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Martedì, 4 Novembre : 2008
ROMA - Cinquemila anni d'età e non smettere di sorprendere. E' quanto accaduto con la mummia di Oetzi, l'uomo di Similaun rinvenuta nel 1991 in un ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige. I ricercatori del gruppo di Gianluca De Bellis, dell'Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno sequenziato interamente il suo Dna mitocondriale e hanno scoperto che Oetzi fa parte di un 'aplogruppo' oggi non più presente a livello mondiale, dopo 'soli' cinquemila anni, un periodo relativamente breve dal punto di vista evoluzionistico. "Le mutazioni del Dna mitocondriale, dal primo Homo Sapiens presente in Africa 150-200 mila anni fa - spiega De Bellis - ci permettono di classificare le popolazioni attuali all'interno di gruppi chiamati 'aplogruppi' e abbiamo scoperto che il Dna di Oetzi appartiene all'aplogruppo K Europeo, per la precisione, al sottogruppo K1, il quale è a sua volta suddiviso in 3 cluster, la scoperta sconcertante sta nel fatto che Oetzi non corrisponde a nessuno dei 3". Il Dna mitocondriale è un orologio biologico dell'evoluzione molto più puntuale rispetto al Dna cromosomico perché si trasmette unicamente per via materna ed è più soggetto alle variazioni molecolari dovute alle influenze dell'ambiente esterno, a differenza del Dna cromosomico che, racchiuso all'interno del nucleo della cellula, è più protetto.
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