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Mercoledì, 5 Novembre : 2008
Abbiamo letto, sul Giornale di Brescia del 26 ottobre, una "intervista itinerante" all'assessore alla Mobilità del Comune di Brescia, Nicola Orto, e vorremmo fare qualche considerazione su alcuni dei temi da lui trattati nel suo ampio giro, con il giornalista, per le vie cittadine.
In Viale Bornata, innanzitutto, afferma Orto "sono visibili i segni della politica fallimentare della precedente Amministrazione" poiché "i mezzi dei soccorritori impiegano il 30% in più rispetto a prima... e quando si tratta di salvare vite umane pochi secondi fanno la differenza".
Parole poco meditate e indegne, tese a caricare su terzi delle responsabilità morali, in questo caso addirittura sulla vita o la morte di esseri umani. In realtà con l'abolizione di quasi tutti i semafori la via è più fluida che prima, più sicura (era fra le strade con maggiori incidenti di Brescia) e facilmente percorribile con beneficio per tutti, anche se, come si dice nell'intervista, "la macchina dell'assessore è vittima di continui sobbalzi" (!), peraltro sopportabili se si osserva il limite di velocità dei 50 km/h.
Viale Duca degli Abruzzi, poi, sarebbe "una via molto battuta sulla quale pesa il fatto che via Cremona è stata chiusa a lungo". Non vi è nesso alcuno fra le due questioni. Via Cremona non è mai stata chiusa, vi era un senso unico parziale oggi revocato che induceva correttamente il traffico verso sud - un traffico in quantità rilevante di puro attraversamento, non legato né alla residenza né al commercio - a percorrere la parallela Via San Zeno, strada sostanzialmente scarica.
Forse l'assessore ignora che nel Piano Regolatore e nel Piano dei Servizi della città, vi è la previsione di una nuova strada dal casello autostradale di Brescia Centro alla Poliambulanza fino a via Foro Boario, questa sì capace di attenuare il carico veicolare nella zona di Duca degli Abruzzi?
Di sicuro non considera affatto i risultati, in relazione alle trasformazioni urbanistiche e alla mobilità della zona, derivanti fra l'altro da varie assemblee popolari tenute fra il 2007 e il 2008, con la partecipazione anche della Circoscrizione, dei Licei Leonardo e Copernico e dell'Asl.
Ma, tant'è. Invece di operare per attuare previsioni già fatte - a lungo valutate e recepite negli strumenti di pianificazione, insieme a tante altre di cui non si ha più notizia - si preferisce rilanciare buttando sul mercato politico e soprattutto mediatico altre cose, quali improbabili e costosissimi tunnel sotto Via Turati, di sicuro utili a spendere soldi in consulenze esterne, come se non esistessero problemi di risorse e di priorità.
E ancora. Orto propone giustamente di istituire il doppio senso di circolazione in Via Mantova nel tratto tra Via Castellini e Viale Piave. Peccato che l'VIII Circoscrizione, con il suo presidente di centrodestra e alcuni consiglieri comunali oggi assessori sempre di centrodestra, si levò contro un'identica proposta del Settore Mobilità del dicembre 2006, con relativa raccolta di firme di protesta!
Dirigendosi a nord, invece, l'assessore fa sapere che "è merito suo" se si può ancora circolare in Via dello Stadio a doppio senso, essendo intervenuto in tempo per evitare un "pesantissimo ridimensionamento" sia di Via dello Stadio che di Viale Europa.
Anni di progetti - definiti lungo il percorso della Metropolitana fin dal 2004, per cui si sono chiesti e ottenuti anche finanziamenti regionali e che concorrono a qualificare la nostra città - vengono buttati alle ortiche con argomenti inesistenti.
Nessuno mai ha parlato di portare a senso unico Via dello Stadio, ma semplicemente di ridimensionare parzialmente una carreggiata insensata avente la sezione di 15 metri, a favore di maggiori spazi per la sosta (siamo allo stadio!) e di una pista ciclabile necessaria per saldare la rete fra Via Triumplina e Viale Europa, sapendo che il sistema delle rotatorie su Via Triumplina renderà più agevole e conveniente per molti veicoli l'ingresso su Via Branze piuttosto che su Via dello Stadio. Che dire poi di Viale Europa? Il progetto affossato (?) da Orto prevedeva due corsie ed un'altra cosiddetta "polivalente" al centro della carreggiata, senza penalizzare nessuno e recuperando la strada stessa ad uno scorrimento più fluido e sicuro.
Una domanda ad Orto. Fra i quindici progetti di ripristino e riqualificazione urbana "complementari" alla metropolitana (cui appartengono questi ultimi citati, ma che comprendono anche parcheggi, piscina, importanti attenuazioni ambientali), indicati nella delibera quadro del Consiglio Comunale dell'8 ottobre 2004 e oggetto di studi e approfondimenti da anni, ne esiste qualcuno di suo gradimento?
In verità l'assessore, con un approccio ideologico e lontano da un adeguato sostegno tecnico, più che a piani sostenibili di mobilità, pare interessato solo al falso e triste mito della massima larghezza possibile delle sezioni stradali per facilitare il traffico. Dimentica che in ambito urbano importano e pesano, lo ripetiamo, fluidità e sicurezza e che queste non sono legate tanto a dimensioni fisiche, come su un'autostrada ma ad interventi quali rotatorie, abolizione di semafori, assenza di ostacoli sulla carreggiata, possibilità di percorsi più agevoli soprattutto per gli utenti deboli ed altro.
La città è il luogo delle compatibilità e della convivenza, essa merita approcci tecnici e politici differenziati e responsabili, anche in fatto di mobilità.
Ettore Brunelli
Mario Venturini
Brescia
In Viale Bornata, innanzitutto, afferma Orto "sono visibili i segni della politica fallimentare della precedente Amministrazione" poiché "i mezzi dei soccorritori impiegano il 30% in più rispetto a prima... e quando si tratta di salvare vite umane pochi secondi fanno la differenza".
Parole poco meditate e indegne, tese a caricare su terzi delle responsabilità morali, in questo caso addirittura sulla vita o la morte di esseri umani. In realtà con l'abolizione di quasi tutti i semafori la via è più fluida che prima, più sicura (era fra le strade con maggiori incidenti di Brescia) e facilmente percorribile con beneficio per tutti, anche se, come si dice nell'intervista, "la macchina dell'assessore è vittima di continui sobbalzi" (!), peraltro sopportabili se si osserva il limite di velocità dei 50 km/h.
Viale Duca degli Abruzzi, poi, sarebbe "una via molto battuta sulla quale pesa il fatto che via Cremona è stata chiusa a lungo". Non vi è nesso alcuno fra le due questioni. Via Cremona non è mai stata chiusa, vi era un senso unico parziale oggi revocato che induceva correttamente il traffico verso sud - un traffico in quantità rilevante di puro attraversamento, non legato né alla residenza né al commercio - a percorrere la parallela Via San Zeno, strada sostanzialmente scarica.
Forse l'assessore ignora che nel Piano Regolatore e nel Piano dei Servizi della città, vi è la previsione di una nuova strada dal casello autostradale di Brescia Centro alla Poliambulanza fino a via Foro Boario, questa sì capace di attenuare il carico veicolare nella zona di Duca degli Abruzzi?
Di sicuro non considera affatto i risultati, in relazione alle trasformazioni urbanistiche e alla mobilità della zona, derivanti fra l'altro da varie assemblee popolari tenute fra il 2007 e il 2008, con la partecipazione anche della Circoscrizione, dei Licei Leonardo e Copernico e dell'Asl.
Ma, tant'è. Invece di operare per attuare previsioni già fatte - a lungo valutate e recepite negli strumenti di pianificazione, insieme a tante altre di cui non si ha più notizia - si preferisce rilanciare buttando sul mercato politico e soprattutto mediatico altre cose, quali improbabili e costosissimi tunnel sotto Via Turati, di sicuro utili a spendere soldi in consulenze esterne, come se non esistessero problemi di risorse e di priorità.
E ancora. Orto propone giustamente di istituire il doppio senso di circolazione in Via Mantova nel tratto tra Via Castellini e Viale Piave. Peccato che l'VIII Circoscrizione, con il suo presidente di centrodestra e alcuni consiglieri comunali oggi assessori sempre di centrodestra, si levò contro un'identica proposta del Settore Mobilità del dicembre 2006, con relativa raccolta di firme di protesta!
Dirigendosi a nord, invece, l'assessore fa sapere che "è merito suo" se si può ancora circolare in Via dello Stadio a doppio senso, essendo intervenuto in tempo per evitare un "pesantissimo ridimensionamento" sia di Via dello Stadio che di Viale Europa.
Anni di progetti - definiti lungo il percorso della Metropolitana fin dal 2004, per cui si sono chiesti e ottenuti anche finanziamenti regionali e che concorrono a qualificare la nostra città - vengono buttati alle ortiche con argomenti inesistenti.
Nessuno mai ha parlato di portare a senso unico Via dello Stadio, ma semplicemente di ridimensionare parzialmente una carreggiata insensata avente la sezione di 15 metri, a favore di maggiori spazi per la sosta (siamo allo stadio!) e di una pista ciclabile necessaria per saldare la rete fra Via Triumplina e Viale Europa, sapendo che il sistema delle rotatorie su Via Triumplina renderà più agevole e conveniente per molti veicoli l'ingresso su Via Branze piuttosto che su Via dello Stadio. Che dire poi di Viale Europa? Il progetto affossato (?) da Orto prevedeva due corsie ed un'altra cosiddetta "polivalente" al centro della carreggiata, senza penalizzare nessuno e recuperando la strada stessa ad uno scorrimento più fluido e sicuro.
Una domanda ad Orto. Fra i quindici progetti di ripristino e riqualificazione urbana "complementari" alla metropolitana (cui appartengono questi ultimi citati, ma che comprendono anche parcheggi, piscina, importanti attenuazioni ambientali), indicati nella delibera quadro del Consiglio Comunale dell'8 ottobre 2004 e oggetto di studi e approfondimenti da anni, ne esiste qualcuno di suo gradimento?
In verità l'assessore, con un approccio ideologico e lontano da un adeguato sostegno tecnico, più che a piani sostenibili di mobilità, pare interessato solo al falso e triste mito della massima larghezza possibile delle sezioni stradali per facilitare il traffico. Dimentica che in ambito urbano importano e pesano, lo ripetiamo, fluidità e sicurezza e che queste non sono legate tanto a dimensioni fisiche, come su un'autostrada ma ad interventi quali rotatorie, abolizione di semafori, assenza di ostacoli sulla carreggiata, possibilità di percorsi più agevoli soprattutto per gli utenti deboli ed altro.
La città è il luogo delle compatibilità e della convivenza, essa merita approcci tecnici e politici differenziati e responsabili, anche in fatto di mobilità.
Ettore Brunelli
Mario Venturini
Brescia
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















