Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Giovedì, 30 Ottobre : 2008
LA GIORNATA POLITICA
Le manifestazioni di protesta in mezza Italia contro la riforma Gelmini hanno irritato Silvio Berlusconi il quale sembra addebitarle soprattutto alla ''scandalosa capacita' della sinistra di mentire'', anche contro il buon senso. Ma implicitamente nelle sue parole si coglie una certa irritazione per il modo in cui la maggioranza e il ministero della Pubblica Istruzione hanno gestito in questi giorni la comunicazione sulla scuola. In realta' il fenomeno della contestazione studentesca e' di difficile lettura: la mappa a macchia di leopardo dei cortei che hanno paralizzato mezza Italia, a volte nati spontaneamente, denuncia - al di la' dei numeri - un disagio sociale profondo a cui il Partito democratico chiede sia data una risposta. Non a caso nella stessa maggioranza si colgono voci, come quella del ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto o della presidente della commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, che ipotizzano scelte flessibili nell'applicazione della nuova normativa in sede di provvedimenti attuativi, per venire incontro alle richieste di insegnanti e studenti. E la Lega insiste perche' si spieghi con piu' chiarezza ai cittadini che il tempo pieno non sara' toccato. Guglielmo Epifani dal palco di piazza del Popolo ha avvertito con una certa enfasi che ''c'e' un intero Paese che insorge''. Naturalmente non e' proprio cosi' perche' una buona parte del corpo insegnante e degli studenti non e' sulle posizioni di piu' dura contestazione; tuttavia sarebbe sbagliato sottovalutare certi segnali preoccupanti (gli incidenti di ieri a piazza Navona) che indicano il rischio - denuncia Walter Veltroni - di una radicalizzazione dello scontro. Le scintille possono trasformarsi a volte in incendi, come insegnano i precedenti delle banlieux parigine. E del resto si e' visto che lo stesso Pd ha difficolta' ad assumere la guida di un movimento di protesta che non appare fino a questo momento politicizzato: oggi in piazza secondo l'opposizione c'erano anche molti elettori del centrodestra. In questo scenario in pieno movimento, il pericolo per Veltroni e' quello di finire appiattito sull'oltranzismo di Antonio Di Pietro. Il Pdl accusa il segretario democratico di aver ceduto alla deriva plebiscitaria dell'Italia dei Valori, sottovalutando il ruolo del Parlamento; ma nello stesso Pd non mancano dubbi sulla praticabilita' della via referendaria, come dimostra la cautela di Veltroni quando parla di un problema ancora allo studio dei costituzionalisti. Nemmeno i sindacati possono dirsi sicuri di controllare il movimento di protesta nella scuola. Oggi Epifani, Bonanni e Angeletti hanno mostrato sintonia alla manifestazione di Roma, salvo dividersi un momento dopo sulla firma del contratto del pubblico impiego: la Cgil si e' dissociata da Cisl e Uil, preannunciando lo sciopero generale. Da tutto cio' deriva una grande confusione nella quale e' difficile individuare un coerente leit motiv politico. Le stesse parole di Giorgio Napolitano, il quale invita i partiti a un confronto concreto lasciando da parte gli appelli al ''dialogo'' (termine che ormai si e' logorato, dice il Capo dello Stato), dimostrano tutte le difficolta' dei mediatori nell'attuale momento politico. Uno spiraglio viene soltanto dalla discussione sulla legge elettorale europea. Berlusconi e Fini hanno concordato sull' opportunita' di rimandare in commissione il testo di riforma preparato dal Pdl: se si trovera' un accordo con l'opposizione bene, ha detto il premier, altrimenti si tornera' a votare con l'attuale legge proporzionale. D'Alema e Rutelli hanno apprezzato la decisione del Cavaliere, tuttavia un accordo appare difficile perche', come al solito, le posizioni sono troppo distanti. Ma il vero problema resta la crisi economica: e su questo terreno il premier e' davvero deciso a innovare. Raccomanda a tutta la squadra di governo ''il silenzio d'oro'' e lavora per rilanciare i consumi e detassare in qualche modo gli stipendi. Tra le idee allo studio anche misure di sostegno alle famiglie numerose (come il bonus di cinquemila euro per ogni nuovo nato da restituire a tasso di favore) e aiuti alle piccole imprese.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















