Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Domenica, 2 Novembre : 2008 Gennaro Carotenuto,
Un mondo che va indietro
fridabalia
La notizia viene proposta senza vergogna né pietà, né facendo funzionare il cervello. Viene proposta come una notizia simpatica e invece è l’ennesima testimonianza di un mondo che va indietro.
In Svizzera, nell’esclusiva località di Winterthur, un ristorante che si chiama "Storchen" propone pietanze realizzate con latte umano.
Le donne, che eufemisticamente vengono definite donatrici, vengono pagate 3,7 euro a poppata.
La balia è una figura importante della storia. Una vigorosa (e bisognosa) donna del popolo integrava l’alimentazione dei figli delle classi agiate liberando la madre dall’allattamento con motivazioni di salute o estetiche.
E’ una figura che aveva una sua collocazione anche affettiva importante in una società fondata sulla gerarchia. La democrazia, la diminuzione del numero dei figli e l’accrescere della giustizia sociale e della qualità della vita e della salute ha consegnato alla storia queste figure.
Adesso, in un mondo nel quale metà della popolazione mondiale è così povera da prendere in considerazione la possibilità di vendere organi del proprio corpo, ritorna la balia come farsa di se stessa. Donne povere, probabilmente immigrate, invece di nutrire i loro neonati, potranno scegliere di vendere il loro latte per alimentare perversioni culinarie di ricchi. E’ il libero mercato, vero?
In Svizzera, nell’esclusiva località di Winterthur, un ristorante che si chiama "Storchen" propone pietanze realizzate con latte umano.
Le donne, che eufemisticamente vengono definite donatrici, vengono pagate 3,7 euro a poppata.
La balia è una figura importante della storia. Una vigorosa (e bisognosa) donna del popolo integrava l’alimentazione dei figli delle classi agiate liberando la madre dall’allattamento con motivazioni di salute o estetiche.
E’ una figura che aveva una sua collocazione anche affettiva importante in una società fondata sulla gerarchia. La democrazia, la diminuzione del numero dei figli e l’accrescere della giustizia sociale e della qualità della vita e della salute ha consegnato alla storia queste figure.
Adesso, in un mondo nel quale metà della popolazione mondiale è così povera da prendere in considerazione la possibilità di vendere organi del proprio corpo, ritorna la balia come farsa di se stessa. Donne povere, probabilmente immigrate, invece di nutrire i loro neonati, potranno scegliere di vendere il loro latte per alimentare perversioni culinarie di ricchi. E’ il libero mercato, vero?
Citazione:Le notizie più pazze della settimana
Ristorante che confeziona piatti con latte materno
Adesso sono alla ricerca di volontarie donatrici
SVIZZERA, 31 ott - Non è esotico come il latte d'asina, tantomeno acidulo come quello di pecora. Di sicuro ha un valore aggiunto. Sarà per questo che il proprietario del ristorante "Storchen", nell'esclusiva località elvetica Winterthur, ha deciso di arricchire il suo menu, fatto di specialità locali tra cui stufato di carne, varie zuppe e intingoli, con il latte materno. Le pietanze - scrive il Telegraph - conterranno almeno il 75% dell'alimento, di cui tutti, o quasi, si sono nutriti da bambini. Ora si cercano donatrici, le quali riceveranno 3,7 euro per circa 400 grammi del loro latte. Dice il ristoratore: "Uno può cucinare cose veramente deliziose. Tuttavia ha bisogno di essere mescolato a un po' di panna montata, per poterne mantenere la consistenza".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















