SCEGLI: Cronaca - Politica - Economia - Ambiente - Salute - VideoNews
- Sport
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Entertainment
- Spettacoli - Arte & Cultura - Eventi - Cuoco anch'io
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
(documentazione video)
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Entertainment
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Venerdì, 18 Luglio : 2008
A Brescia il primo negozio che affitta i vestiti:
sette abiti per sette giorni a 96 euro al mese
sette abiti per sette giorni a 96 euro al mese
La cabina armadio di Carrie di Sex and the City
MILANO (18 luglio) - In Sex and the City è uno dei regali più belli che Big fa a Carrie: una cabina armadio immensa. La "casa dei vestiti" del nuovo appartamento dei futuri sposi rimane vuota per quasi tutto il film, solo alla fine al suo interno si svolge una delle scene più romantiche dell'intera pellicola: Big chiede a Carrie di sposarlo e le fa indossare, al posto del più convenzionale anello di fidanzamento, una scarpa Manolo Blahnik.
A tutte coloro che non hanno una cabina armadio e che, anche se ce l'avessero, non saprebbero come riempirla, ha pensato la modellista Vittoria Bono. Il primo progetto italiano di guardaroba in affitto è partito un mese fa a Brescia e potrebbe presto arrivare in franchising in altre città italiane. Il meccanismo che sta alla base di Ego, acronimo di "Guardaroba ecologico organizzato", è semplice: si paga un abbonamento annuale di 99 euro e una quota mensile di 96 e si ha diritto a scegliere sette capi a settimana tra 120 modelli diversi per taglia e linea. Per l'estate 2008, per esempio, si può spaziare tra gli stili “cosmopolita, dinamico, glam e seducente".
«Prima dell'inizio della stagione - spiega la quarantacinquenne ideatrice del progetto - presentiamo un campionario di gonne, pantaloni, abiti alle nostre clienti. Loro scelgono quattordici modelli di loro gusto che vengono prodotti e messi a disposizione di tutte, così ogni donna condivide un pezzo di sé con le altre».
La maggior parte delle clienti non è alla ricerca del risparmio, punta a ottimizzare il proprio tempo. «La scelta del guardaroba diventa un momento per sé, come il parrucchiere o l'estetista, e non uno stress tra corse per saldi, cesti della biancheria sporca stracolmi e ferri da stiro roventi. Si viene qui una volta a settimana, si scelgono sette capi che poi, dopo l'uso, vengono riconsegnati per essere lavati e stirati».
Altro aspetto positivo di Ego è la possibiltà di prendere quegli abiti stravaganti, eccentrici o eccessivi che nessuna acquistrebbe per non trovarsi pesi inutili nell'armadio e sensi di colpa nell'animo. L'affitto è pratico anche per quante soffrono del classico effetto yo-yo e passano velocemente da una taglia all'altra. Se qualche cliente si affeziona a una mise, niente paura: gli abiti possono essere acquistati alla svendita di fine stagione.
La tendenza del guardaroba in affitto non è una novità italiana, il dress sharing è da tempo una consuetudine in Gran Bretagna e negli States. Altre iniziative che provengono dagli Stati Uniti e che stanno riscuotendo un enorme successo anche in Europa sono il “baratto party”, feste in cui ci si scambia tutto quello che finisce sul fondo dell’armadio e il “dress crossing”, dove un gruppo di amiche creano una cassa comune e si dedicano allo shopping sfrenato.
A tutte coloro che non hanno una cabina armadio e che, anche se ce l'avessero, non saprebbero come riempirla, ha pensato la modellista Vittoria Bono. Il primo progetto italiano di guardaroba in affitto è partito un mese fa a Brescia e potrebbe presto arrivare in franchising in altre città italiane. Il meccanismo che sta alla base di Ego, acronimo di "Guardaroba ecologico organizzato", è semplice: si paga un abbonamento annuale di 99 euro e una quota mensile di 96 e si ha diritto a scegliere sette capi a settimana tra 120 modelli diversi per taglia e linea. Per l'estate 2008, per esempio, si può spaziare tra gli stili “cosmopolita, dinamico, glam e seducente".
«Prima dell'inizio della stagione - spiega la quarantacinquenne ideatrice del progetto - presentiamo un campionario di gonne, pantaloni, abiti alle nostre clienti. Loro scelgono quattordici modelli di loro gusto che vengono prodotti e messi a disposizione di tutte, così ogni donna condivide un pezzo di sé con le altre».
La maggior parte delle clienti non è alla ricerca del risparmio, punta a ottimizzare il proprio tempo. «La scelta del guardaroba diventa un momento per sé, come il parrucchiere o l'estetista, e non uno stress tra corse per saldi, cesti della biancheria sporca stracolmi e ferri da stiro roventi. Si viene qui una volta a settimana, si scelgono sette capi che poi, dopo l'uso, vengono riconsegnati per essere lavati e stirati».
Altro aspetto positivo di Ego è la possibiltà di prendere quegli abiti stravaganti, eccentrici o eccessivi che nessuna acquistrebbe per non trovarsi pesi inutili nell'armadio e sensi di colpa nell'animo. L'affitto è pratico anche per quante soffrono del classico effetto yo-yo e passano velocemente da una taglia all'altra. Se qualche cliente si affeziona a una mise, niente paura: gli abiti possono essere acquistati alla svendita di fine stagione.
La tendenza del guardaroba in affitto non è una novità italiana, il dress sharing è da tempo una consuetudine in Gran Bretagna e negli States. Altre iniziative che provengono dagli Stati Uniti e che stanno riscuotendo un enorme successo anche in Europa sono il “baratto party”, feste in cui ci si scambia tutto quello che finisce sul fondo dell’armadio e il “dress crossing”, dove un gruppo di amiche creano una cassa comune e si dedicano allo shopping sfrenato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).













