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Sabato, 1 Novembre : 2008
Tratto da Wikipedia :
Il Writing, talvolta chiamato erroneamente Graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno prende le mosse dalla pittura murale (murales - disegni su muro), e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico. L'obiettivo di ogni writer è di raggiungere sia una certa fama all'interno della "scena" dei graffiti, sia di far conoscere il proprio nome a chiunque; per questo è di fondamentale importanza una certa visibilità delle opere, sia essa ottenuta grazie ad una presenza imponente di firme sul territorio, attraverso una serie di pezzi di semplice struttura (bombing) o attraverso una più ridotta quantità di evoluzioni calligrafiche della propria tag.
Il Writing, talvolta chiamato erroneamente Graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno prende le mosse dalla pittura murale (murales - disegni su muro), e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico. L'obiettivo di ogni writer è di raggiungere sia una certa fama all'interno della "scena" dei graffiti, sia di far conoscere il proprio nome a chiunque; per questo è di fondamentale importanza una certa visibilità delle opere, sia essa ottenuta grazie ad una presenza imponente di firme sul territorio, attraverso una serie di pezzi di semplice struttura (bombing) o attraverso una più ridotta quantità di evoluzioni calligrafiche della propria tag.
By Melusina:
In questi ultimi giorni i politici (in testa quella “testa” di Berlusconi) hanno deciso di inasprire le pene verso questi “imbrattatori”: stante la forma di punizione del “mò ripulisci tu!”, aumentano le pene pecuniarie (Euri sonanti) e si arriva alla detenzione (2 annetti dè gabbio-carcere) nel caso l’espressione creativa deturpi monumenti storici (è rimandata però per il momento la decisione). Però in alcuni contesti questa forma d’arte ci piace un po’ tant’è che a Milano si è organizzata anche una grande mostra proprio sugli “Writer,s” (Nota di altra cronaca: mostra dell’aprile del 2007 curata da Alessandro Riva, collaboratore di Vittorio Sgarbi, arrestato pochi mesi dopo con l’accusa di pedofilia). A me personalmente capita di vedere su alcuni edifici (soprattutto quelli delle borgate) questi artistici quadri colorati che mettono anche una nota solare sul grigiore di certi ambienti. Trovo però che quando si tratta di scritte brutte e volgari su ogni dove (numeri telefonici nei bagni con annesse volgarità, scritte incomprensibili sui citofoni e sui muri dei condomini e tante altre schifezze) un po’ mi infastidisco. Tutti i bambini (o quasi tutti) appena iniziano a camminare ed a tenere in mano i pennarelli colorati, abbozzano i propri “graffiti” sui muri dei nostri appartamenti che noi pazientemente (dopo urla e ripetersi di “non si fa”) ripuliamo. Non si rimane sempre bambini a cui in fondo si perdona lo scarabocchio perché la loro mente non è ancora formata. Ma quando i bambini crescono e diventano ragazzi e continuano a scrivere con scarabocchi, nomignoli ed insulti si parla solo di DEFICIENZA MENTALE punibile quanto meno con un bel ceffone!! Questa è la storia di un certo KED che stò cercando di rintracciare per dargli quel che si merita. Mi dispiace di dire che il “writer deficiente” non è italiano e si evince anche dal fatto che ha dimenticato una “F” nel nome del paese in cui “lui” deve andare. Lo so anche perché questa estate ho avuto modo di redarguire (pregandoli semplicemente di allontanarsi) un gruppetto di stranieri ed italiani che a tarda sera urlavano di fronte a casa mia condendo ogni frase con parolacce e bestemmie: la foto sotto è sicuramente il loro modo di ribellione che dimostra anche che il modello educativo nelle loro case è dei peggiori.
In questi ultimi giorni i politici (in testa quella “testa” di Berlusconi) hanno deciso di inasprire le pene verso questi “imbrattatori”: stante la forma di punizione del “mò ripulisci tu!”, aumentano le pene pecuniarie (Euri sonanti) e si arriva alla detenzione (2 annetti dè gabbio-carcere) nel caso l’espressione creativa deturpi monumenti storici (è rimandata però per il momento la decisione). Però in alcuni contesti questa forma d’arte ci piace un po’ tant’è che a Milano si è organizzata anche una grande mostra proprio sugli “Writer,s” (Nota di altra cronaca: mostra dell’aprile del 2007 curata da Alessandro Riva, collaboratore di Vittorio Sgarbi, arrestato pochi mesi dopo con l’accusa di pedofilia). A me personalmente capita di vedere su alcuni edifici (soprattutto quelli delle borgate) questi artistici quadri colorati che mettono anche una nota solare sul grigiore di certi ambienti. Trovo però che quando si tratta di scritte brutte e volgari su ogni dove (numeri telefonici nei bagni con annesse volgarità, scritte incomprensibili sui citofoni e sui muri dei condomini e tante altre schifezze) un po’ mi infastidisco. Tutti i bambini (o quasi tutti) appena iniziano a camminare ed a tenere in mano i pennarelli colorati, abbozzano i propri “graffiti” sui muri dei nostri appartamenti che noi pazientemente (dopo urla e ripetersi di “non si fa”) ripuliamo. Non si rimane sempre bambini a cui in fondo si perdona lo scarabocchio perché la loro mente non è ancora formata. Ma quando i bambini crescono e diventano ragazzi e continuano a scrivere con scarabocchi, nomignoli ed insulti si parla solo di DEFICIENZA MENTALE punibile quanto meno con un bel ceffone!! Questa è la storia di un certo KED che stò cercando di rintracciare per dargli quel che si merita. Mi dispiace di dire che il “writer deficiente” non è italiano e si evince anche dal fatto che ha dimenticato una “F” nel nome del paese in cui “lui” deve andare. Lo so anche perché questa estate ho avuto modo di redarguire (pregandoli semplicemente di allontanarsi) un gruppetto di stranieri ed italiani che a tarda sera urlavano di fronte a casa mia condendo ogni frase con parolacce e bestemmie: la foto sotto è sicuramente il loro modo di ribellione che dimostra anche che il modello educativo nelle loro case è dei peggiori.
Foto di quanto è stato scritto sul cancello di casa mia.
Prendo la foto di un muro intonso su internet e mando una risposta a Ked (Ke Emerito Deficiente) e mi metto al passo coi tempi.
Melusina Writer nel web
Melusina Writer nel web
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)




















