, c’erano «oltre 2 milioni e mezzo» di persone. Ma la Questura, prima in via ufficiosa, poi ufficialmente, parla di non più di 200mila presenze in piazza.

In casa Pd si parla di «stupore». Il calcolo della Questura si basa sull’affluenza dei militanti nella capitale: 900 pullman per un totale di 44mila persone a cui si aggiungono altre 16 mila giunte in treno nella Capitale. Ma la spiegazione tecnica non placa certo la polemica. Ragiona Achille Passoni, responsabile dell’organizzazione: «Sono cifre che contrastano con quello che tutti hanno visto». Il senatore del Pd fa riferimento alla manifestazione del centrodestra del dicembre 2006, quando la Questura stimò 700mila persone. «Non capisco i criteri seguiti», dice Passoni che poi cita poi i festeggiamenti, al Circo Massimo, per la vittoria della Coppa del mondo di calcio: «Era una piazza non più piena di quella di oggi, e la stessa Questura parlò di un milione di persone».

Insomma, i conti non tornano. Il Pdl torna al contrattacco sui dati e sui contenuti della manifestazione. «Chi mente sui numeri, mente su tutto», è la tesi di Lucio Malan, vicepresidente dei senatori del Pdl, a cominciare dalla «realtà dei provvedimenti del governo, come la riforma della scuola». Così, aggiunge, l’opposizione «non dà un contributo positivo al Paese, e rischia di dare spazio a chi volontariamente soffia sul fuoco. Una manifestazione preannunciata come un successo - afferma - si è dimostrata il vero fallimento». Stessa linea da Francesco Casoli, altro vicepresidente dei senatori del Pdl. «Il Pd spaccia per folla oceanica poche centinaia di migliaia di persone e tenta così di celare il fallimento, anche quello più generale di un’opposizione che ora è ancora più a pezzi di ieri». Calderoli è netto: «In termini numerici è stato un flop».

Il presidente dei Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, carica a testa bassa: «Il corteo è stato un flop. Preoccupa che il principale partito di opposizione sia ridotto in questo stato. Forse Veltroni dopo il fallimento dei duecentomila dovrebbe lasciare il campo ad altri». Il giorno dopo la piazza Veltroni «si ritrova a mani vuote, con gli stessi problemi di prima», è l’opinione di Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: «Le divisioni interne, la mancanza di consenso, il vuoto programmatico, il rapporto con Di Pietro e la sfiducia nelle leadership». Di 300mila persone parla il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Mentre il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino ammette che «la manifestazione è stata un’indubbia boccata d’ossigeno per Veltroni, anche se i numeri evidenziano una partecipazione limitata alla struttura mobilitata».

«No, non è possibile fare un tavolo di riforme in comune con questa opposizione. Questa opposizione non esiste, non è capace, e ha una credibilità ridotta ai minimi termini», accusa Brunetta. Secondo Domenico Gramazio (An), al Pd «continua a mancare il senso della realtà. Vivono di propaganda in una politica virtuale». Sulle tasse, aggiunge, non è vero che sono aumentate e lo «dimostrano le buste paga degli italiani»; sulla partecipazione alla manifestazione è stato Veltroni, da sindaco di Roma, a dire che «il Circo Massimo conteneva non più di 300 mila persone». Isabella Bertolini, deputata del Pdl. E aggiunge che «i problemi per l’opposizione sono ancora tutti sul tappeto. La seduta collettiva di autoanalisi in piazza non spazza via le risse tra le correnti del Pd e le spaccature. Anzi, da oggi per Veltroni sarà ancora peggio di ieri».

Il Pd non ci sta. «Credo servirebbe maggiore rispetto da parte di alcuni settori della maggioranza nei confronti della manifestazione di ieri del Pd. Noi al tempo rispettammo la loro manifestazione», dichiara il presidente del senatori del Pd, Anna Finocchiaro. «Denigrare continuamente - prosegue - e in qualche modo offendere quella gran parte di Italia che ieri è scesa in piazza con serietà, sobrietà e serenità, vuol dire dimostrare un’arroganza davvero fuori luogo. Ieri c’è stato un fatto politico importante per il Paese. Il Pdl ne prenda atto e ne tenga conto: l’opposizione del Pd è forte in Parlamento e nel Paese». Il responsabile Informazione del Pd Marco Follini conferma invece il suo scetticismo sull’opportunità di scendere in piazza contro il governo Berlusconi: «La manifestazione è stata forte, sobria, civile. Punto. Detto questo, continuo a chiedermi se per noi del Pd il primo problema era davvero quello di scendere in piazza». Ma Follini è una voce isolata. Walter Veltroni ha ottenuto il bagno di folla su cui aveva deciso di puntare già da prima dell’estate per rilanciare il partito e cercare di imbrigliare le fronde interne.

  





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