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Domenica, 2 Novembre : 2008
> IL PANE: note, consigli e ricette
ROMA - Ha fatto bene il garante dei prezzi a convocare i produttori di pasta, ma sarebbe meglio se convocasse anche quelli del pane. E' quanto chiedono Federconsumatori e Adusbef, secondo i quali "se la doppia velocità dei petrolieri irrita, quella relativa ai prezzi dei generi di prima necessità come pane e pasta indigna". "Questi sono prodotti fondamentali soprattutto per l'ampio utilizzo che se ne fa e per l'incidenza che questi prodotti hanno sulle famiglie meno abbienti - si legge in una nota -. La riduzione del prezzo del grano molto forte in queste ultime settimane ha portato il prezzo di questa materia prima a 0,25 euro al kg contro gli 0,48 dell'inizio di quest'anno. Nonostante ciò - proseguono le associazioni dei consumatori - i prezzi di pane e pasta continuano ad attestarsi rispettivamente in media nazionale a 3,20 euro al kg per il pane e a 1,60 euro al kg per la pasta: con questi prezzi si avrà una ricaduta per una famiglia italiana che consuma un chilo di pane e mezzo chilo di pasta al giorno un aumento di 105 euro per il pane e 73 euro per la pasta, per un totale di 178 euro in più all'anno, così che che per le famiglie nel 2008 la spesa alimentare costerà 565 euro in più (+9,8% sul 2007). Il risultato di tutto ciò è una minore qualità della vita delle famiglie, attraverso una caduta molto forte dei consumi alimentari. Siamo quindi in attesa - concludono - di azioni ancora più stringenti da parte delle istituzioni, per verifiche, controlli, e ci auguriamo sanzioni in presenza di comportamenti speculativi".
ROMA - E' grave che il dimezzamento del prezzo del grano dall'inizio dell'anno, oltre ad aver provocato una situazione drammatica nelle campagne, dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione, non ha portato alcun beneficio ai consumatori di pasta, che ha registrato aumenti vertiginosi del 32% ad ottobre secondo l'Istat. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento alla decisione del Garante per la sorveglianza dei prezzi di convocare direttamente i produttori e le imprese della grande distribuzione la prossima settimana. I dati di mercato dimostrano - denuncia la Coldiretti - che é in atto una evidente speculazione sul piatto preferito dagli italiani, con le quotazioni del grano che sono andate più giù della borsa e oggi sono dimezzate dall'inizio dell'anno, mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi. La pasta non accenna infatti a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,5 euro al chilo nonostante il fatto che il grano duro sia oggi attorno ai 0,22 euro al chilo. All'inizio dell'anno la pasta - ricorda la Coldiretti - era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo ed ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo. "Si tratta dell'evidente dimostrazione - sostiene la Coldiretti - che l'emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all'origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese. Serve sui mercati una maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e una più equa distribuzione del valore nella filiera. Per questo la Coldiretti ha avviato un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera e recuperare valore aggiunto alle imprese agricole". La pasta, ricorda Coldiretti, è il piatto preferito dagli italiani con consumi medi pro-capite di 28 chili a persona, tre volte maggiori di quelli di un francese, statunitense o di un greco, e cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo. Le esportazioni di pasta nel mondo - conclude la Coldiretti - sono aumentate in valore del 46%, soprattutto nei Paesi dell'Unione Europea (+50%), dove si realizzano i due terzi del valore delle esportazioni, mentre sono quasi raddoppiate le esportazioni in Asia
.ROMA - E' grave che il dimezzamento del prezzo del grano dall'inizio dell'anno, oltre ad aver provocato una situazione drammatica nelle campagne, dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione, non ha portato alcun beneficio ai consumatori di pasta, che ha registrato aumenti vertiginosi del 32% ad ottobre secondo l'Istat. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento alla decisione del Garante per la sorveglianza dei prezzi di convocare direttamente i produttori e le imprese della grande distribuzione la prossima settimana. I dati di mercato dimostrano - denuncia la Coldiretti - che é in atto una evidente speculazione sul piatto preferito dagli italiani, con le quotazioni del grano che sono andate più giù della borsa e oggi sono dimezzate dall'inizio dell'anno, mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi. La pasta non accenna infatti a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,5 euro al chilo nonostante il fatto che il grano duro sia oggi attorno ai 0,22 euro al chilo. All'inizio dell'anno la pasta - ricorda la Coldiretti - era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo ed ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo. "Si tratta dell'evidente dimostrazione - sostiene la Coldiretti - che l'emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all'origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese. Serve sui mercati una maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e una più equa distribuzione del valore nella filiera. Per questo la Coldiretti ha avviato un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera e recuperare valore aggiunto alle imprese agricole". La pasta, ricorda Coldiretti, è il piatto preferito dagli italiani con consumi medi pro-capite di 28 chili a persona, tre volte maggiori di quelli di un francese, statunitense o di un greco, e cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo. Le esportazioni di pasta nel mondo - conclude la Coldiretti - sono aumentate in valore del 46%, soprattutto nei Paesi dell'Unione Europea (+50%), dove si realizzano i due terzi del valore delle esportazioni, mentre sono quasi raddoppiate le esportazioni in Asia
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















