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Lunedì, 27 Ottobre : 2008 DAL MIO BLOG: http://www.maciste.it/pagine/commiu...hp?idto=1019813
INVITO ALLA STAMPA INTERNAZIONALE
A TENER D’OCCHIO LA SITUAZIONE ITALIANA
A TENER D’OCCHIO LA SITUAZIONE ITALIANA
Francesco Cossiga, ex-presidente della Repubblica Italiana, ex - Primo Ministro ed ex- Ministro degli Interni, attualmente senatore a vita, in una intervista rilasciata il 23 ottobre al Quotidiano Nazionale (Il Giorno/ Il Resto del Carlino/ La Nazione), ha dichiarato:
“Maroni, l’attuale Ministro degli Interni, dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro degli Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...
Lasciar gli studenti universitari continuare la protesta. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.
Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì … questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio». (http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf )
Dopo le proteste su scala nazionale degli studenti contro i tagli alla scuola e all’università proposti dal governo, il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa organizzata mercoledì scorso, ha detto:
“Voglio essere chiaro: non permetteremo l’occupazione di scuole e università. Oggi convocherò il Ministro degli Interni, Maroni, per dargli istruzioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Il ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini, è ottimo. Non ritireremo il decreto di legge … I leader della sinistra sono dei bugiardi”.
Poi ha lamentato la presenza di agitatori violenti nei movimenti studenteschi, movimenti che sono, in realtà, pacifici, come la stampa internazionale può ben verificare.
In Italia la situazione degli insegnanti è altamente preoccupante.
Sono sottopagati e poco stimati dalle famiglie e dai ragazzi, che sono invece fortemente attratti da personaggi della televisione, giocatori di calcio e ricchi imprenditori (la cui onestà ha poca importanza). Modelli alla cui diffusione, soprattutto negli anni recenti, ha contribuito l’attuale Premier.
Più precisamente, i docenti “precari” (docenti a tempo determinato, con contratti brevi) che spesso portano avanti la loro missione con grande entusiasmo e amore, sono mantenuti in una situazione drammatica.
Nonostante che tutti abbiano lauree, abilitazioni e abbiano sostenuto concorsi pubblici, sono assunti ogni anno in settembre e licenziati al termine dell’anno scolastico.
Molti dei docenti che vivono in questo limbo non sono più giovani e subiscono questo trattamento anche da più di 25 anni!
Il taglio di decine di migliaia di cattedre nella scuola, nella quale in Italia si investe molto meno che negli altri paesi sviluppati, colpirà soprattutto questi docenti senza diritti.
Vi chiediamo di prendere in esame la situazione italiana, non esistendo nel nostro paese vera libertà di stampa, dato che, direttamente o indirettamente, il Premier Berlusconi controlla la maggior parte dei canali televisivi e un grande numero di giornali.
Un gruppo d’insegnanti preoccupati.
ECCO IL LINK DOVE FIRMARE LA PETIZIONE: http://firmiamo.it/worriedteachers
“Maroni, l’attuale Ministro degli Interni, dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro degli Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...
Lasciar gli studenti universitari continuare la protesta. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.
Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì … questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio». (http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf )
Dopo le proteste su scala nazionale degli studenti contro i tagli alla scuola e all’università proposti dal governo, il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa organizzata mercoledì scorso, ha detto:
“Voglio essere chiaro: non permetteremo l’occupazione di scuole e università. Oggi convocherò il Ministro degli Interni, Maroni, per dargli istruzioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Il ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini, è ottimo. Non ritireremo il decreto di legge … I leader della sinistra sono dei bugiardi”.
Poi ha lamentato la presenza di agitatori violenti nei movimenti studenteschi, movimenti che sono, in realtà, pacifici, come la stampa internazionale può ben verificare.
In Italia la situazione degli insegnanti è altamente preoccupante.
Sono sottopagati e poco stimati dalle famiglie e dai ragazzi, che sono invece fortemente attratti da personaggi della televisione, giocatori di calcio e ricchi imprenditori (la cui onestà ha poca importanza). Modelli alla cui diffusione, soprattutto negli anni recenti, ha contribuito l’attuale Premier.
Più precisamente, i docenti “precari” (docenti a tempo determinato, con contratti brevi) che spesso portano avanti la loro missione con grande entusiasmo e amore, sono mantenuti in una situazione drammatica.
Nonostante che tutti abbiano lauree, abilitazioni e abbiano sostenuto concorsi pubblici, sono assunti ogni anno in settembre e licenziati al termine dell’anno scolastico.
Molti dei docenti che vivono in questo limbo non sono più giovani e subiscono questo trattamento anche da più di 25 anni!
Il taglio di decine di migliaia di cattedre nella scuola, nella quale in Italia si investe molto meno che negli altri paesi sviluppati, colpirà soprattutto questi docenti senza diritti.
Vi chiediamo di prendere in esame la situazione italiana, non esistendo nel nostro paese vera libertà di stampa, dato che, direttamente o indirettamente, il Premier Berlusconi controlla la maggior parte dei canali televisivi e un grande numero di giornali.
Un gruppo d’insegnanti preoccupati.
ECCO IL LINK DOVE FIRMARE LA PETIZIONE: http://firmiamo.it/worriedteachers
















