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Crescita zero in Europa recessione in Italia
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Lunedì, 3 Novembre : 2008  di ALBERTO D'ARGENIO, La Repubblica

Oggi le stime della Ue: per il nostro Paese pil negativo nel 2008 e 2009
Domani in vertice Ecofin, che preparerà le proposte del presidente Sarkozy


Crescita zero in Europa
 Image
recessione in Italia


Bruxelles, la sede del Consiglio Ue

BRUXELLES - Quanto peserà la crisi dei mercati sull'economia reale dell'Unione europea? La risposta che arriverà oggi da Bruxelles sarà impregnata di pessimismo. Le previsioni economiche d'autunno del responsabile Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, non solo taglieranno tutte le cifre precedentemente pubblicate dalla Ue, ma anche quelle decisamente negative emesse 10 giorni fa dal Fondo monetario internazionale.

Secondo le indiscrezioni filtrate alla vigilia, l'economia europea andrà leggermente più piano di quanto previsto dall'Fmi, che parlava di una crescita dello 0,4% nel 2008 e dello 0,2% nel 2009. Per i paesi della moneta unica le cose andranno ancora peggio: l'economia di Eurolandia resterà inchiodata intorno allo 0%. E gli sprazzi di crescita, minati da mille incertezze, non torneranno prima del 2010.

Considerazioni che, come sempre, quando si parla di Italia diventano ancora più cupe. Bruxelles si accinge infatti a spingere la Penisola verso la recessione, confermando, salvo qualche leggera limatura, le previsioni dell'Fmi: crescita negativa per quest'anno (-0,1%) e per il prossimo (-0,2%). Arretrando l'economia, oltretutto, il deficit è destinato a salire rispetto all'1,6% con cui è stato chiuso il 2007: nel 2008 dovrebbe schizzare al 2,5% e nel 2009 potrebbe ulteriormente salire, avvicinandosi pericolosamente al limite del 3% fissato dal Patto di stabilità dell'Ue. Non solo mettendo a rischio l'equilibrio dei nostri conti pubblici, ma minacciando anche il mantenimento della promessa fatta all'Europa di pieno risanamento entro il 2011. Sarà invece in leggera discesa il debito pubblico, che però rimarrà ben al di sopra del 100% mettendo sotto pressione l'intero sistema economico del Paese.

Per capire meglio la gravità della situazione sarà poi necessario leggere le cifre delle altre grandi economie europee, ma anche in questo caso le indicazioni saranno sconfortanti visto che con ogni probabilità confermeranno le stime dell'Fmi: nel 2009 la Francia crescerà solo dello 0,8%, la Germania rimarrà ferma mentre Gran Bretagna (-0,1%), Spagna (-0,2%) e Irlanda (-0,6%) andranno in recessione. Dati al centro della riunione di questa sera dei ministri della zona euro, che domani a Bruxelles saranno raggiunti dai colleghi del resto d'Europa (Ecofin). Dopo una ricognizione dello status quo, i ministri prepareranno le decisioni del vertice Ue di venerdì convocato da Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Unione, in vista del G20 del 15 novembre che nelle intenzioni di Parigi dovrebbe riscrivere le regole della finanza mondiale.

Le conclusioni che l'Ecofin invierà ai leader europei chiederanno di regolare agenzie di rating e hedge fund, di "intensificare" la lotta contro "centri offshore e paradisi fiscali", di mettere in piedi un sistema di allarme preventivo ("early warning") sui rischi per l'economia globale e di migliorare il controllo sui grandi gruppi finanziari. Ma al centro delle proposte che saranno elaborate in vista del G20 ci sarà un nuovo ruolo per l'Fmi: "Deve essere legittimato in maniera più forte", anche modificando i meccanismi per la scelta del suo presidente. Un riferimento alla tradizione secondo cui gli europei nominano la guida del Fondo e gli americani della Banca mondiale: la leadership dovrà andare anche ad altre aree del pianeta. E dovrà essere riformato anche il G8, in modo da "renderlo più inclusivo per i paesi emergenti".

  





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