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91° Giro d'Italia - 2008 [Download Discussione]
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Messaggio 91° Giro d'Italia - 2008 
 



Sabato, 10 Maggio : 2008 La Repubblica


Il ciclista di origine belga porta alla vittoria la Splipstream nella crono a squadre. Seconda la CSC, terza la High Road

Vandevelde in maglia rosa
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un americano a Palermo


Tra le squadre dei favoriti, bene la Liquigas di Nibali, buona difesa anche di Astana (Contador) ed Lpr (Di Luca)

di LUIGI PANELLA

NEI TRATTI somatici Christian Valdevelde somiglia vagamente a Greg Lemond, ma vedere la maglia rosa indosso ad uno statunitense riporta alla mente soprattutto un'altra gloria del ciclismo a stelle e strisce: richiamo ad Andy Hampsten, vincitore del Giro d'Italia di 20 anni fa, rimasto famoso per l'epica tappa del Gavia innevato, una delle più drammatiche del ciclismo moderno. Stavolta ovviamente il discorso è diverso: gli Usa tornano in testa alla generale, ma Vandevelde non ha alcuna chance di classifica. Merito comunque alla maglia rosa, il cui cognome tradisce chiara origine belga - nonno nativo di Gand -, merito soprattutto della Slipstream, capace di imporsi nella crono a squadre in virtù di una condotta di gara pressoché perfetta.

Una vittoria che è anche un inno - almeno si spera - al ciclismo pulito. A sostegno della tesi, la presenza nella Slipstream di David Millar, un presente da simbolo della lotta antidoping dopo un passato pieno di contraddizioni, e la volontà dello sponsor di dare una immagine limpida. La compagine statunitense è infatti all'avanguardia nella lotta al doping, con il miglior sistema di controlli tra tutte le squadre professionistiche. Basta citare un dato: rosa di 25 atleti, 700 controlli previsti. Tornando a quanto offerto dalla prima sfida in terra siciliana, si può cominciare a giocare sui distacchi tra i favoriti. Nel podio della cronometro c'è l'assenza di corridori di classifica: tra Slipstream, CSC e High Road, proprio a volerne trovare uno, indichiamo il bielorusso Siutsou.

Discorso che cambia con la Liquigas, quarta a 9' dalla vetta. Qui c'è Vincenzo Nibali, da molti indicato come la possibile sorpresa di questo Giro. Il team lombardo regala al messinese una ventina di secondi di vantaggio su Danilo Di Luca, maglia rosa uscente e pedalata brillante con una LPR all'altezza. ''Sono molto soddisfatto di come si è comportata la squadra - ha detto l'abruzzese -, sono in crescita ed ora cercherò di stare tranquillo per queste prime tappe, almeno fino all'arrivo di Pescocostanzo (settima frazione, ndr)''. Sulla stessa linea dell'Lpr, il trio dell'Astana Contador-Kloeden-Leipheimer. Non dispiace neanche le Diquigiovanni di Gilberto Simoni, poco adatta per una prova di questo tipo, mentre la Saunier Duval di Riccardo Riccò e la Rabobank di Denis Menchov accusano un ritardo più consistente.

Uno sguardo all'andamento della tappa. Dicevamo di una gestione perfetta della Slipstream, che 'sfrutta' a turno le proprie potenzialità. La prima parte dei 23,6 km senza spingere al massimo, tanto che CSC, High Road e la sorprendente Barloworld fanno meglio, poi un crescendo irresistibile. In pratica, nonostante tre uomini - quelli che tirano nei primi km - si siano persi per strada, il team americano riesce a mantenere la giusta brillantezza anche dopo una fase di leggera ma insidiosa salita, rilanciando sapientemente l'azione dopo le tante curve presenti. Il testa a testa più interessante è con la CSC: danesi avanti al primo rilevamento, sotto di 2'' al secondo (km 19), impegnati in un vano sprint nel rettilineo finale.

Ordine d'arrivo della 1/ma tappa del Giro d'Italia, cronometro a squadre Palermo-Palermo
Grazie al piazzamento della sua squadra, Christian Vandevelde, che ha tagliato il traguardo per primo, è la prima maglia rosa della corsa.


1. Slipstream-Chipotle, km 23,6 in 26'32" alla media oraria di km. 53,366
2. Team Csc a 00'06"
3. High Road a 00'07"
4. Liquigas a 00'09"
5. Barloworld a 00'14"
6. Lpr Brakes-Ballan a 00'28"
7. Astana a 00'29"
8. Tinkoff Credit Systems a 00'33"
9. Quick Step a 00'42"
10. Lampre a 00'45"
11. Team Milram a 00'45"
12. S. Diquigiovanni-Androni G. a 00'51"
13. Gerolsteiner a 00'54"
14. Caisse d'Epargne a 00'54"
15. Saunier Duval-Scott a 01'02"
16. Rabobank a 01'04"
17. Ag2r La Mondiale a 01'05"
18. Cofidis, Le Credit P. Telephone a 01'05"
19. Csf Group-Navigare a 01'15"
20. Euskaltel-Euskadi a 01'17"
21. Silence-Lotto a 01'18"
22. Francaise des Jeux a 01'26".
(10 maggio 2008)

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Giro 2008: Riccò vince la seconda tappa 
 



Domenica, 11 Maggio : 2008 – FESTA DELLA MAMMA

Giro, Riccò vince la seconda tappa

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Riccardo Riccò sul traguardo di Agrigento

    
L’atleta della Saunier Duval ha preceduto sul traguardo Danilo Di Luca.
Franco Pellizotti nuova maglia rosa


AGRIGENTO - Riccardo Riccò ha vinto la seconda tappa del 91/mo Giro d’Italia, che ha portato i ciclisti da Cefalù, in provincia di Palermo, ad Agrigento, per un totale di 207 km. L’atleta della Saunier Duval ha preceduto sul traguardo Danilo Di Luca. Franco Pellizotti è la nuova maglia rosa del Giro d’Italia edizione 2008. Il portacolori della Liquigas l’ha conquistata ad Agrigento al termine della seconda tappa e adesso guida la classifica generale con 1'' di vantaggio sull’americano Vandevelde, rosa ieri al termine della crono a squadre.

Pellizotti: "E' un sogno, ma la voglio a Milano"
Per Franco Pellizotti oggi si avvera un sogno, ma la nuova maglia rosa del Giro d’Italia edizione 2008 vuole indossarla anche a Milano per poter festeggiare un traguardo ancora più importante. «Ieri abbiamo fatto una grande crono a squadre -ha detto a caldo dopo aver indossato la maglia di leader-, abbiamo cercato di guadagnare sugli scalatori, adesso abbiamo preso questa maglia e l’obiettivo è di fare un grande Giro ed averla a Milano. Ho lavorato tanto e la squadra assieme a me, ci crediamo fino alla fine. Oggi è stato importante che non abbia piovuto, è stata una tappa molto dura ed impegnativa. Oggi ho indossato la maglia rosa che ho sognato fin da bambino, si è avverato un sogno, ma il mio obiettivo rimane Milano, non mi fermo qui».

    Il graffio di Riccò.

Pellizotti in rosa Spettacolare conclusione della seconda tappa del Giro. Ad Agrigento, dopo una salita finale in stile Ardenne, vince Riccò, che brucia in una volata a ranghi ridotti Di Luca e Rebellin. Quarto è Pellizotti, che per un secondo toglie la maglia rosa allo statunitense Vandevelde. Le emozioni maggiori nell'ultimo km: parte Joaquim Rodriguez, sembra farcela ma prima Piepoli (per Riccò), quindi Savoldelli (per Di Luca) annullano il suo spunto consegnando ai loro capitani lo sprint finale

    Ordine d'arrivo

    1° Riccardo Riccò (Ita) Saunier Duval - Scott

    2° Danilo Di Luca (Ita) LPR Brakes

    3° Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner

    4° Franco Pellizotti (Ita) Liquigas

    5° Paolo Savodelli (Ita) LPR Brakes

    Classifica generale

    1° Franco Pellizotti

    2° Christian Vandevelde a 1''

    FRANCO PELLIZOTTI E' LA NUOVA MAGLIA ROSA

  





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Messaggio 3/A TAPPA: EPILOGO IN SICILIA, CONSACRAZIONE PER BENNATI 
 



[b]Lunedì, 12 Maggio : 2008[/b

3/A TAPPA: EPILOGO IN SICILIA,
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CONSACRAZIONE PER BENNATI


dell'inviato Adolfo Fantaccini

MILAZZO - Nel giorno della consacrazione di Daniele Bennati della Liquigas sul trono degli sprinter (impeccabile, per potenza e tempismo, la sua volata vincente), il 91/mo Giro d'Italia ha proposto tutta la gamma di una corsa ciclistica che si rispetti: cadute, sprint, una salita abbastanza impegnativa, qualche goccia di pioggia, ma anche gran caldo. Insomma, di tutto. Anzi, di più. E alla fine c'é stato pure chi si è lamentato per il tracciato ritenuto "troppo pericoloso". L'accusa agli organizzatori è stata lanciata da Riccardo Riccò, ieri vincitore sul traguardo di Agrigento sempre allo sprint, davanti a Danilo Di Luca, e oggi finito in ospedale a causa di un dito della mano uscito malconcio dal maxi-ruzzolone in cui, al 146/mo km di corsa, sono rimasti coinvolti una ventina di ciclisti. Riccò si è rialzato e ha proseguito in lacrime, costretto com'era a soffrire in silenzio e a pedalare, tenendo il manubrio 'solo' con nove dita. Comunque, il ciclista della Saunier Duval- Scott è riuscito ad arrivare fino a Milazzo. Nella prima caduta sono rimasti coinvolti una ventina di corridori, nella seconda - che si è verificata nei pressi del centro abitato di Milazzo - invece, una decina. Uno di essi, il campione australiano Bradley McGee (Team Csc) ha rimediato una botta alla spalla e una probabile frattura alla clavicola. La maglia rosa è rimasta saldamente incollata sulle spalle di Franco Pellizotti che se l'é quasi sfilata di dosso, confessando di volersela riprendere nelle tappe di montagna, dove contano solo gambe e polmoni, e dove nessun ciclista può bluffare. Secondo, staccato di 1", c'é sempre lo statunitense Vandevelde, in rosa a Palermo dopo il cronoprologo a squadre e anche oggi apparso in discreta forma. Come del resto Danilo Di Luca che, nelle prossime tappe, punta a tornare sul tetto del Giro d'Italia che ha già vinto l'anno scorso e sul quale ha scommesso per uno storico bis. La tappa odierna è stata caratterizzata dalla lunga fuga di sei ciclisti, iniziata al km 55 e conclusa al 134/mo. Il vantaggio dei sei, che erano il belga Kevin Seeldraeyers (Quick Step), il francese Mickael Buffaz (Cofidis), lo slovacco Matej Jurco (Milram), l'italiano Riccardo Chiarini (Lpr Brakes), l'altro francese Jeremy Roy (Francaise des Jeux) e il russo Pavel Brutt (Tinkoff Credit Systems), non ha superato i 4'05". Man mano che ci si avvicinava al traguardo, la spinta dei fuggitivi si è spenta e il gruppo li ha riagganciati, preparando poi il terreno ai velocisti sul Lungomare Giuseppe Garibaldi del grosso centro della provincia di Messina. Nella parte finale di questa ultima delle tre tappe siciliane previste dalla corsa, che si era aperta sul versante jonico e conclude la sua avventura nell'Isola su quello tirrenico, si è visto anche il profeta in patria Vincenzo Nibali. L'atleta della Liquigas ha provato a staccare il gruppo, per presentarsi da solo al traguardo fra il tripudio di amici e parenti (é nato a Messina, a una trentina di km da Milazzo), ma il suo tentativo é durato non più di un paio di km. Per Nibali, reduce dalla vittoria nel Giro del Trentino (come Damiano Cunego, quando s'impose nel Giro del 2004), tuttavia, ci sarà tempo per dimostrare il proprio valore. Domani la corsa rosa attraverserà lo Stretto e approderà in Calabria: in pratica si comincia a risalire verso le tappe che contano, quelle in montagna, e che fanno classifica.  

  





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Messaggio 4/A TAPPA: CAVENDISCH CHE SPRINT, BENNATI MANCA IL BIS 
 



Martedì, 13 Maggio : 2008

4/A TAPPA: CAVENDISCH CHE SPRINT,
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BENNATI MANCA IL BIS


(dell'inviato Adolfo Fantaccini)

Questa volta Daniele Bennati non ce l'ha fatta ad allungare la propria bici sulla linea del traguardo, l'impresa è riuscita invece all'inglese dell'Isola di Man Mark Cavendish che ci ha creduto fino alla fine e poi ha urlato a squarciagola, sprigionando la propria gioia. Per questo corridore di quasi 22 anni, professionista da tre, é la ventesima vittoria in carriera, la sesta ottenuta nella stagione in corso, la prima in assoluto nella corsa rosa: nel 2008, infatti, aveva già trionfato nel cronoprologo del Giro di Romandia, nel Circuito di Made, nel Gp L'Escaut, nella seconda e terza tappa ndella Tre Giorni di La Panne.

Un bel bottino, quello del corridore dell'Hig Road del ds Valerio Piva. Poco prima del lungo sprint, consumato sul Lungomare di Catanzaro, si è verificata una caduta spettacolare da vedere, ma con conseguenze tutto sommato limitate per i corridori coinvolti. Daniele Bennati, ieri implacabile a Milazzo, nell'ultima frazione siciliana, oggi esce sconfitto da questa prima tappa nella Penisola. Il suo rammarico, tuttavia, si attenua se messo in relazione alla scarsa velocità della volata, che richiedeva meno potenza e qualche scampolo di dinamismo in più. La tappa odierna, cominciata con una minaccia di sciopero da parte dei ciclisti (le lamentele e le accuse per la pericolosità dei tracciati, se affiancate alla consistenza chilometrica degli spostamenti fra una frazione e l'altra, rappresentano sempre una bomba a orologeria pronta a essere innescata), è stata subito caratterizzata da una fuga lunghissima quanto inutile, visto come si è conclusa prima del traguardo. Il belga Rik Verbrugghe (Cofidis) è partito addirittura al km 0, proprio mentre la carovana stava salendo in sella, ed è rimasto a condurre la corsa per i successivi 162. Il fuggitivo é riuscito a mettere fra se e il gruppo un vantaggio massimo di 10'50", mentre transitava al km 110 di corsa, poi ha mantenuto per un po' una decina di minuti sul gruppo, quindi ha cominciato ad annaspare. La carovana ha cominciato a reagire a una quarantina di km dall'arrivo, preparando il terreno agli sprinter e per il belga non c'é stato più nulla da fare. Il suo vantaggio ha cominciato a scendere vertiginosamente, mentre il ritmo imposto dagli esponenti dalla Milram, della Liquigas, dell'Hig Road e dell'Euskaltel è diventato altissimo man mano che ci si avvicinava a Catanzaro. A Verbrugghe è rimasta la soddisfazione per averci provato, probabilmente evitando anche qualsiasi forma di protesta da parte dei big. La carovana si è presentata a ranghi quasi compatti sul lungo rettilineo del lungomare di Catanzaro e, mentre si mettevano a punto le strategie, ecco, immancabile, la caduta che ha spezzato il gruppo in due tronconi. Chi si trovava già davanti ha proseguito; chi, al contrario, stava risalendo la corrente, ha assaggiato l'asfalto. Era accaduto ieri e la storia si è ripetuta oggi.

E' la dura legge del ciclismo. Cavendish, Foerster e Bennati sul traguardo hanno battuto il kazako Bazayev, Lorenzetto e il solito Zabel che, quando sente il richiamo dello sprint, proprio non riesce a resistere ed è sempre lì pronto a tagliare per primo il traguardo. Anche oggi, però, è rimasto a bocca asciutta.

  





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Messaggio 5/A TAPPA: UN RUSSO SALE SUL TRONO, PER MILLAR BEFFA CATENA 
 



Mercoledì, 14 Maggio : 2008

5/A TAPPA: UN RUSSO SALE SUL TRONO,
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 PER MILLAR BEFFA CATENA


dell'inviato Adolfo Fantaccini

CONTURSI TERME (SALERNO) - La quinta tappa del 91/mo Giro d'Italia verrà ricordata non tanto per la bagarre scoppiata negli ultimi km, e forse neppure per la vittoria del russo di San Pietroburgo, Pavel Brutt, ma per un episodio che si verifica a circa un km dalla fine, proprio mentre i cinque corridori in fuga da alcune ore si guardano e organizzano lo sprint. Una vera e propria beffa, che ha per vittima lo scozzese David Millar, si verifica in quell'istante. Il corridore della Slipstream risponde allo scatto del russo Brutt, che si aggiudicherà poi la tappa, appare destinato a presentarsi sul traguardo con le braccia alzate - visto che sulla carta è il più veloce - invece i suoi sogni di gloria vengono azzerati dalla malasorte. La catena della sua bici si rompe, anche se in un primo momento sembra che gli scivoli il piede dallo scarpino, e lo sfortunato Millar si ritrova con i piedi a terra, disperato, quasi in lacrime, poi prende la bicicletta e la lancia con rabbia al di là delle transenne. Il ciclismo è davvero crudele, basta niente per rovinare un'impresa costruita chilometro dopo chilometro. Millar, infatti, faceva parte di una fuga partita quasi subito dopo il via, intorno al 19/mo km: con lui allungano lo spagnolo Sanchez Perez, il colombiano Laverde Jimenez, il russo Brutt e il tedesco Fromlinger. Sembra un fuoco di paglia, invece i cinque cominciano a darci sotto e creano il vuoto alle loro spalle. In breve, il loro vantaggio diventa una voragine; in una cinquantina di km infliggono 6' al gruppo, che diventano 9'10" dopo 116 km. Poi, il gruppo reagisce, anche perché fra i fuggitivi non sembra esserci accordo. Nessuno, però, in cima al plotone che insegue vuole prendere in mano il comando delle operazioni. Insomma, situazione di stallo, mancanza d'iniziativa che a fine corsa indurrà il campione del mondo Paolo Bettini a recitare un pubblico 'mea culpa'. I cinque riescono alla fine a difendersi a denti stretti, sbuffano, soffrono sugli ultimi strappi, perfino in discesa, riescono comunque a conservare un paio di minuti di vantaggio che valgono poi la vittoria al russo Brutt, bravo, fortunato e spregiudicato quanto basta per allungare il passo proprio nel momento in cui Millar vedeva infrangere i propri sogni di gloria. Una beffa che lo scozzese, noto ai più per essersi autodenunciato dopo una condanna per doping (non potrà mai più disputare le Olimpiadi, come impone la federazione britannica) e per il successivo impegno nella lotta contro l'uso di sostanza proibite nel ciclismo, probabilmente non avrebbe meritato. Rimane la bella impresa del russo, sommato all'immobilismo dei big italiani: qualcuno, come Bettini, è ancora in cerca della forma migliore; per qualcun altro, come Di Luca, è ancora prematuro mettere le mani sulla maglia rosa. In ogni caso, l'abruzzese ha dato appuntamento ai suoi innumerevoli fan nella tappa che si concluderà a Pescocostanzo. Domani, intanto, si disputerà la più lunga frazione di questo Giro 2008, che però è stata accorciata di 34 km, come annunciato dal direttore della corsa, Angelo Zomegnan: da Potenza a Peschici (231 km da percorrere) ci sarà comunque grande battaglia e magari verrà esposto qualche altro lenzuolo inneggiante a un 'Tibet libero', come è avvenuto stamattina, poco dopo la partenza da Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza.  

  





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Messaggio 6/A TAPPA: VISCONTI E PRIAMO, SPRAZZI D'AZZURRO 
 



Giovedì, 15 Maggio : 2008


6/A TAPPA: VISCONTI E PRIAMO,
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 SPRAZZI D'AZZURRO


dell'inviato Adolfo Fantaccini

PESCHICI (FOGGIA) - Sulle strade della Penisola il vento dell'est lascia spazio a sprazzi di azzurro che colora il 91/mo Giro d'Italia. Dopo il successo sul traguardo di Contursi Terme del russo Pavel Brutt, della Tinkoff, oggi sono saliti sugli scudi gli italiani. A Peschici, sul Gargano, si è imposto Matteo Priamo, mentre la maglia rosa é finita sulle spalle di Giovanni Visconti, campione italiano in carica su strada. Il primo, dopo una lunga fuga partita intorno al km 53 grazie a un'iniziativa di Mandri, Perez Lezaun e Ochoa (ai quali, al km 60, si sono aggiunti altri nove), ha vinto uno sprint a due proprio sullo spagnolo Perez Lezaun, che è rimasto letteralmente sorpreso dallo scatto del ciclista nato a Poggiana di Riese (Treviso), nell'ultimo tratto in leggera salita.

L'uomo del giorno, però, può essere considerato Visconti che per la prima volta indossa la maglia di leader della classifica generale e lo fa in un Giro partito da Palermo, la sua città. Visconti, che sognava il successo in una delle tre tappe siciliane, oggi si è piazzato all'ottavo posto e solo per il complicato meccanismo legato ai piazzamenti nella crono a squadre ha beffato il tedesco Russ. Aveva provato a vincere nella tappa di Agrigento, ma la Dea bendata gli ha voltato le spalle e il corridore del quartiere palermitano di Borgo Molara é stato costretto a varcare lo Stretto a mani vuote. Oggi, la rivincita e l'esultanza alla maniera del concittadino Totò Schillaci ai Mondiali del '90.

Tanta e tale era la gioia, che Visconti, stappando una bottiglia di champagne, si e' anche fatto male al mento con il tappo. Il 'picciotto' della Quickstep, la squadra del campione del mondo Paolo Bettini, si é pure commosso, ripercorrendo le sofferenze e i sacrifici affrontati per inseguire al nord il sogno del ciclismo. Per lui, nato nel profondo sud ma cresciuto in Toscana, indossare la maglia rosa sopra la casacca tricolore deve essere stato sublime. Era stato soffocato dal calore della sua Palermo, venerdì scorso, giorno della presentazione delle squadre del Giro in piazza Politeama, aveva faticato a indossare i panni del profeta in patria, ma oggi ha dato sfogo a una gioia incontenibile. "In questi giorni tanta gente si aspettava tutto e subito da me, ma il ciclismo insegna che quando cerchi il risultato è difficile che arrivi - ha detto sul traguardo - ma a questa maglia ci tengo, così come tengo a quell'altra tricolore".

E, oltre a quelli intensi di Visconti, brillano anche gli occhi di Matteo Priamo, che oggi ha conquistato la sua quarta vittoria in carriera. Una bellissima soddisfazione per questo trevigiano di 26 anni, professionista dal 2006, che nella Csf sta maturando bene e in fretta. Priamo è rimasto in fuga per circa 160 km assieme ad altri dieci corridori, dimostrando di possedere tenuta atletica, lucidità e quel pizzico di spregiudicatezza che gli ha permesso di scattare assieme allo spagnolo Perez Lezaun e poi di batterlo sulle piccole rampe che portavano al traguardo di Peschici. E' anche da questi dettagli che si giudica un corridore. I giovani rimangono dunque protagonisti di questo Giro che domani regalerà le prime emozioni in salita con l'arrivo a Pescocostanzo, in Abruzzo, oltre i 1.400 metri d'altezza.

  





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Messaggio 7/A TAPPA: BOSISIO E VISCONTI RIDONO 
 



Venerdì, 16 Maggio : 2008

7/A TAPPA:
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BOSISIO E VISCONTI RIDONO


(dell'inviato Adolfo Fantaccini)

PESCOCOSTANZO (L'AQUILA) - E' bastata una tappa con una salita dura, ma non durissima, di media difficoltà, che presentava un dislivello di 626 metri, una pendenza media del 6,3 per cento e una massima di 11, per accendere il 91/mo Giro d'Italia. Niente a che vedere con il Gavia, il Pordoi, il Plan de Corones, o con l'Alpe di Pampeago, per carità, ma un primo assaggio di quello che accadrà nella terza e ultima settimana si è avuto oggi sulle montagne del Parco nazionale dell'Abruzzo, a un tiro di schioppo dalle piste di Roccaraso. Nella settima tappa i "ragazzi di vecchia e nuova generazione", come li ha definiti il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, si sono dati battaglia, regalando una spruzzata di sana e attesa bagarre negli ultimi km. Danilo Di Luca aveva dato appuntamento ai suoi fan in questa tappa interamente abruzzese, ma la maglia rosa del 2007 non è stato l'unico fra i big a tirare fuori la sciabola: anche Riccò e Piepoli hanno dovuto scoprire le proprie carte, assieme ad Alberto Contador.

 Il vincitore del Tour de France, rispondendo con agilità allo scatto di Di Luca, ha dimostrato di possedere la giusta carica agonistica e una forma tutt'altro che approssimativa. Lo spagnolo sarà un osso duro, durissimo, per tutti, da qui a Milano. Nella tappa vinta da Gabriele Bosisio, che è stato bravo e fortunato (a rendergli meno complicata l'affermazione una foratura che ha azzerato le ambizioni di Emanuele Sella della Cs Group-Navigare, quando mancavano solo 8 km alla fine), il palermitano Giovanni Visconti è riuscito a conservare la maglia rosa, facendo lievitare addirittura il proprio vantaggio sul tedesco Matthias Russ: i due adesso non sono più separati dai 'migliori piazzamenti' conquistati nelle tappe precedenti, cioé da zero secondi, ma da 9". Visconti, se per il secondo giorno consecutivo dormirà con la maglia più ambita sul comodino, deve ringraziare il suo capitano Paolo Bettini.

Il campione del mondo, che gareggia per la Quick Step, è stato un mostro di generosità e ha dato una straordiria dimostrazione di umiltà, spirito di sacrificio, esaltando il gioco di squadra e trainando il 'picciotto' in rosa sulle ultime rampe che conducevano all'arrivo. E lo ha fatto proprio nel momento in cui Visconti stava per entrare in crisi, perdendo terreno dal gruppo degli inseguitori. Senza Bettini, è inutile negarlo, Visconti, con ogni probabilità, avrebbe perso la leadership 24 ore dopo averla conquistata sul traguardo pugliese di Peschici. Il vero deluso, dopo questo primo assaggio di 'vero' ciclismo, è Danilo Di Luca, nato a Spoltore (Pescara), vale a dire a una quarantina di km da dove si è conclusa la tappa odierna. Il leader della Lpr aveva dato appuntamento sulle strade di casa e, quando ha visto che la vittoria stava per sfuggirgli, visto il vantaggio dei fuggitivi e la successiva fuga di Leonardo Piepoli, è scattato con rabbia, ha pedalato quasi con disperazione, ma è stato 'agganciato' tempestivamente da Contador e Riccò.

Di Luca è un po' rimasto sulle gambe, dimostrando di non essere ancora al top, poi ha visto sfumare la vittoria. E' apparso in buona forma, invece, lo stesso pugliese Piepoli della Saunier Duval: difficile stabilire se il 'Trullo volante' volesse testare la gamba, oppure verificare la condizione di alcuni big. Sicuramente lo strappo di Piepoli, che all'arrivo si è detto soddisfatto del suo settimo posto, ha costretto Contador (uno dei più temuti, se non il più temuto) a svelarsi e a svelare che basta poco per scoprire i bluff. La sua condizione? Non induce certo al pessimismo.

  





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Messaggio 8/A TAPPA: RICCO' CONCEDE BIS, BETTINI A MANI VUOTE