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Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale la differenza?
Autore Messaggio
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Messaggio Re: Quale la differenza? 
 
fromor ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Stanislao ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Caro Franz,

pur concordando con te sul firmare i "propri" post ed i nick ti facio notare che "redazione" è una forma di invio "articoli" da me implementata ed utilizzata per inserire ARTICOLI di giornale o di altri che a me inviano (in tal caso metto il nominativo in chiaro di chi ha inviato) per cui non è un "nascondersi".

Quello cui fa capo questo tuo post è, appunto, lancio di news ANSA tant'è che è siglata ROMA. E' altresì ormai risaputo che io rilancio news dell'Ansa anche se, talvolta (come in questo caso) mi dimentico di segnalarne la fonte mentre, quando non è ANSA, sono più portato a non dimenticarne l'indicazione.

Tutto qui. Ho semplicemente inteso quindi fornire uno spunto di riflesione e di eventuale discussione sia a te che a Roberto che .... a qualche eventuale, sia pur improbabilissimo, nuovo scrivente.

Circa l'inflazione .............. visto la deflazione di scriventi, delle due l'una. Ho ti becchi una sfilza di Stan o ........ una miscellanea di Stan e Redazione (tanto per combattere la monotonia della firma  Twisted Evil  Laughing )

Spero che tutto sia chiarito (anche se l'ho già fatto più volte. L'ultima non tanto tempo fa e proprio, se non erro, a Roberto) e che quindi tu mi conceda almeno le attenuanti generiche.

Ciao e buona giornata



Ok Stan, viste le buone intenzioni che ti animano, visto che sei tu "il padre del forum" per cui hai accumulato meriti che si traducono in punti (oviceversa?), visto che è un rilanciare la notizia (attento che potrebbero rivendicarne la partenità), tutto ciò premesso e visto

Si condanna Stan a perpetua pena di doverci sopportare.

In considerazione della buona condotta, indulto, condono, amnistie, licenze premio ed altro la pena viene sospesa .

Franz   Smartass   Nerd   Smartass


......... ti ringrazio, troppo buono  Laughing

...... circa la rivendicazione trattandosi di un lancio ANSA io li ho sempre riportati ne più ne meno di come fanno tanti altri, anche della carta stampata (spesso mi ritrovo, il giorno dopo, la stessa identica notizia - identica al 100% - anche su qualche giornale). Spesso miricordo di immettere la fonte ansa, come già detto. Qualche volta (spesso) mi sfugge ma .... è dichiarato in partenza che Redazione, se non firmato, è news ANSA ed immesse da me. Altra fonte o altro autore viene segnalato. Ora mi lasci in perplessità. Sperom

A conclusione ........... io lancio e spero che ci sia chi raccoglie. Spesso mi si spiaccica tutto sulla pagina del forum  Rolling Eyes  Evil or Very Mad

Buona serata a te ed a tutti gli amici che ci seguono e ............... eccoti una news che cade proprio come il cacio sui maccheroni:

(ansa) Venerdì, 29 Giugno 2007- 19:15

INTERNET: BLOGGER ITALIANI VISITANO L'ANSA

 
Image
ROMA - I rapporti tra la blogosfera e l'informazione di base sono stati discussi oggi in un incontro tra il "Web 2.0" e l'agenzia Ansa, nella sede centrale di via della Dataria, a Roma: un gruppo di blogger tra i più letti in Italia, hanno compiuto una visita all'agenzia e si sono soffermati in particolare nella redazione Multimedia, dove vengono prodotti il sito Ansa.it e altri servizi per Internet e la telefonia.

Fra i blogger ospiti c'erano Diego Bianchi (zoro.blog.excite.it), Luca Conti (www.pandemia.info), Alessio Jacona (www.blogs4biz.info), Tommaso Tessarolo (tommaso.tessarolo.it), Johnnie Maneiro (www.980km.com), Alberto Mucignat (www.mucignat.com) e Beniamino Pagliaro (www.coseinfila.it).

L'incontro - che è stato ripreso anche in diretta streaming TV sul sito http://tommaso.tessarolo.it - è servito anche per uno scambio di idee sul modo in cui l'agenzia appare sul web, soprattutto attraverso la "vetrina" costituita dal sito Ansa.it. Su questo tema i blogger si sono confrontati pure con il direttore Giampiero Gramaglia, che ha sottolineato come negli Stati Uniti i blog siano spesso considerati una fonte autorevole, seppure da valutare con prudenza, soprattutto come portatori di "intuizioni su come valutare la portata di una notizia", anticipando sovente gli stessi giornalisti. Nella conversazione i blogger hanno suggerito temi e modi di possibili convergenze tra la produzione web dell'Ansa e la "blogosfera", dove - è stato sottolineato - si possono trovare spunti per l'approfondimento di argomenti specifici, elementi interessanti anche per la cronaca locale e tendenze da osservare, non solo nel campo della tecnologia ma anche della società e della cultura.

Tra le ipotesi avanzate dagli ospiti, vi è stato anche quello di aprire un "blog dall'interno" dell'agenzia, incentrato magari sugli aspetti che stanno "dietro la notizia", sull'esempio di quel che fanno altre agenzie di stampa internazionali, ma anche l'apertura del sito Ansa.it alla compartecipazione dei "navigatori" nella segnalazione delle notizie più interessanti, sulla base di esperienze come "digg.com".

  





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Messaggio Re: Quale la differenza? 
 
ieri sera ero davanti al computer ma con l'orecchio destro dedicato alla TV. Più precisamente alla trasmissione di:
8 e 1/2 sulla 7



e, constatando che nonè l'unica trasmissione che ne parla (di Garibaldi intendo) - c'è e ci sarà ancora Rai 3, ad esempio, non ho potuto fare a meno di andare con il pensiero al "saggio" e lungimirante amico Franz che da circa un mese ha lanciato tale argomento sulla sua rivista/giornale telematica "Voci dal Sud" e quindi, come ci onora da circa un anno, immediatamente resa disponibile anche agli amici di vivicentro. Come se non bastasse, ha inteso "pescare" tra i vari argomenti trattati nel numero di giugno del suo giornale, proprio questo Argomento: Garibaldi, rilanciando un interrogativo proprio qui su vivicentro. Ebbene, al solito una perla gettata nel vuoto.

Un seme che si è lasciato atrofizzare mentre, primi tra tutti, se ne sarebbe potuto parlare qui in vivicentro e magari, chissà, se qualcosa di interessante ne fosse uscito, ripassare poi anche in "Voci dal Sud" come è gia successo per un esperimento su un romanzo e per delle poesie delle figlie di Ceci.

Pazienza, questa è vivicentro. Noi ce la mettiamo tutta. Anticipiamo anche notizie ed argomenti (con indubbia, mi sia consentito autoincensarci ........ o meglio ......... incensare qualche collaboratore che merita veramente per capacità e conoscenze, al di là dei frizzi e lazzi ai quali talvolta ci si concede ........ come amici al bar, insomma) e ................ nulla.

Mi sia consentito però rinnovare ancora i miei complimenti a Franz per la sua lungimiranza. C'è poi Roberto che forse avrebbe potuto aprire un dialogo in argomento (io mi ero dichiarato e mi dichiaro "incompetente" e quindi non all'altezza di discutere seriamente e compitamente nel e sull'argomento) se avesse voluto (o potuto). Soprattutto se si fosse lasciato andare un attimino fuori dal suo ermetismo e dal "pasquin dialogare" che abbiamo instaurato tra di noi sempre con l'intento di stimolare magari qualcuno (oltre, ovviamente, al piacere personale di sfiorettare tra noi come, ripeto, amici al bar - cosa rimarcata anche da lui). E' andata così .......... pazienza. Ma .............. è andata?, visto che ne parlano ancora e in tanti, chi sà che ora la cosa stimoli qualcun altro (oltre al Franz e magari al Roberto - sarebbe oltremodo interessante leggere entrambi con il secondo in "terra" tra di noi. Più normale e meno "pasquino". Anzi, "zero pasquino" per l'argomento in se)

Vedete?, ci ricasco!

E' proprio vero: la speranza non muore mai.

Per concludere e per una ulteriore "spinta" vi rimarco che su (e qui) ho creato il link alla trasmissione di ieri sera (4 Luglio 2007) sulla 7 titolata "Garibalderie" nel caso che qualcuno se la fosse persa e volesse trarne spunto.

Sotto riporto quello che si può definire il "palinsesto" della serata ed il link per ascoltare/vedere:

 "Il punto di Lanfranco Pace":SALVIAMO GARIBALDI

La figura di Giuseppe Garibaldi, protagonista del Risorgimento Italiano, è al centro di un aspro dibattito in occasione appunto del 4 luglio, bicentenario della sua nascita.

Se ne parla con CLAUDIO MARTELLI, uomo di punta del Psi, il partito che ha "sdoganato" la storia risorgimentale e che ha avuto nel suo segretario, Craxi, un cultore della storia politica di Garibaldi, e Eva Cecchinato, ricercatrice dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Che con il suo "Camicie Rosse. I garibaldini dall'Unità alla Grande Guerra" (2007) ricostruisce il mondo garibaldino seguendo "la parabola delle camicie rosse, dalla nascita del Regno d'Italia fino al 1915, con particolare attenzione alle fasi cruciali del primo decennio post-unitario accompagnate da fratture e conflitti a volte feroci. Ma mette in luce anche un carattere che al garibaldinismo era intrinsecamente legato, l'internazionalismo. A questa dimensione sovranazionale si collega la vicenda dei volontari del 1914 in Francia, che anticipa la scelta di campo dell'Italia nella Grande Guerra".

Hanno partecipato Mario Borghezio, Europarlamentare della Lega Nord che ieri all'agenzia giornalistica Asg ha dichiarato: "Nell'immaginario collettivo dei Patrioti Padani, Garibaldi non rappresenta certamente un eroe positivo. Però ha ragione chi dice che il suo ricordo ormai sopravvive solo grazie alle invettive degli anti-risorgimentali. Scomparsi Craxi e Spadolini, ora resta nelle mani, al più, di Ciampi e Scalfaro...Celebrarne il secondo centenario è, quindi, un'operazione un po' penosa di esumazione di un cadavere della Storia...."

Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia che sul sito del partito in un articolo spiega "Garibaldi un eroe? Solo un colonizzatore. Giuseppe Garibaldi un Nemico del Sud". "Al Senato si celebrano i 200 anni dalla nascita di Garibaldi - si legge - Lo diciamo con franchezza: a questo coro retorico non ci uniamo perché crediamo che sia fondato su un grande imbroglio e una grande ipocrisia".

  





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Messaggio Re: Quale la differenza? 
 
Caro Stan, mi fa piacere che tu ieri sera nel sentire, e forse intravedere, la trasmissione sulla 7, abbia pensato a me ed a quanto a fine maggio scorso ho scritto e pubblicato (l'ho pubblicato quale ededitoria nel numero di giugno scorso della mia testata messo on line) relativamente a Garibaldi.

In effetti il "mito Garibaldi" mi ha sempre indispettito e, vi assicuro non so perchè.

Forse perchè odio la forza e la sopraffazione dovendone subire quotidinamente nella mia vita di tutti i giorni ed il principio di "giustizia" è uno degli elementi base su cui si poggia l'intera elica del mio DNA.

Avevo tentato anni addietro un dialogo, molto sbilanciato ovviamente, con l'on. Spadolini, un notissimo ed erudito "garibaldista", ma a causa di una mia crassa ignoranza che mi porta a non conoscere le lingue ho dovuto quasi rinunciare a tradurre in italiano (ma avrei preferito in calabrese, che considero una lingua e non un dialetto, un patoi) dal "politichese" con cui lo stimatissimo onorevole Spadolini mi rispose all'epoca.

Ho ritentato a maggio con il mio editoriale (forse posto anche in chiave provocatoria) mandando addirittura, ancor prima che il giornale fosse on line, l'articolo a vivicentro, ma... non ebbe fortuna, nessuno lo notò, ed i disperati tentativi di porlo in evidenza non solo non hanno sortito alcun effetto relativamente all'apertura di un dialogo, ma, anzi, hanno buttato palate di terra per sepellirlo.

E lo posso anche capire per alcuni dal momento  che  la mia è una voce fuori dal coro osannante, ma qualcuno, forse chi oggi assentisce o discorda, avrebbe potuto dire il suo pensiero.

Avrò miglior fortuna adesso? chi lo sa ! me lo auguro non per amor di vittoria (che alla fine fa sempre piacere) ma per "discutere" una figura ieri indiscussa, oggi alquanto discussa e dare un piccolissimo contibuto alla verità storica.

Franz
  

  





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Messaggio Re: Quale la differenza? 
 
Lieto di ritrovarti, spero, con te, che questa volta magari tu riesca a trovare qualcuno in grado di "dialogare" con te. Purtroppo, ribadisco, io non sono in grado di dire alcun che di preciso, storico, documentato e, soprattutto, quindi di maturato e metabolizzato tanto da poter essere qualcosa di mio per idea o convinzione. Mi spiace. Ciò che posso fare è attivarmi a trovare piccole pillole "strane o meno" da aggiungere al corollario e che magari, al di là della storia o mito, possono attrarre qualcuno e poi .... da cosa nasce cosa (forse).

Eccovi quindi un modestissimo contributo a livello politico:



e di "colore":

Nel museo del Risorgimento a Roma sono conservati i pantaloni che Garibaldi indossava nel 1859, prima dell'"invenzione" di Levi Strauss


 

Image
Giuseppe Garibaldi ha combattuto per il Risorgimento d’ Italia indossando blue jeans. Soprattutto lo ha fatto ancor prima che quel tipo di pantalone diventasse la divisa dei pistoleri del selvaggio west.

La documentazione è protetta da una teca di cristallo nel Museo del Risorgimento al Vittoriano a Roma. Accanto a un paio di pantaloni appartenuti all’ Eroe dei due Mondi c' è il documento firmato da un certo T.Riboli che ne racconta la storia “Calzoni di Garibaldi con i quali fece lo sbarco di Marsala e la guerra di Sicilia. Tutti che lo videro ricorderanno la pezza al ginocchio destro. Questi pantaloni furono dati a Galliano il suo cameriere perché fossero donati al pastore a Caprera, il Galliano li tenne per se e lo disse al generale e a vece gliene diede un paja di nuovi, ammogliatosi il Galliano e indi caduto gravemente a terra e da me curato poi anche la moglie, per gratitudine me li regalò il 29 marzo 1863.”

Pare quindi che il cimelio sia passato di mano in mano da camerieri a medici fino ad arrivare intatto ai giorni nostri. Se si guardano i particolari i pantaloni sono di taglio attualissimo, ma la vera singolarità sta ancor di più nel fatto che, stando alle date, si direbbe che Garibaldi indossasse perfetti blue jeans ancor prima che questi fossero commercializzati dal mitico Levi Strauss.

Se in vari quadri l’eroe è raffigurato in jeans durante l’impresa dei Mille del 1859, egli sarebbe un precursore del lancio dei classici Levi’s che fu fatto nel 1873. Chi cucì dunque i jeans di Garibaldi, già impunturati e rivettati con bottoni metallici, ancor prima dell’ “invenzione” americana?

È un bel mistero, ma sicuramente l’esistenza dello storico capo è arrivata all'orecchio di qualche uomo di marketing tanto che ci sarebbero stati contatti con il museo del Risorgimento di Roma da parte del più noto marchio di Jeans per tentare di riprodurre il modello Garibaldino. Forse per una nuova linea di Jeans Garibaldi o per il tentativo di riappropriarsi di un primato minacciato ?


(RAI - Pubblicato il 28 novembre 2003)
(Aggiornato il 28 novembre 2003 alle ore 15:16)

Questo è tutto il mio contributo ... per ora.
Adesso devo però scappare ed assentarmi per qualche ora. Ho una riunione alle 20:30.

"A frappè" quindi.

  





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Messaggio Re: Quale La Differenza? 
 
Franz, ti allego interessante rimembranza sull'eroe dei due mondi evocato dalla nipote Anita in occasione del BICENTENARIO della sua dipartita..

  
Italia Sera, Il giornale degli italiani all'estero ha scritto: 
18 lug 2007
 
BICENTENARIO DI GARIBALDI:
La pronipote ricorda l’Eroe dei due Mondi a Forio d’Ischia

 
 
Serata risorgimentale sulla terrazza di Villa Cagnazzi a Forio d’Ischia. La padrona di casa Cristina Franzino Cagnazzi, presidente UTESPED e FIDAPA, ha organizzato nella sua splendida dimora estiva un incontro di riflessione sul bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.
 
di Alfonso Maffettone
 
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FORIO D’ISCHIA (NAPOLI) 17 LUG. (Italia Estera) - Lontano dalle risse parlamentari leghiste e dalle contestazioni di piazza dei neoborbonici napoletani, un uditorio selezionato e colto formato da giornalisti, avvocati, magistrati e docenti universitari ha ricordato l’Eroe dei due Mondi nell’incanto di Forio d’ Ischia, l’isola che fu tappa del condottiero italiano per la cura della ferita in Aspromonte.
 
Ospite d’onore Anita Garibaldi , pronipote del Generale, la quale, con garbo e con lealtà storica, ha tracciato un’ immagine umana, marinara e militare del bisnonno, senza trascurarne gli aspetti controversi e le connotazioni caratteriali.
 
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 Il sindaco di Forio, Franco Regine ha dato un contributo inedito a questa ricostruzione rivelando un aneddoto della sua famiglia. Regine, ha detto, di essere discendente di un brigante buono del Regno delle Due Sicilie, Giosafatte Tallarico, il quale ebbe l’incarico dai borbonici di uccidere Giuseppe Garibaldi nel corso del soggiorno napoletano. Tallarico andò alla ricerca del Generale e lo sorprese che dormiva sul pavimento. A quel punto rinunciò all’attentato. "Non potevo ammazzarlo. Dormiva come noi su un giaciglio", racconterà poi ai suoi uomini, come ha riferito Regine.
 

Image "Garibaldi questo era : un uomo semplice non aduso ai fasti della nobiltà dell’epoca, pronto ad agire ed a battersi sempre per la libertà, l’ ideale che trasmise ai suoi discendenti . Lo ha detto la pronipote Anita Garibaldi, memoria storica della famiglia per avere appreso episodi e fatti dalla nonna Costanza moglie di Ricciotto, il “ piccolo di casa Garibaldi”. Costanza intervistò, come si fa oggi, l’anziano suocero e riportò quanto apprese in documenti trasmessi anni dopo alla nipote che li ha utilizzati per scrivere un interessante e bellissimo libro dal titolo "Nate dal mare". Un omaggio alle donne Garibaldi, Anita, Costanza e Speranza, a loro volta eroine e forse anche vittime delle battaglie per la libertà condotte dal capostipite e dai suoi eredi.  "A volte questo destino li porta verso il cielo, a volte li precipita negli abissi degli oceani e dell’ingratitudine" si legge sul retro della copertina del libro di Anita Garibaldi.
 
L’ ingratitudine nei confronti di Giuseppe Garibaldi e’ stata e continua ad essere forte in Italia ma non all’estero. Ancora oggi si levano violenti accuse contro di lui: avventuriero, mercenario, voltagabbana, pirata, ladro.
 
L’insigne storico Alfonso Scirocco fa giustizia di questi giudizi errati e acrimoniosi : "la grandezza di Garibaldi – scrive Scirocco - sta nel mito che non si forma dopo la morte nella venerazione dei posteri : diventa parte della personalità dell’eroe attraverso la straordinaria impressione che destano nel mondo le sue eccezionali imprese, quelle americane e quelle europee, attraverso il fascino che esercita sugli uomini e sulle masse, sugli intellettuali e sui diseredati, attraverso le forze morali e sentimentali che mette in moto con il suo incredibile disinteresse, le speranze di indipendenza nazionale e di redenzione sociale che suscita".
 
Un illustre storico polacco Jerzy W. Boreisza definisce Garibaldi "simbolo della rivoluzione popolare, modello di condottiero del Popolo".
 
Anita Garibadi, nell’ incantevole serata di Forio d’Ischia, ha molto insistito sull’umanitarismo, sul cosmopolitismo e sull’imparzialità di Garibaldi che si schierò, dopo l’unità d’Italia, anche dalla parte dei briganti meridionali che erano riconosciuti come combattenti per la libertà dall’oppressione dello stato sabaudo divenuto stato italiano.
In questo modo la Garibaldi ha anche risposto ad una osservazione sulla sintesi fra vecchie e nuove forze politiche contrapposte dell’Italia sia di ieri che oggi, osservazione posta da Giulio Rolando, direttore della rivista politica e culturale "Il Cerchio".
 
Alfonso Maffettone/Italia Estera

  





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Messaggio Re: Quale la differenza? 
 
Roberto, grazie per quanto mi hai allegato, ma che non fornisce nessuna risposta chiarificatrice ai miei dubbi.

Che la pronipote, dott.ssa Anita, persone di indiscussa ed universale stima, abbia tessuto le lodi del Congiunto non significa che i miei dubbi possano essere peregrini.

RIPETO io non asserisco, ma chiedo lumi solamente!

... ed i lumi mi possono venire non da  "voce di parte" e, soprattutto, attraverso una discussione suffragata da riferimenti e fatti concreti.

Io sono in questo momento in una situazione di dubbio, sono al bivio, per cui ho da scegliere la via da fare intraprendere al mio pensiero, ma anche avessi qualche convinzione, non sono stato mai arroccato su nessun presupposto preconcettuale, per cui sono pronto a recedere da eventuali mie convinzioni.

Ti chiederai allora perchè mi sono posto il dubbio? ma per arricchimento del mio pensiero ed ampliamento del mio sapere che vorrebbe tendere sempre più verso la verità, nonchè nella speranza che, un eventuale discuterne, possa dare corpo alla positività (o negatività) del Generale Garibaldi.

Un modo perciò per avvicinarsi alla reale figura di Garibaldi spogliandola da fronzoli demagoci di parte tendenti a magnificare o denigrare la figura del Generale.

Franz

  





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Messaggio Garibaldi Eroe O Mercenario? Senz'altro Una Star.... 
 
Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, è stato veramente un eroe o un mercenario?.... senz'altro una star.......senz'altro   gran maestro di massoneria precisando che  la massoneria dell'800 non era mica la P2 di Gelli!....

 Era un movimento di uomini liberi, il trionfo dei valori umanitari di persone che si volevano affrancare dal pensiero liberale.

 Garibaldi aveva una grande stima per una religione che fosse legata agli ideali, il suo odio era vivo invece per la religione dei preti...... ( e qui ne potremo a lungo discutere..)

 Ai giorni nostri il suo anticlericalismo lo avrebbe portato senz'altro alla guida del centrosinistra con reverente ossequio nei confronti del Vaticano, un po' come  maggioranza ed opposizione nell'attuale nostro Parlamento......  

 Prima contraddizione: In realtà non praticava la massoneria ma era un 33 gradi di rito scozzese......é indubbio che il Vaticano "era una vacca grassa da mungere...." poiché ne traeva ampi finanziamenti!.... e vantaggi....

 Le sue idee si ispiravano al socialismo umanitario.....quindi  tesi  repubblicane che  le sono rimaste inculcate dentro..... ad un certo punto si convince che con quelle non  sarebbe arrivato da nessuna parte  allora, per ragioni di buon senso , appoggia la monarchia........

 ma Vittorio Emanuele II di Savoia  un  grande del Risorgimento, ha tentato di farlo arrestare ed assassinare  e poi l'ha voluto incontrare perche "gli eroi anche quelli disobbedienti, erano necessari."

altro quesito:  Garibaldi  stimava  veramente Vittorio Emanuele II?........

quindi, Seconda contraddizione: convinto assertore di tesi repubblicane ma appoggia la monarchia!....

 Garibaldi ha sempre negato di essere stato un mercenario ma allora come si giustifica cio' che ha fatto nel meridione nei confronti di nobili e clero... tipo far dormire i cavalli nelle chiese e lasciare che i mille spadroneggiassero e razziassero?.....
lui  dice che fra i mille vi erano molti  sacerdoti che salparono con lui da Quarto come Fra Pantaleo  che rimase uno dei suoi amici più cari... ma cio' non giustifica i suoi spregiudicati e ripetuti atti di vandalismo.

Quante contraddizioni!.....


    

  





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Messaggio Re: Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale la differenza? 
 
Image Prevedo una gran bella ed utile discusione tra voi due (Franz e Roberto) nel merito per cui, sperandosempre, oltretutto, che magari il tutto possa stimolare anche qualcun altro, inserisco questo video con la puntata del 29 Luglio 2007 della trasmissione TG2 Dossier proprio su Garibaldi dal titolo:



Giuseppe Garibaldi, il personaggio storico che ha segnato piu' di tutti il destino dell'Italia, viene rivisitato confrontando le posizioni della storiografia divisa da sempre nell'analisi sull'uomo che ha realizzato l'unita' nazionale. Le voci dei vinti e le voci dei vincitori restituiscono un profilo nuovo e inedito dell'eroe dei due mondi



Credo che sarà utile.

Io, da natio delle terre del Regno delle due Sicilie, indi Borbonico, ci ritrovo  ........ al di là del mito...... tante verità! (secondo me)

  





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Messaggio Re: Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale La Differenza? 
 
Citazione:
  mi par di avere evinto che i dubbi sulla persona Garibaldi non siano stati solo miei.  Chiaramente il generale ha avuto un indiscusso carisma ed un suo disegno nell'operare, ma come ha potuto notare molti sono i dubbi relativi alla motivazione del suo operare stesso.


Ti enuncio alcune mie osservazioni inziando dallo SPONSOR della spedizione dei Mille che non fu Malboro o Coca Cola.....o qualche petroliere Saudita.... ma  fu finanziata niente popo di meno che dalla massoneria inglese con una somma spaventosa  equivalente a milioni di dollari in moneta attuale..

questa spedizione fu in loco appoggiata dal piedestallo creato dalla massoneria siciliana, che da anni, stava preparando la sollevazione popolare e mise a disposizione di Garibaldi tutto l'apparato mafioso della Trinacria.

Ma erano mille i garibaldini? Certamente si.
 Ma ogni giorno sbarcavano sulla costa siciliana migliaia di soldati piemontesi congedati dall'esercito sabaudo per l'occasione dall'altro massone Cavour, ed arruolati in quello del generale nizzardo.
 Una spedizione ben congegnata, raffinata, scientifica, appoggiata dalla flotta inglese ed assistita da valenti esperti internazionali.

Tanto per iniziare.....appena arrivato a Palermo, Garibaldi saccheggiò il Banco di Sicilia di ben cinque milioni di ducati ( non conosco il valore attuale...) come fece saccheggiare tutte le chiese e tutto ciò che trovava sulla sua strada.


Citazione:
Il fatto che fosse massone (massone d'altri tempi) nulla toglie alle sue gesta anche se molto potrebbe aggiungere alle sue motivazioni.
 
All'epoca, mi par di sapere, che avevano una etica e delle motivazioni di fondo che li nobilitavano, anche se erano una "società segreta" e non alla luce del giorno come oggi che fanno addirittura dei convegni pubblici aperti al pubblico, senza peraltro dover necessariamente giungere ad essere ... P2 !

 
L'obiettivo della massoneria inglese certo non era basata , a mio modesto parere, su nobili " motivazioni di fondo"....
Il fine era quello di colpire il potere della chiesa e con esso scardinare le monarchie cattoliche per asservirle ad uno stato laico per potere finalmente mettere le mani sui nuovi mercati, sulle loro immense ricchezze umane, sulle loro prosperose industrie, sui loro demani pubblici, sui beni ecclesiastici, sulle riserve auree del Regno delle Due Sicilie, sulle banche....... ti pare poco?......
La massoneria inglese in pratica, voleva distruggere la chiesa cattolica e sostituirla con quella massonica guidata da Londra


Citazione:
Una delle accuse che gli si è mossa anche in TV è quella di aver preso il "tesoro di Stato delle Casse Borboniche" di  20 milioni di lire pro tempore (quante potranno essere adesso?) e di aver consegnato ai Savoia, committenti, solo un paio di milioni; il resto sperperato in mille rivoli alcuni dei quali spesso nepotistici.


 ma non solo!..... pure l'allora regnante Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del generale nizzardo .......lo liquido' rapidamente  perché considerato non   docile né  onesto  :  l'affare di Capua lo confermerebbe,  sfociato nell 'infame furto di tutto il denaro dell'erario,  da attribuirsi interamente a lui,  contorniato,  per l'occasione,  di cattivi e manipolatori consiglieri e facendo piombare  questo infelice paese in una situazione spaventosa.
Con tale montagna di denaro Garibaldi  poté corrompere generali, colonnelli, alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi erano massoni.
Come poteva vincere Francesco II, se il suo primo ministro, Don Liborio Romano, era massone d'alto grado?....... praticamente impossibile!.....


Citazione:
A tal proposito ti allego  quanto pubblicherò il prossimo mese di settembre in riferimento alle Industrie del Sud (ferriere di Mongiana provincia di Catanzaro o forse oggi Vibo Valentia) in cui si fa riferimento alla cessione delle ferriere di Mongiana ed alle vastissime proprietà terriere, fra cui la splendica residenza estiva di Francesco IV (detto Franceschiello), la Ferdinandea, per solo un milione e proprio ad un garibaldino doc, il colonnello Achille Fazzari, guarda caso amico del mio bisnonno e, credo, anche di mio nonno.
 
Questa cessione è sempre passata per una transazione di favore, un atto di nepotismo, a scapito del patrimonio e Tesoro dei Borboni, passato poi al popolo italiano.
 
La cessione "benevola" pare sia stata per "ringraziare" il colonnello Fazzari per aver reso possibile la "campagna di Calabria" essendo egli persona molto influente nella nostra terra.

 
 La " Ferdinandea" che ogni tanto me la riguardo per " sognare"..... sui testi di architettura.....

Ho attentamente letto l'articolo inserito sul tuo giornale e lo trovo storicamente inedito e perfetto nell'analisi dei fatti e vari passaggi.

Complimenti     a    Voci dal Sud ............ auguri di buone vacanze Franz... da Roberto Beghi
 

  





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Messaggio Re: Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale la differenza? 
 
Caro Roberto, la tua risposta mi conforta nel mio difficile lavoro (imposto solo dal mio desiderio di tentativo di riconoscimento di verità, se ci sono, nei confronti del "mio Sud" negletto e disprezzato ben oltre i suoi (de)meriti).

Prima di tutto, cominciando dalla fine ( faccio come i granchi )  ti comunico che non farò ferie, ma me ne starò qui, nella mia redazione a combattere la difficile battaglia contro un caldo killer aiutato dal mio fido condizionatore, per cui se anche tu non farai ferie lontano da un PC potremo rifrescarci con qualche idea e considerazione ... fresca, facendo così onore al popolo di Stan che dice ... "tiene a capa fresca"!

Andando al topic debbo prendere atto che mentre prima supponevo che il mio dubbio fosse solo parto della mia mente bisognosa di "esercizi mentali" , scopro che esiste tutta una serie di argomenti (supportati da documenti,  fatti e personaggi paludati e qualificati) che pongono dubbi sulla figura del Generale.

Chiariamo una cosa aprioristicamente, non credo che si stia tentando  di porre il Generale sul piedistallo dell'Eroe puro ed incontaminato, un semidio, e  neppure lo si vuole relegare nel fango. Ha vuto i suoi meriti (che alcuni ... ciamano demeriti) e le sue colpe.

Era un uomo che per ragioni che non staremo ad esaminare, metteva a frutto il suo indubbio coraggio ed il suo ardimento per il conseguimento della missione possedendo un carisma trascinante.

Chiaramente è stato "guidato e sorretto" da forze esogene dal momento che non mi pare gli siano mai state attribuite qualità eccelse come stratega (come non furono attribuite a Napoleone che, pare, poggiasse sull'intelletto del cognato, Gioacchino Murat, tant'è che venuto meno l'appoggio beccò una serie di sconfitte che ebbero il clou in Waterloo).

"Menti" alte progettavano ed "il braccio" don Peppino realizzava.

Questo non deve scandaizzarci più di tanto perchè gli esempi storici sono innumerevoli.

A noi coevo (ma vi prego credere con assoluto rispetto per i diversi personaggi, ma solo in un omologa situazione) stava per avvenire nella Sicilia post bellica con il bandito Guliano, che era stato preso "a balia" da certe forze per poter realizzare i propri desideri.

Anche lui aveva avuto fatto omaggio di un grado militare che lo ha portato fin nei salotti bene di Palermo, e questo fin quando hanno individuata una nuova strada per scalare i palazzi romani.

Per questo è stato gettato alle ortiche Giuliano con la "farsa" orrida dell'uccisione in conflitto. Ma questo è altro discorso.

Tornando a noi vorrei chiedere quale  sia potuta essere la legittimità dell'operazione "Garibaldi" nell'opera destabilizzante dei poteri legali per "regalarli" a Vittorio Emanuele II.

Chi era il Savoia? che diritti poteva vantare sui territori dello stivale? perchè decise che fosse lui il mandato da Dio a realizzare, sotto il suo scettro, una Italia unita? a me sembra si sia auto incoronato al grido di Dio me l'ha dato guai chi la tocca (ma qualcuno l'ha toccata ... e come!) prendendo a prestito il grido da altro personaggio storico.

Certamente il sud (che alla fine si identifica con il Regno delle Due Sicilie) ha subito un impoverimento da cui non si è mai più risollevato, guadagnandosi quella posizione privilegiata di essere il destinatario de "La questione meridionale" mai risolta perchè, oltre alla demagogia, non interessa nessuno nelle stanze che contano!

A presto leggerti
Franz

  





Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
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Messaggio Re: Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale la differenza? 
 
Image ............ eh già, la famosa questione del mezzogiorno che si poneva anche Troisi:

" Mezzogiorno, l'ora del mangia mangia ma .....
si mangia a mezzogiorno in punto o "quanto" capita, capita?"


Molti (nordici in particolare, emuli di ....) l'hanno risolta così:

"Come ce n'è la possibilità ......... a tavola!!!
......e se possibilità non c'è, la si crea!"


”Viva” l'Italia (cliccami)
…….. o no? Che facciamo, la lasciamo morire?, anzi, abortire!
Facciamola prima nascere…  no?
Ad ogni modo, se aborto deve essere e restare, per favore,
prima di andarvene dove dovete andare,
“rimettete le cose dove e come “ le avete trovate.
Grazie e sempre Viva l’Italia (di Virgilio)”

  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: Garibaldi Eroe O Mercenario? Quale la differenza? 
 
Un piccolo contributo:

Image Fra le regioni più industrializzate d' Italia, prima del 1860, c’erano la Campania, la Calabria e la Puglia: per i livelli di industrializzazione le Due Sicilie si collocavano ai primi posti in Europa.

In Calabria erano famose le acciaierie di Mongiana, con due altiforni per la ghisa, due forni  Wilkinson per il ferro e sei raffinerie, occupava 2.500 operai. L’industria decentrata della seta occupava oltre 3.000 persone.

La piu' grande fabbrica metalmeccanica del Regno era quella di Pietrarsa, (fra Napoli e Portici), con oltre 1200 addetti: un record  per l’Italia di allora. Dietro Pietrarsa c’era l’Ansaldo di Genova, con 400 operai. Lo stabilimento napoletano produceva macchine a vapore, locomotive, motori navali, precedendo di 44 anni la Breda e la Fiat.

A Castellammare di Stabia, dalla fine del XVIII secolo, operavano i cantieri navali più importanti e tecnologicamente avanzati d’Italia. L In questo cantiere fu allestita la prima nave a vapore, il  Real Ferdinando, 4 anni prima della prima nave a vapore inglese. Da Castellammare di uscirono la prima nave a elica d' Italia e la prima nave in ferro. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.

L' Abruzzo era importante per le cartiere (forti anche quelle del Basso Lazio e della Penisola Amalfitana), la fabbricazione delle lame e le industrie tessili. La Sicilia esportava zolfo, preziosissimo allora, specie nella provincia di Caltanissetta, all' epoca una delle città più ricche e industrializzate d' Italia. In Sicilia c'erano porti commerciali da cui partivano navi per tutto il mondo, Stati Uniti ed Americhe specialmente. Importante, infine era l' industria chimica della Sicilia che produceva tutti i componenti e i materiali sintetici conosciuti allora, acidi, vernici, vetro.

Puglia e Basilicata erano importanti per i lanifici e le industrie tessili, molte delle quali gia' motorizzate. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione. Le macchine agricole pugliesi erano considerate fra le migliori d’Europa. La Borsa  più importante del regno era, infine, quella di Bari.

Una volta occupate le Due Sicilie, il governo di Torino iniziò lo smantellamento cinico e sistematico del tessuto industriale di quelle che erano divenute le “province meridionali”.  Pietrarsa (dove nel 1862 i bersaglieri compirono un sanguinoso eccidio di operai per difendere le pretese del padrone privato cui fu affidata la fabbrica) fu condannata a un inarrestabile declino. Nei cantieri di Castellammare furono licenziati in tronco 400 operai. Le acciaierie di Mongiana furono rapidamente chiuse, mentre la Ferdinandea di Stilo (con ben 5000 ettari di boschi circostanti) fu venduta per pochi soldi a un colonnello garibaldino, giunto in Calabria al seguito dei “liberatori”.


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Ai popolani di Napoli che nelle oneste giornate del luglio 1547, laceri, male armati, soli d'Italia, francamente pugnando nelle vie, dalle case, contro le migliori truppe d'Europa, tennero da se lontano l'obbrobrio della inquisizione spagnola imposta da un imperatore fiammingo e da un papa italiano, provando ancora una volta che il servaggio è male volontario di popolo ed è colpa de' servi, più che dei padroni.

Lapide esposta all'ingresso della Certosa di San Martino, a Napoli
  





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Stanislao ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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Image Fra le regioni più industrializzate d' Italia, prima del 1860, c’erano la Campania, la Calabria e la Puglia: per i livelli di industrializzazione le Due Sicilie si collocavano ai primi posti in Europa.

In Calabria erano famose le acciaierie di Mongiana, con due altiforni per la ghisa, due forni  Wilkinson per il ferro e sei raffinerie, occupava 2.500 operai. L’industria decentrata della seta occupava oltre 3.000 persone.

La piu' grande fabbrica metalmeccanica del Regno era quella di Pietrarsa, (fra Napoli e Portici), con oltre 1200 addetti: un record  per l’Italia di allora. Dietro Pietrarsa c’era l’Ansaldo di Genova, con 400 operai. Lo stabilimento napoletano produceva macchine a vapore, locomotive, motori navali, precedendo di 44 anni la Breda e la Fiat.

A Castellammare di Stabia, dalla fine del XVIII secolo, operavano i cantieri navali più importanti e tecnologicamente avanzati d’Italia. L In questo cantiere fu allestita la prima nave a vapore, il  Real Ferdinando, 4 anni prima della prima nave a vapore inglese. Da Castellammare di uscirono la prima nave a elica d' Italia e la prima nave in ferro. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.

L' Abruzzo era importante per le cartiere (forti anche quelle del Basso Lazio e della Penisola Amalfitana), la fabbricazione delle lame e le industrie tessili. La Sicilia esportava zolfo, preziosissimo allora, specie nella provincia di Caltanissetta, all' epoca una delle città più ricche e industrializzate d' Italia. In Sicilia c'erano porti commerciali da cui partivano navi per tutto il mondo, Stati Uniti ed Americhe specialmente. Importante, infine era l' industria chimica della Sicilia che produceva tutti i componenti e i materiali sintetici conosciuti allora, acidi, vernici, vetro.

Puglia e Basilicata erano importanti per i lanifici e le industrie tessili, molte delle quali gia' motorizzate. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impi