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DRAGHI: LA STAGNAZIONE DURERA' FINO A META' 2009
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Venerdì, 31 Ottobre : 2008

DRAGHI:
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LA STAGNAZIONE DURERA' FINO A META' 2009


ROMA - La stagnazione dell'economia proseguira' fino a meta' 2009, ma i governi potranno fare in modo che la crisi non si traduca in recessione mettendo in atto adeguate politiche economiche. Nella forte turbolenza dei mercati finanziari internazionali, e dei titoli bancari in particolare, pero', i correntisti italiani possono stare al sicuro perche' gli istituti italiani restano solidi. Ma le banche stesse dovranno comunque prestare maggiore attenzione alle esigenze delle famiglie in difficolta' e lo Stato, per parte sua, dovra' pensare a tagliare il peso del fisco sui depositi.

E' una ricetta che abbraccia tutti i fronti di intervento quella proposta dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, per far fronte alla gravita' della situazione attuale. Un passo nella giusta direzione sono stati, a suo parere, i provvedimenti messi a punto dal governo per fronteggiare l'emergenza, purche' pero' l'eventuale ingresso pubblico nelle banche sia solo un episodio temporaneo. Una visione che ha poi
trovato d'accordo anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Draghi ha parlato alla platea dei banchieri dal palco della 84esima Giornata Mondiale del Risparmio, ricordando che anche l'Italia sta risentendo dell'avversa congiuntura internazionale: le esportazioni frenano, la domanda interna e' debole e calera' ulteriormente, i cittadini tagliano le spese e il risparmio si contrae. Insomma, ''la stagnazione in atto proseguira' almeno fino a meta' del prossimo anno''. Ma evitare la recessione e
preparare il terreno per il rilancio si puo': ''con appropriate misure di politica economica'' (e Draghi propone anche di attivare un efficace sostegno facendo uso di politiche di bilancio flessibili), e anche con un flusso adeguato del credito a famiglie e imprese.

L'Italia puo' comunque contare su alcuni punti di forza, tra cui un tasso di risparmio ancora alto e un basso indebitamento delle famiglie. Ma per queste ultime, soprattutto se meno abbienti, le rate dei mutui cominciano a pesare molto sul reddito disponibile. Draghi ritiene quindi ''necessario che le banche siano particolarmente attente nella gestione dei rapporti con le famiglie, soprattutto quelle finanziariamente piu' vulnerabili'', e rimarca ad esempio l'importanza della rinegoziazione dei mutui. Nel ricordare poi che ''l'Euribor non riflette piu' adeguatamente il costo della raccolta'', fa notare che ''in prospettiva e' opportuno che le banche utilizzino per l'indicizzazione dei mutui a tasso variabile parametri piu'
strettamente collegati all'effettivo costo della provvista''. Al governo spettera' invece abbassare le tasse sui conti correnti: ''e' opportuno - per il Governatore - riconsiderare la penalizzazione fiscale dei depositi, che grava sui risparmiatori e pone la raccolta delle banche italiane in condizioni di svantaggio competitivo rispetto a quella delle banche degli altri Paesi europei''.

L'emergenza, ha ammesso Draghi, richiede che le autorita' adottino ''politiche piu' interventiste che in passato assumendo anche, ove occorra, temporanee responsabilita' patrimoniali nelle istituzioni finanziarie''. Ma a una condizione: ''l'intervento dello Stato - ha concluso - deve essere
temporaneo e non intrusivo''.


WALL STREET IN POSITIVO, DOW +0,58%, NASDAQ -0,13%
La borsa di New York è girata in positivo: A meno di un'ora dall'inizio il Dow Jones guadagna lo 0,58% e lo S&P lo 0,48%. Il Nasdaq perde invece lo 0,13%.

BORSA MILANO CHIUDE IN RIALZO, MIBTEL +2,5%
Chiusura positiva per Piazza Affari con il Mibtel che ha guadagnato il 2,57% a 16.504 punti e lo S&P/Mib il 2,88% a 21.367 punti. Bene anche il Midex (+3% a 19.131 punti) e l'All Stars (+1,45% a 9.307 punti).

LE PIAZZE EUROPEE CHIUDONO IN PROGRESSO - La Borsa di Francoforte chiude in rialzo del 2,44% con l'indice Dax a quota 4.987,97. Parigi ha terminato la seduta in progresso del 2,33% con l'indice Cac 40 a quota 3.487,07.Londra ha chiuso l'ultima seduta di scambi della settimana in rialzo del 2% con l'indice Ftse a quota 4.377,34.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

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