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Domenica, 2 Novembre : 2008
ROMA - Qualcuno ha posto fiori freschi e due lumini vicino alla casa dove proprio un anno fa, nella notte fra il primo e il 2 novembre, fu uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher. Non ci sono biglietti. La giornata è grigia e piovosa, a Perugia, ed il vialetto che conduce al portone del piccolo casolare in via della Pergola - ancora sotto sequestro - appare incolto e non curato. I fiori - c'e anche una piantina in vaso - sono stati deposti lungo la strada principale, accanto alla rete di recinzione della casa, dove le auto transitano senza rallentare. Non si incontrano curiosi nella zona e in questo giorno festivo non ci sono le decine di giornalisti giunti a Perugia negli ultimi mesi per seguire la vicenda. La casa, e la strada adiacente, non sono nel circuito delle centinaia di perugini e dei numerosi visitatori che oggi affollano Pian di Massiano - dall'altra parte della città - per la tradizionale Fiera dei morti. Perugia ricorderà Meredith domenica, con una messa, nella chiesa dell'Università, mentre la famiglia della studentessa si riunirà a Coulsdon, un quartiere a Sud di Londra, con parenti e amici.
ALEMANNO,BUCO NERO CHE INQUIETA LA COSCIENZA
"L'omicidio della signora Reggiani non può smettere mai di inquietare la coscienza della politica romana. Lo dobbiamo sempre tenere fisso nel cervello perché è un buco nero in cui non vogliamo più finire, una cosa terribile che non deve più accadere". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che ha deposto un fascio di fiori a viale della Stazione di Tor di Quinto dove fu aggredita e uccisa Giovanna Reggiani, morta il 1 novembre di un anno fa in seguito alle ferite riportate nell'aggressione. "Purtroppo, come già ho detto più volte, la condanna a Mailat è, a mio avviso, insufficiente - ha aggiunto Alemanno -. Aspettiamo la sentenza definitiva per fare valutazioni, però se non si dà l'ergastolo in questi casi non so davvero quando si debba dare".
A un anno di distanza dalla morte di Giovanna Reggiani, la donna aggredita e uccisa a Roma dal romeno Romulus Nicolae Mailat, condannato mercoledì scorso a 29 anni di carcere per quell'omicidio, una delegazione del Partito dei romeni in Italia ha deposto stamani una corona di fiori con le bandiere italiana e della Romania incrociate sul luogo dell' aggressione in via della Stazione di Tor di Quinto. "Vogliamo esprimere la partecipazione e il dolore di tutta la comunità romena per la morte della signora Reggiani.
La sentenza di condanna di Mailat è giusta ma non capisco perché non si vuole che sconti la pena in Romania", ha detto il presidente del Partito dei romeni in Italia-Identità romena, Giancarlo Germani. "Mi sono sempre battuto affinché si distinguesse tra rom e romeni. La comunità romena è fatta di persone per bene e non possiamo dimenticarci che è la più numerosa in Italia. Il fatto che oggi a ricordare Giovanna Reggiani ci siano soprattutto romeni è molto significativo", ha sottolineato il presidente di Riva-Destra Fabio Sabbatani-Schiuma. Nel viale isolato dove il 30 ottobre del 2007 fu aggredita Giovanna Reggiani, morendo per le lesioni riportate il 1 novembre successivo, rimangono ancora vecchi mazzi di fiori che un anno fa testimoniarono il cordoglio di molte persone. Alla cerimonia oggi erano presenti anche i consiglieri comunali del Pdl Pierluigi Fioretti, Ludovico Todini e Luca Gramazio.
ALEMANNO,BUCO NERO CHE INQUIETA LA COSCIENZA
"L'omicidio della signora Reggiani non può smettere mai di inquietare la coscienza della politica romana. Lo dobbiamo sempre tenere fisso nel cervello perché è un buco nero in cui non vogliamo più finire, una cosa terribile che non deve più accadere". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che ha deposto un fascio di fiori a viale della Stazione di Tor di Quinto dove fu aggredita e uccisa Giovanna Reggiani, morta il 1 novembre di un anno fa in seguito alle ferite riportate nell'aggressione. "Purtroppo, come già ho detto più volte, la condanna a Mailat è, a mio avviso, insufficiente - ha aggiunto Alemanno -. Aspettiamo la sentenza definitiva per fare valutazioni, però se non si dà l'ergastolo in questi casi non so davvero quando si debba dare".
A un anno di distanza dalla morte di Giovanna Reggiani, la donna aggredita e uccisa a Roma dal romeno Romulus Nicolae Mailat, condannato mercoledì scorso a 29 anni di carcere per quell'omicidio, una delegazione del Partito dei romeni in Italia ha deposto stamani una corona di fiori con le bandiere italiana e della Romania incrociate sul luogo dell' aggressione in via della Stazione di Tor di Quinto. "Vogliamo esprimere la partecipazione e il dolore di tutta la comunità romena per la morte della signora Reggiani.
La sentenza di condanna di Mailat è giusta ma non capisco perché non si vuole che sconti la pena in Romania", ha detto il presidente del Partito dei romeni in Italia-Identità romena, Giancarlo Germani. "Mi sono sempre battuto affinché si distinguesse tra rom e romeni. La comunità romena è fatta di persone per bene e non possiamo dimenticarci che è la più numerosa in Italia. Il fatto che oggi a ricordare Giovanna Reggiani ci siano soprattutto romeni è molto significativo", ha sottolineato il presidente di Riva-Destra Fabio Sabbatani-Schiuma. Nel viale isolato dove il 30 ottobre del 2007 fu aggredita Giovanna Reggiani, morendo per le lesioni riportate il 1 novembre successivo, rimangono ancora vecchi mazzi di fiori che un anno fa testimoniarono il cordoglio di molte persone. Alla cerimonia oggi erano presenti anche i consiglieri comunali del Pdl Pierluigi Fioretti, Ludovico Todini e Luca Gramazio.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















