Da oggi, fino al 12 settembre, uno degli eventi popolari più attesi della città partenopea, dove sacro e profano si sovrappongono in un affascinante percorso fatto di cultura e tradizione. Guarda il video
Napoli, 1 sett. (Ign) - Carri allegorici e fuochi d'artificio sul mare. Canzoni di Napoli, quelle classiche, amatissime e intramontabili, e quelle nuove che sperano di restare. Ma anche le cerimonie del culto mariano che non si è mai spento e si è innestato sugli antichi riti pagani e profani. Questa è la 'festa di Piedigrotta', al via oggi fino al 12 settembre. Festa che quest'anno torna con Raffaele Viviani, il suo miglior osservatore, che diede voce e corpo agli scugnizzi che in quel baccanale erano protagonisti assoluti.
Nota anche per aver reso popolari alcune delle canzoni più note della tradizione napoletana, nel 1835 prende forma la Piedigrotta canora che offre alla melodia partenopea il suo trampolino di lancio. Il ritornello della canzone “Io te voglio bbene assaje” diventa il must del Regno, le note di “Fenesta vascia”, “Michelemmà” insieme a tante altre, salpano dal Golfo per approdare in America e in Australia. “‘O Sole mio” (Piedigrotta, 1898) diventa la colonna sonora di una intera città e da lì si diffonde, superando qualsiasi confine geografico e temporale.
La 'Piedigrotta' è da sempre anche la festa in onore di Maria alla cui natività è stata dedicata la Basilica di Santa Maria di Piedigrotta, cuore pulsante della cristianità di Napoli, che in occasione dell’evento settembrino si veste a festa per accogliere le numerose iniziative promosse dal Santuario. Dal 1 settembre, alle 21.30, saranno accese le luminarie artistiche, uno tra gli elementi simbolo della ritrovata festa, che illumineranno a giorno la facciata della Chiesa e il campanile, luminarie curate dall’artista partenopeo, Annibale Oste. L’intervento scultorio luminoso posto davanti alla Chiesa è l’”Axis Mundi”, o asse del mondo, che rappresenta la certezza assoluta che l’uomo religioso ha cercato da sempre, è il punto preciso dove la città era fondata e costruita, il luogo in cui mettere radici, un ideale punto di congiunzione tra la terra e il cielo, un segno beneaugurante.
Piedigrotta 2007 è promossa dall’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, organizzata dall'Ente Provinciale per il Turismo di Napoli con la collaborazione, della Provincia di Napoli, del Comune di Napoli.
Nota anche per aver reso popolari alcune delle canzoni più note della tradizione napoletana, nel 1835 prende forma la Piedigrotta canora che offre alla melodia partenopea il suo trampolino di lancio. Il ritornello della canzone “Io te voglio bbene assaje” diventa il must del Regno, le note di “Fenesta vascia”, “Michelemmà” insieme a tante altre, salpano dal Golfo per approdare in America e in Australia. “‘O Sole mio” (Piedigrotta, 1898) diventa la colonna sonora di una intera città e da lì si diffonde, superando qualsiasi confine geografico e temporale.
La 'Piedigrotta' è da sempre anche la festa in onore di Maria alla cui natività è stata dedicata la Basilica di Santa Maria di Piedigrotta, cuore pulsante della cristianità di Napoli, che in occasione dell’evento settembrino si veste a festa per accogliere le numerose iniziative promosse dal Santuario. Dal 1 settembre, alle 21.30, saranno accese le luminarie artistiche, uno tra gli elementi simbolo della ritrovata festa, che illumineranno a giorno la facciata della Chiesa e il campanile, luminarie curate dall’artista partenopeo, Annibale Oste. L’intervento scultorio luminoso posto davanti alla Chiesa è l’”Axis Mundi”, o asse del mondo, che rappresenta la certezza assoluta che l’uomo religioso ha cercato da sempre, è il punto preciso dove la città era fondata e costruita, il luogo in cui mettere radici, un ideale punto di congiunzione tra la terra e il cielo, un segno beneaugurante.
Piedigrotta 2007 è promossa dall’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, organizzata dall'Ente Provinciale per il Turismo di Napoli con la collaborazione, della Provincia di Napoli, del Comune di Napoli.
















