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Martedì, 4 Novembre : 2008 Brescia Oggi
PROGETTO BS ACCOGLIE
Gentile direttore,
nell’intervista pubblicata dal suo giornale in data 24 settembre 2008, l’assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione dichiarava a seguito della chiusura del progetto Brescia Accoglie, quanto segue «E’ una decisione della giunta… per gli stranieri che hanno lo status di rifugiato esiste già una rete di assistenza a livello nazionale e, di conseguenza, ci è parso opportuno non partecipare più all’iniziativa a livello locale». A seguito di quanto affermato dall’assessore e deciso dalla giunta comunale crediamo sia importante fare le seguenti precisazioni.
Il progetto Brescia Accoglie è un progetto di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati politici o cittadini con protezione sussidiaria. Un progetto totalmente finanziato dal ministero dell’Interno che collocava la città di Brescia all’interno di una rete nazionale, lo Sprar, appositamente costituita per affrontare in modo adeguato l’accoglienza in Italia di queste persone.
I rifugiati sono persone che scappano da guerre, violenze e persecuzioni. Arrivano nel nostro Paese per cercare protezione come riconosciuto dalla nostra Costituzione ( art. 10 ) e dal diritto internazionale (convenzione di Ginevra).
La rete coordinata dall’Anci risulta essere oggi un’opportunità che l’Italia si è data per adempiere alle disposizioni comunitarie in materia. Questa rete si sostiene solamente grazie alla disponibilità degli Enti Locali in quanto gestori dei progetti territoriali.
In quattro anni di iniziativa locale sul Comune di Brescia è stato possibile ospitare e integrare almeno 90 persone, la quasi totalità delle quali ha trovato un’ occupazione e un alloggio corrispondente alle proprie necessità. A seguito di quanto deciso dalla nuova giunta tutto questo non sarà più possibile e alla rete nazionale mancheranno proprio questi numeri.
Questa è la prima precisazione:
la rete nazionale si basa sulla disponibilità concreta dei singoli comuni, mancandone uno, tutta la rete ne risente e il programma nazionale asilo ne viene sminuito.
Brescia rappresenta un polo attrattivo importante per gli stranieri e tra questi in numero crescente i richiedenti asilo e rifugiati. Attuare delle politiche adeguate in materia di integrazione significa prevenire fenomeni di grande emarginazione e sofferenza, significa essere in grado di gestire un fenomeno in forte crescita attingendo a tutte le risorse che il territorio, la comunità e lo Stato mettono a disposizione, partendo dalla persona più debole e dai sui bisogni.
Venendo a mancare tutto questo, in presenza comunque di un fenomeno in crescita, non solo si operano evidenti violazioni dei diritti fondamentali dell’individuo, ma si concorre a indebolire una rete di protezione umanitaria fondamento di uno Stato democratico e civile.
Questa è la seconda precisazione:
indebolendo le politiche di accoglienza si indebolisce il fondamento costituzionale dello Stato italiano. Il progetto Brescia Accoglie era interessante anche come azione di vigilanza e controllo del fenomeno. Affiancando, infatti, a questo progetto un luogo come il Servizio per l'integrazione e la cittadinanza del comune di brescia-Punto incontro, era possibile intercettare il flusso di immigrati che approdavano in città, indirizzarlo verso adeguati percorsi di accoglienza e integrazione, ma anche segnalare alle autorità preposte casi di «rischio sociale». Tutto questo, praticamente a costo zero per il Comune, ma con un importante livello di professionalità e competenze messe in campo a favore di una «sicurezza comunitaria» sempre opportunamente vigilata e sostenuta. Un lavoro di mediazione comunitaria all’interno del quale il rifugiato diventava una risorsa educativa per la comunità.
Questa è la terza precisazione:
azzerare Brescia Accoglie e altri progetti analoghi significa far mancare a Brescia una grande opportunità di crescita sociale ed economica. E’ giusto che i bresciani sappiano tutto questo e ci riflettano.
Agostino Zanotti
PRESIDENTE ADL A ZAVIDOVICI - ENTE GESTORE DEL PROGETTO BS ACCOGLIE
nell’intervista pubblicata dal suo giornale in data 24 settembre 2008, l’assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione dichiarava a seguito della chiusura del progetto Brescia Accoglie, quanto segue «E’ una decisione della giunta… per gli stranieri che hanno lo status di rifugiato esiste già una rete di assistenza a livello nazionale e, di conseguenza, ci è parso opportuno non partecipare più all’iniziativa a livello locale». A seguito di quanto affermato dall’assessore e deciso dalla giunta comunale crediamo sia importante fare le seguenti precisazioni.
Il progetto Brescia Accoglie è un progetto di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati politici o cittadini con protezione sussidiaria. Un progetto totalmente finanziato dal ministero dell’Interno che collocava la città di Brescia all’interno di una rete nazionale, lo Sprar, appositamente costituita per affrontare in modo adeguato l’accoglienza in Italia di queste persone.
I rifugiati sono persone che scappano da guerre, violenze e persecuzioni. Arrivano nel nostro Paese per cercare protezione come riconosciuto dalla nostra Costituzione ( art. 10 ) e dal diritto internazionale (convenzione di Ginevra).
La rete coordinata dall’Anci risulta essere oggi un’opportunità che l’Italia si è data per adempiere alle disposizioni comunitarie in materia. Questa rete si sostiene solamente grazie alla disponibilità degli Enti Locali in quanto gestori dei progetti territoriali.
In quattro anni di iniziativa locale sul Comune di Brescia è stato possibile ospitare e integrare almeno 90 persone, la quasi totalità delle quali ha trovato un’ occupazione e un alloggio corrispondente alle proprie necessità. A seguito di quanto deciso dalla nuova giunta tutto questo non sarà più possibile e alla rete nazionale mancheranno proprio questi numeri.
Questa è la prima precisazione:
la rete nazionale si basa sulla disponibilità concreta dei singoli comuni, mancandone uno, tutta la rete ne risente e il programma nazionale asilo ne viene sminuito.
Brescia rappresenta un polo attrattivo importante per gli stranieri e tra questi in numero crescente i richiedenti asilo e rifugiati. Attuare delle politiche adeguate in materia di integrazione significa prevenire fenomeni di grande emarginazione e sofferenza, significa essere in grado di gestire un fenomeno in forte crescita attingendo a tutte le risorse che il territorio, la comunità e lo Stato mettono a disposizione, partendo dalla persona più debole e dai sui bisogni.
Venendo a mancare tutto questo, in presenza comunque di un fenomeno in crescita, non solo si operano evidenti violazioni dei diritti fondamentali dell’individuo, ma si concorre a indebolire una rete di protezione umanitaria fondamento di uno Stato democratico e civile.
Questa è la seconda precisazione:
indebolendo le politiche di accoglienza si indebolisce il fondamento costituzionale dello Stato italiano. Il progetto Brescia Accoglie era interessante anche come azione di vigilanza e controllo del fenomeno. Affiancando, infatti, a questo progetto un luogo come il Servizio per l'integrazione e la cittadinanza del comune di brescia-Punto incontro, era possibile intercettare il flusso di immigrati che approdavano in città, indirizzarlo verso adeguati percorsi di accoglienza e integrazione, ma anche segnalare alle autorità preposte casi di «rischio sociale». Tutto questo, praticamente a costo zero per il Comune, ma con un importante livello di professionalità e competenze messe in campo a favore di una «sicurezza comunitaria» sempre opportunamente vigilata e sostenuta. Un lavoro di mediazione comunitaria all’interno del quale il rifugiato diventava una risorsa educativa per la comunità.
Questa è la terza precisazione:
azzerare Brescia Accoglie e altri progetti analoghi significa far mancare a Brescia una grande opportunità di crescita sociale ed economica. E’ giusto che i bresciani sappiano tutto questo e ci riflettano.
Agostino Zanotti
PRESIDENTE ADL A ZAVIDOVICI - ENTE GESTORE DEL PROGETTO BS ACCOGLIE
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















