In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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steve
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 Bolzano. Nuove accuse contro l'avvocato
 = News con documentazione video
Domenica, 2 Novembre : 2008 di Marino Bisso e Rory Cappelli La Repubblica/Espresso
IL LEGALE SOTTO INCHIESTA
Pedofilia, nuove accuse contro l’avvocato
Mario Bertoldi
Ragazzina di 13 anni lo riconosce
L’avrebbe molestata nel Roveretano
BOLZANO. Si è aggravata la posizione processuale dell’avvocato bolzanino agli arresti domiciliari dal luglio scorso con l’accusa di aver abusato sessualmente di due nipotini (maschio e femmina) di 4 e 8 anni. In mano al procuratore di Rovereto Rodrigo Merlo, c’è ora una nuova preziosa testimonianza. E’ quella di una ragazzina di 13 anni che nel dicembre scorso denunciò di essere stata molestata.
L’adolescente aveva raccontato la sua brutta esperienza ai genitori e proprio costoro decisero di sporgere denuncia contro ignoti per un episodio inquietante avvenuto lungo la pista ciclabile nei pressi di Rovereto. La ragazzina raccontò di essere stata avvicinata e molestata da uno sconosciuto che avrebbe tentato di toccarla nelle parti intime.
All’epoca la denuncia venne sporta contro ignoti. Qualche settimana fa, però, quella vicenda è stata rivisitata su iniziativa degli stessi genitori della ragazzina che avevano letto sui giornali della vicenda che aveva portato all’incriminazione dell’avvocato bolzanino. E l’approfondimento avrebbe dato risultati concreti.
L’adolescente, infatti, avrebbe riconosciuto il proprio aggressore nell’avvocato bolzanino tutt’ora agli arresti domiciliari. Si tratta di un riconoscimento molto pesante sotto il profilo probatorio perchè mai in precedenza la piccola avrebbe avuto modo di vedere in foto (foto - per altro - mai pubblicata dai giornali per tutelare i minori coinvolti) l’avvocato inquisito.
A questo punto la denuncia è stata accorpata al fascicolo in mano al procuratore Rodrigo Merlo e rischia di affossare le strategie difensive del professionista bolzanino che sinora si è sempre dichiarato estraneo a tutte le accuse mossegli dagli inquirenti sulla base della denuncia presentata dai parenti.
Per il momento non c’è stata alcuna reazione da parte dei difensori del legale inquisito. In altre parole non si sa se il professionista accusato di pedofilia e violenza sessuale abbia in qualche modo ammesso (anche solo parzialmente) il nuovo episodio contestato o lo ritenga, al contrario, conseguenza di errori, malintesi o suggestioni della parte lesa.
Come si ricorderà l’avvocato bolzanino fu colpito da ordine di custodia cautelare dopo la denuncia dei genitori delle due nipotine al centro del caso. I fatti sarebbero avvenuti in Trentino, in occasione di incontri familiari per le principali festività. A svelare ai genitori i presunti orribili retroscena delle visite dello zio è stata la bambina.
Alcune parole della bambina hanno prima incuriosito, poi insospettito e infine raggelato i genitori che la stavano ascoltando a seguito dell’annunciato rinvio di una visita dello zio bolzanino il quale, da parte sua, ha sempre negato tutto. Non sono mai stati trovati riscontri clinici sulle presunte violenze sessuali (31 ottobre 2008)
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