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Giovedì, 6 Novembre : 2008
ROMA - E' di nuovo tempesta sui mercati del vecchio Continente, che replicano il calo di Wall Street e dell'Asia, penalizzando ancora una volta il comparto bancario e delle materie prime. Londra e Parigi perdono il 3%, mentre le vendite colpiscono Deutsche Bank (-5,48%), Allianz (-5,59%), Fortis (-4,61%), Axa (-5%) e Bnp Paribas (-4,64%), assieme al Bbva (-3,95%) sulla piazza di Madrid e Ubs (-5,91%) a Zurigo. Sotto pressione le materie prime, dopo l'ennesimo calo registrato dalle quotazioni dei principali metalli. A Londra segnano il passo Eurasian Natural Resources (-7,1%), Antofagasta (-7,35%) e Vedanta (-6,44%), insieme a Bhp Billiton (-4,65%). Tra le poche eccezioni si segnala Volkswagen (+3,77%), il cui andamento risente da diverse sedute dei movimenti legati alle precedenti vendite allo scoperto, che hanno indotto l'azionista di riferimento Porsche ad aumentare la quota di capitale flottante. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee. - Londra -3,01% - Parigi -3,08% - Francoforte -2,65% - Madrid -3,03% - Milano -2,37% - Amsterdam -2,49% - Stoccolma -3,91% - Zurigo -1,72%.
Si tinge completamente di rosso il listino di riferimento di Piazza Affari nei primi scambi, con il Mibtel in calo del 2,37%.
Sotto pressione il comparto bancario, con Unicredit (-4,59% a 2,12 euro), Mps (-4,17% a 1,49 euro) e Intesa Sanpaolo (-3,55% a 2,99 euro). In calo anche Bpm (-3,86% a 4,79 euro), mentre appare decisamente più cauta Mediobanca (-0,82% a 9,09 euro), che registra un calo nettamente inferiore a quello dell'indice. Relativamente al riparo dalle vendite anche Generali (-1,03% a 20,26 euro) e Telecom (-1,84% a 1,01 euro), che si mantiene sopra quota 1 euro, mentre i ribassi si concentrano su Impregilo (-6,01% a 2,08 euro), maglia nera del listino, Tenaris (-5,73% a 8,33 euro), e non risparmiano i titoli più difensivi come Saipem (-4,05% a 15,24 euro), Eni (-2,58% a 18,11 euro), Enel (-3,09% a 5,52 euro) e Italcementi (-2,52% a 8,85 euro). Difficoltà anche per Fiat (-3,02% a 6,27 euro), Luxottica (-4,81% a 15,9 euro), Mediaset (-3,54% a 4,49 euro) e Tiscali (-4,47% a 0,84 euro). Poche le eccezioni sul listino allargato, costituite da Erg (+4,41% a 10,85 euro) e Juventus (+4,03% a 0,82 euro).
TOKYO - La chiusura pesante della borsa Usa ha scatenato una nuova ondata di vendite in Asia, con Tokyo in calo del 6,53% dopo il rialzo di pari intensità della vigilia, quando i riflettori erano ancora puntati sul voto americano. Tra gli investitori è scattato infatti l'allarme sui risultati aziendali, dopo che il colosso automobilistico Toyota ha annunciato le previsioni più nere da 18 anni a questa parte per il risultato di fine anno, che sarà più che dimezzato rispetto alle previsioni, scendendo da 1.250 a 550 miliardi di yen.
Risultato: il secondo costruttore mondiale di auto ha lasciato sul campo il 10,35%, mentre hanno sofferto ancora di più su titoli come Isuzu (-20,69%), maglia nera del listino nipponico, e Suzuki (-10,92%), per restare in campo motoristico. Le vendite hanno poi colpito gli altri grandi esportatori del Sol Levante, da Canon (-12,59%) a Olympus (-11,81%), da Sanyo (-11,3%) a Sony (-11,05%), frenati dal vento di recessione negli Usa, principale mercato di riferimento. Forti realizzi anche a Hong Kong, a seduta ancora aperta, dove Cathay Pacific lascia sul campo il 16,12% e Bank of China il 9,36%, mentre a Seul hanno segnato il passo il colosso finanziario Woori (-14,88%), i cantieri navali Daewoo Shipbuilding (-14,77%) e gli automobilistici Kia (-11,86%) e Hyundai (-10,58%). Sotto pressione a Sidney Australia & New Zealand Banking Group (-10,79%), Rio Tinto (-8,73%) e Bhp Billiton (-7,59%), in luce invece Mirvac (+31%), che ha chiuso con successo il proprio aumento di capitale da 282 milioni di dollari.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico. - Tokyo -6,53% - Hong Kong -6,88% (seduta in corso) - Shanghai -2,44% (seduta in corso) - Taiwan -5,71% - Seul -7,56% - Sidney -4,31% - Bombay -4,22% (seduta in corso) - Singapore -4,26% (seduta in corso) - Kuala Lumpur -2,23% (seduta in corso) - Bangkok -2,59% - Giakarta -4,61% (seduta in corso).
FMI: OGGI AGGIORNAMENTO STRAORDINARIO OUTLOOK
Un aggiornamento straordinario del 'World economic outlook' verrà presentato al Fondo Monetario internazionale. Il nuovo capoeconomista del Fondo, Olivier Blanchard, insieme a Jorg Decressin, capo della divisione ricerche, illustreranno le nuove stime dell'Fmi. L'ultimo Weo era stato presentato circa un mese fa, ai meeting annuali di Fondo e Banca Mondiale all'inzio di ottobre, ed il prossimo aggiornamento era previsto per gennaio 2009.
NY AFFONDA, PAURA ECONOMIA SPAZZA EFFETTO OBAMA
Wall Street affonda nel giorno di Obama: i timori per lo stato di salute dell'Azienda America sono più forti dell'effetto Obama e appesantiscono gli indici che accelerano la caduta nel finale. Il Dow Jones cede il 5,16% a 9.128,99 punti, il Nasdaq arretra del 5,50% a 1.628,19 punti, mentre lo S&P 500 scende del 5,27% a 952,71 punti.
Gli ultimi dati congiunturali sembrano presagire una recessione assai dura. Oggi è stato diffuso l' indice Ism per il comparto dei servizi (i servizi sono di gran lunga preponderanti nella ricchezza nazionale del Paese) crollato ad ottobre a 4,44, molto peggio rispetto alle stime. In questa situazione, il mercato dà per scontato un nuovo taglio del costo del denaro a dicembre, con la conseguenza che i Fed Funds scenderebbero allo 0,5%. Oltre a questo sono stati resi noti sempre in giornata i risultati di alcuni sondaggi privati sulla situazione del mercato del lavoro. In particolare il 'report' curato da Adp ha evidenziato ad ottobre il taglio di circa 157mila posti.
La statistica ufficiale è in calendario per venerdì e gli economisti mettono in conto la cancellazione di circa 200mila posti ed il tasso di disoccupazione salito al 6,3%. A quest' ultimo riguardo parecchi esperti stimano che il tasso dei senza lavoro debba arrivare almeno al 9%, il che la dice lunga sulle prospettive. Fra i singoli titoli sotto forte pressione i finanziari. Citigroup scende del 13,69% a 12,67 dollari, Bank of America arretra dell'11,99% a 21,59 dollari, Aig perde il 14,11% a 2,07 dollari. Giù anche Wachovia, 10,81% a 6,02 dollari, e JPMorgan, -7,87% a 38,85 dollari. Calano anche i titoli dell'industria automobilistica, con Ford che perde il 2,87% a 2,10 dollari e Gm il 2,27% a 5,59 dollari. Cala anche Time Warner (-5,82% a 10,20 dollari) nonostante una trimestrale superiore alle attese.
Euro in calo a 1,2876 dlr, attesa per taglio tassi della Bce
ROMA - Euro in calo nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei, sull'attesa per oggi di un taglio dei tassi di mezzo punto da parte della Bce. La moneta unica passa di mano a 1,2876 dollari (contro 1,2915 di ieri ser a New York) e a 126,15 yen (127,40 la rilevazione precedente).
Si tinge completamente di rosso il listino di riferimento di Piazza Affari nei primi scambi, con il Mibtel in calo del 2,37%.
Sotto pressione il comparto bancario, con Unicredit (-4,59% a 2,12 euro), Mps (-4,17% a 1,49 euro) e Intesa Sanpaolo (-3,55% a 2,99 euro). In calo anche Bpm (-3,86% a 4,79 euro), mentre appare decisamente più cauta Mediobanca (-0,82% a 9,09 euro), che registra un calo nettamente inferiore a quello dell'indice. Relativamente al riparo dalle vendite anche Generali (-1,03% a 20,26 euro) e Telecom (-1,84% a 1,01 euro), che si mantiene sopra quota 1 euro, mentre i ribassi si concentrano su Impregilo (-6,01% a 2,08 euro), maglia nera del listino, Tenaris (-5,73% a 8,33 euro), e non risparmiano i titoli più difensivi come Saipem (-4,05% a 15,24 euro), Eni (-2,58% a 18,11 euro), Enel (-3,09% a 5,52 euro) e Italcementi (-2,52% a 8,85 euro). Difficoltà anche per Fiat (-3,02% a 6,27 euro), Luxottica (-4,81% a 15,9 euro), Mediaset (-3,54% a 4,49 euro) e Tiscali (-4,47% a 0,84 euro). Poche le eccezioni sul listino allargato, costituite da Erg (+4,41% a 10,85 euro) e Juventus (+4,03% a 0,82 euro).
TOKYO - La chiusura pesante della borsa Usa ha scatenato una nuova ondata di vendite in Asia, con Tokyo in calo del 6,53% dopo il rialzo di pari intensità della vigilia, quando i riflettori erano ancora puntati sul voto americano. Tra gli investitori è scattato infatti l'allarme sui risultati aziendali, dopo che il colosso automobilistico Toyota ha annunciato le previsioni più nere da 18 anni a questa parte per il risultato di fine anno, che sarà più che dimezzato rispetto alle previsioni, scendendo da 1.250 a 550 miliardi di yen.
Risultato: il secondo costruttore mondiale di auto ha lasciato sul campo il 10,35%, mentre hanno sofferto ancora di più su titoli come Isuzu (-20,69%), maglia nera del listino nipponico, e Suzuki (-10,92%), per restare in campo motoristico. Le vendite hanno poi colpito gli altri grandi esportatori del Sol Levante, da Canon (-12,59%) a Olympus (-11,81%), da Sanyo (-11,3%) a Sony (-11,05%), frenati dal vento di recessione negli Usa, principale mercato di riferimento. Forti realizzi anche a Hong Kong, a seduta ancora aperta, dove Cathay Pacific lascia sul campo il 16,12% e Bank of China il 9,36%, mentre a Seul hanno segnato il passo il colosso finanziario Woori (-14,88%), i cantieri navali Daewoo Shipbuilding (-14,77%) e gli automobilistici Kia (-11,86%) e Hyundai (-10,58%). Sotto pressione a Sidney Australia & New Zealand Banking Group (-10,79%), Rio Tinto (-8,73%) e Bhp Billiton (-7,59%), in luce invece Mirvac (+31%), che ha chiuso con successo il proprio aumento di capitale da 282 milioni di dollari.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico. - Tokyo -6,53% - Hong Kong -6,88% (seduta in corso) - Shanghai -2,44% (seduta in corso) - Taiwan -5,71% - Seul -7,56% - Sidney -4,31% - Bombay -4,22% (seduta in corso) - Singapore -4,26% (seduta in corso) - Kuala Lumpur -2,23% (seduta in corso) - Bangkok -2,59% - Giakarta -4,61% (seduta in corso).
FMI: OGGI AGGIORNAMENTO STRAORDINARIO OUTLOOK
Un aggiornamento straordinario del 'World economic outlook' verrà presentato al Fondo Monetario internazionale. Il nuovo capoeconomista del Fondo, Olivier Blanchard, insieme a Jorg Decressin, capo della divisione ricerche, illustreranno le nuove stime dell'Fmi. L'ultimo Weo era stato presentato circa un mese fa, ai meeting annuali di Fondo e Banca Mondiale all'inzio di ottobre, ed il prossimo aggiornamento era previsto per gennaio 2009.
NY AFFONDA, PAURA ECONOMIA SPAZZA EFFETTO OBAMA
Wall Street affonda nel giorno di Obama: i timori per lo stato di salute dell'Azienda America sono più forti dell'effetto Obama e appesantiscono gli indici che accelerano la caduta nel finale. Il Dow Jones cede il 5,16% a 9.128,99 punti, il Nasdaq arretra del 5,50% a 1.628,19 punti, mentre lo S&P 500 scende del 5,27% a 952,71 punti.
Gli ultimi dati congiunturali sembrano presagire una recessione assai dura. Oggi è stato diffuso l' indice Ism per il comparto dei servizi (i servizi sono di gran lunga preponderanti nella ricchezza nazionale del Paese) crollato ad ottobre a 4,44, molto peggio rispetto alle stime. In questa situazione, il mercato dà per scontato un nuovo taglio del costo del denaro a dicembre, con la conseguenza che i Fed Funds scenderebbero allo 0,5%. Oltre a questo sono stati resi noti sempre in giornata i risultati di alcuni sondaggi privati sulla situazione del mercato del lavoro. In particolare il 'report' curato da Adp ha evidenziato ad ottobre il taglio di circa 157mila posti.
La statistica ufficiale è in calendario per venerdì e gli economisti mettono in conto la cancellazione di circa 200mila posti ed il tasso di disoccupazione salito al 6,3%. A quest' ultimo riguardo parecchi esperti stimano che il tasso dei senza lavoro debba arrivare almeno al 9%, il che la dice lunga sulle prospettive. Fra i singoli titoli sotto forte pressione i finanziari. Citigroup scende del 13,69% a 12,67 dollari, Bank of America arretra dell'11,99% a 21,59 dollari, Aig perde il 14,11% a 2,07 dollari. Giù anche Wachovia, 10,81% a 6,02 dollari, e JPMorgan, -7,87% a 38,85 dollari. Calano anche i titoli dell'industria automobilistica, con Ford che perde il 2,87% a 2,10 dollari e Gm il 2,27% a 5,59 dollari. Cala anche Time Warner (-5,82% a 10,20 dollari) nonostante una trimestrale superiore alle attese.
Euro in calo a 1,2876 dlr, attesa per taglio tassi della Bce
ROMA - Euro in calo nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei, sull'attesa per oggi di un taglio dei tassi di mezzo punto da parte della Bce. La moneta unica passa di mano a 1,2876 dollari (contro 1,2915 di ieri ser a New York) e a 126,15 yen (127,40 la rilevazione precedente).
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















