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Sabato, 04 Ottobre : 2008 di Lisa Cesco
L’ANNUNCIO. Il sottosegretario bresciano all’Economia anticipa il provvedimento del Governo
Arriveranno a Brescia circa 13 milioni di euro, riservati agli ultrasessantacinquenni in condizione di difficoltà economica, nella forma di una «social card» per il pagamento di spese e utenze. Ad annunciarlo è il sottosegretario all’Economia, il bresciano Daniele Molgora: «Una quota della Robin Hood tax sarà destinata a fini sociali, in base a quanto stabilito nella manovra triennale - spiega il deputato della Lega -. E’ in corso di definizione un decreto interministeriale fra Economia e Tesoro per stabilire tutti i dettagli della social card».
La card, del valore di 480 euro, potrà essere richiesta da persone di età non inferiore ai 65 anni, con un reddito Isee non superiore a 6 mila euro: l’importo potrà essere utilizzato per il pagamento delle utenze domestiche e per le spese alimentari, presentando la social card ai negozi e agli sportelli.
Molgora ha provato a tracciare in anteprima un quadro di chi usufruirà a Brescia di questo nuovo benefit, considerando che sull’intera provincia bresciana chi ha dichiarato meno di 6 mila euro sono state quasi 158 mila persone (dati dichiarazioni dei redditi 2006 per l’anno d’imposta 2005). Se si calcola che gli over 65 sono 203 mila su oltre un milione di abitanti, cioè il 17,3 per cento del totale, quelli che avrebbero diritto alla social card sarebbero circa 27 mila in città e provincia (da qui l’importo complessivo di 13 milioni di euro). «Ma il numero potrebbe anche crescere, perché vanno considerati anche quelli che non hanno presentato nessuna dichiarazione», sottolinea il sottosegretario.
PER OTTENERE la «social card» bisognerà fare domanda all’Inps, che è stato identificato come il soggetto attuatore.
«La carta è un benefit e un’ottima opportunità a sostegno delle situazioni più difficili dal punto di vista economico», dice Molgora, respingendo le polemiche piovute da più parti in questi giorni sul fatto che la card riproponga un modello di “carta della povertà” che può etichettare l’anziano.
«Questi ragionamenti dimostrano che non c’erano altri argomenti per controbattere alla bontà del provvedimento: quando si tratta di fondi a favore dei meno abbienti ogni intervento è utile, soprattutto se viene realizzato senza mettere mano nei portafogli degli altri», osserva il sottosegretario, convinto che la social card sia «una prima risposta importante all’aumento del carovita».
Il fondo triennale ricavato dalla Robin Hood tax rende disponibili 500 milioni di euro per il triennio, mentre a livello nazionale i beneficiari della social card saranno, secondo le prime stime, circa 400 mila. La card, per gli aventi diritto, sarà cumulabile con altri assegni come quello di invalidità o accompagnamento, e sarà rinnovata di anno in anno. Ci vorranno una quindicina di giorni prima che il decreto interministeriale veda la luce, poi si entrerà nella fase operativa, e le prime social card potrebbero essere assegnate già prima della fine del 2008.
Arriveranno a Brescia circa 13 milioni di euro, riservati agli ultrasessantacinquenni in condizione di difficoltà economica, nella forma di una «social card» per il pagamento di spese e utenze. Ad annunciarlo è il sottosegretario all’Economia, il bresciano Daniele Molgora: «Una quota della Robin Hood tax sarà destinata a fini sociali, in base a quanto stabilito nella manovra triennale - spiega il deputato della Lega -. E’ in corso di definizione un decreto interministeriale fra Economia e Tesoro per stabilire tutti i dettagli della social card».
La card, del valore di 480 euro, potrà essere richiesta da persone di età non inferiore ai 65 anni, con un reddito Isee non superiore a 6 mila euro: l’importo potrà essere utilizzato per il pagamento delle utenze domestiche e per le spese alimentari, presentando la social card ai negozi e agli sportelli.
Molgora ha provato a tracciare in anteprima un quadro di chi usufruirà a Brescia di questo nuovo benefit, considerando che sull’intera provincia bresciana chi ha dichiarato meno di 6 mila euro sono state quasi 158 mila persone (dati dichiarazioni dei redditi 2006 per l’anno d’imposta 2005). Se si calcola che gli over 65 sono 203 mila su oltre un milione di abitanti, cioè il 17,3 per cento del totale, quelli che avrebbero diritto alla social card sarebbero circa 27 mila in città e provincia (da qui l’importo complessivo di 13 milioni di euro). «Ma il numero potrebbe anche crescere, perché vanno considerati anche quelli che non hanno presentato nessuna dichiarazione», sottolinea il sottosegretario.
PER OTTENERE la «social card» bisognerà fare domanda all’Inps, che è stato identificato come il soggetto attuatore.
«La carta è un benefit e un’ottima opportunità a sostegno delle situazioni più difficili dal punto di vista economico», dice Molgora, respingendo le polemiche piovute da più parti in questi giorni sul fatto che la card riproponga un modello di “carta della povertà” che può etichettare l’anziano.
«Questi ragionamenti dimostrano che non c’erano altri argomenti per controbattere alla bontà del provvedimento: quando si tratta di fondi a favore dei meno abbienti ogni intervento è utile, soprattutto se viene realizzato senza mettere mano nei portafogli degli altri», osserva il sottosegretario, convinto che la social card sia «una prima risposta importante all’aumento del carovita».
Il fondo triennale ricavato dalla Robin Hood tax rende disponibili 500 milioni di euro per il triennio, mentre a livello nazionale i beneficiari della social card saranno, secondo le prime stime, circa 400 mila. La card, per gli aventi diritto, sarà cumulabile con altri assegni come quello di invalidità o accompagnamento, e sarà rinnovata di anno in anno. Ci vorranno una quindicina di giorni prima che il decreto interministeriale veda la luce, poi si entrerà nella fase operativa, e le prime social card potrebbero essere assegnate già prima della fine del 2008.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















