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Martedì, 28 Ottobre : 2008 Alessandra Chini
EUROPEE: Berlusconi,
IMPOSSIBILI RAPPORTI DECENTI CON PD
IMPOSSIBILI RAPPORTI DECENTI CON PD
ROMA - Nella partita politica sulla riforma della legge elettorale per le europee il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa sentire la propria voce. E dopo aver incontrato il 'Comitato per la democrazia' promosso dai Socialisti di Riccardo Nencini e composto dalle forze che si oppongono al testo, invita la maggioranza a "ricercare un ampio consenso in Parlamento". Un consenso che, però, per il premier Berlusconi, è impossibile da trovare con "questa opposizione".
"Noi - sottolinea il Cavaliere - siamo sempre attenti alle suggestioni del presidente della Repubblica - come abbiamo sempre dimostrato". Ma "sfortunatamente ci troviamo ad avere un'opposizione che opportunisticamente approfitta di questo momento così delicato per andare allo scontro frontale".
D'altro canto Berlusconi, nonostante il richiamo di Napolitano alla necessità di un rapporto diretto eletto-elettore, ribadisce la propria contrarietà alle preferenze ("senza, la politica è più pulita"). Ma fa anche capire che il monito del Colle ha in qualche modo aperto una riflessione nel centrodestra quando spiega: se la riforma non si facesse "non mi strapperei certo i capelli".
Intanto, mentre l'opposizione plaude all'intervento del capo dello Stato, la maggioranza è alle prese anche con il risiko dei numeri dell'Aula, per capire se è il caso di accelerare e far votare il provvedimento già la prossima settimana (i tempi verranno decisi nella capigruppo di giovedì) o se invece valutare l'ipotesi di mantenere l'attuale legge. Fonti della maggioranza spiegano che in questi giorni ci saranno contatti a tutti i livelli.
A quanto si apprende, tra l'altro, il premier vorrebbe sentire il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per capire quale sia l'orientamento di An sulle preferenze, visto che sul provvedimento ci sarà con tutta probabilità il voto segreto (previsto per questo tipo di materia). Il gruppo del partito di via della Scrofa voterà di certo il testo della maggioranza, ma c'é il drappello degli alemanniani che ha già fatto sapere di essere a favore delle preferenze. Nella maggioranza, c'é poi anche l'Mpa che ha già detto voterà contro l'eliminazione delle preferenze, e qualche mal di pancia della Lega. Insomma, come spiega una fonte della maggioranza "nei prossimi giorni si ragionerà per vedere quello che si può fare sulla riforma data la situazione". Il che potrebbe anche voler dire una soluzione 'soft' con un intervento ad esempio solo sulla soglia di sbarramento.
Tra l'altro le parole del capo dello Stato, che pure enunciano principi generali, lette in filigrana sembrerebbero insistere su due punti cardine del provvedimento: lo sbarramento e le preferenze. Da un lato, infatti, Napolitano evidenzia come va prestata "massima attenzione a non comprimere il pluralismo politico pur introducendosi meccanismi volti a evitare eccessi estremi di frammentazione nella rappresentanza". Dall'altro puntualizza l'esigenza di stabilire "un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati e di garantire un effettivo intervento dei cittadini elettori nella scelta dei loro rappresentanti".
E almeno per quanto riguarda il primo punto, lo sbarramento, qualche modifica in Aula ci potrebbe essere, con il centrodestra che sarebbe disponibile a scendere quantomeno dal 5 al 4% di barrage. Dall'altra parte l'opposizione non può che sottolineare con favore le parole di Napolitano appellandosi ad esse per perorare modifiche al testo messo a punto dal relatore Peppino Calderisi.
"Il presidente Napolitano - sottolinea il leader del Pd Walter Veltroni - ha detto cose molto sagge. La posizione del Pd é sempre la stessa: siamo contrari ad ogni soglia di sbarramento troppo alta e all'eliminazione delle preferenze. Su questi temi condurremo una forte battaglia parlamentare". Il leader del Pd sarà domani alla riunione alla Camera di tutti i parlamentari, di destra e sinistra, contrari alla riforma e che ora confidano nell'effetto del monito del Quirinale. "Le parole del capo dello Stato - è l'appello anche di Pier Ferdinando Casini - sono molto importanti, e spero che per una volta non vengano solo applaudite, ma anche seguite concretamente".
"Noi - sottolinea il Cavaliere - siamo sempre attenti alle suggestioni del presidente della Repubblica - come abbiamo sempre dimostrato". Ma "sfortunatamente ci troviamo ad avere un'opposizione che opportunisticamente approfitta di questo momento così delicato per andare allo scontro frontale".
D'altro canto Berlusconi, nonostante il richiamo di Napolitano alla necessità di un rapporto diretto eletto-elettore, ribadisce la propria contrarietà alle preferenze ("senza, la politica è più pulita"). Ma fa anche capire che il monito del Colle ha in qualche modo aperto una riflessione nel centrodestra quando spiega: se la riforma non si facesse "non mi strapperei certo i capelli".
Intanto, mentre l'opposizione plaude all'intervento del capo dello Stato, la maggioranza è alle prese anche con il risiko dei numeri dell'Aula, per capire se è il caso di accelerare e far votare il provvedimento già la prossima settimana (i tempi verranno decisi nella capigruppo di giovedì) o se invece valutare l'ipotesi di mantenere l'attuale legge. Fonti della maggioranza spiegano che in questi giorni ci saranno contatti a tutti i livelli.
A quanto si apprende, tra l'altro, il premier vorrebbe sentire il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per capire quale sia l'orientamento di An sulle preferenze, visto che sul provvedimento ci sarà con tutta probabilità il voto segreto (previsto per questo tipo di materia). Il gruppo del partito di via della Scrofa voterà di certo il testo della maggioranza, ma c'é il drappello degli alemanniani che ha già fatto sapere di essere a favore delle preferenze. Nella maggioranza, c'é poi anche l'Mpa che ha già detto voterà contro l'eliminazione delle preferenze, e qualche mal di pancia della Lega. Insomma, come spiega una fonte della maggioranza "nei prossimi giorni si ragionerà per vedere quello che si può fare sulla riforma data la situazione". Il che potrebbe anche voler dire una soluzione 'soft' con un intervento ad esempio solo sulla soglia di sbarramento.
Tra l'altro le parole del capo dello Stato, che pure enunciano principi generali, lette in filigrana sembrerebbero insistere su due punti cardine del provvedimento: lo sbarramento e le preferenze. Da un lato, infatti, Napolitano evidenzia come va prestata "massima attenzione a non comprimere il pluralismo politico pur introducendosi meccanismi volti a evitare eccessi estremi di frammentazione nella rappresentanza". Dall'altro puntualizza l'esigenza di stabilire "un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati e di garantire un effettivo intervento dei cittadini elettori nella scelta dei loro rappresentanti".
E almeno per quanto riguarda il primo punto, lo sbarramento, qualche modifica in Aula ci potrebbe essere, con il centrodestra che sarebbe disponibile a scendere quantomeno dal 5 al 4% di barrage. Dall'altra parte l'opposizione non può che sottolineare con favore le parole di Napolitano appellandosi ad esse per perorare modifiche al testo messo a punto dal relatore Peppino Calderisi.
"Il presidente Napolitano - sottolinea il leader del Pd Walter Veltroni - ha detto cose molto sagge. La posizione del Pd é sempre la stessa: siamo contrari ad ogni soglia di sbarramento troppo alta e all'eliminazione delle preferenze. Su questi temi condurremo una forte battaglia parlamentare". Il leader del Pd sarà domani alla riunione alla Camera di tutti i parlamentari, di destra e sinistra, contrari alla riforma e che ora confidano nell'effetto del monito del Quirinale. "Le parole del capo dello Stato - è l'appello anche di Pier Ferdinando Casini - sono molto importanti, e spero che per una volta non vengano solo applaudite, ma anche seguite concretamente".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















