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ADDIO ENZO BIAGI, TESTIMONE CRITICO DEL NOSTRO TEMPO
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Messaggio ADDIO ENZO BIAGI, TESTIMONE CRITICO DEL NOSTRO TEMPO 
 
Martedì, 6 Novembre 2007- 11:25

Image Testimone del nostro tempo come pochi altri, se ne e' andato Enzo Biagi, ad 87 anni. "Come una foglia d'autunno", per usare una delle ultime immagini che il popolare giornalista era riuscito a dare di se stesso. Era nato a Lizzano in Belvedere, un paese dell'Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, il 9 agosto del 1920. Una vita, la sua, dedicata al giornalismo su tutti i media: dalla carta stampata ai libri, alla televisione. Dal piccolo schermo e' rimasta indelebile la sua 'cacciata', avvenuta con l'Editto bulgaro di Silvio Berlusconi, fino al rientro con RT-Rotocalco televisivo, il 22 aprile del 2007.



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MILANO - Enzo Biagi è morto poco dopo le otto alla clinica Capitanio di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni. Al momento del decesso del popolare giornalista e scrittore c'erano al capezzale le due figlie Bice e Carla, e i generi.

Enzo Biagi, testimone del secolo come pochi altri, se ne e' andato. Come una foglia d'autunno - per usare una delle ultime immagini che il popolare giornalista e scrittore era ancora riuscito a dare di se stesso - si è staccato dall'albero della vita, spazzato dal vento forte di una malattia inesorabile. Biagi è morto alla clinica Capitanio, a 87 anni, attorniato dai suoi familiari, che lo hanno assistito in questi ultimi, drammatici dieci giorni. Era nato Pianaccio, piccolo borgo di Lizzano in Belvedere, un paese dell'Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, il 9 agosto del 1920. Qui giovedi' si terranno i funerali. La camera ardente è prevista alla clinica Capitanio di Milano, oggi e domani.

Biagi è stato lucido fino alla fine, come hanno testimoniato i colleghi e gli amici che, in quest'ultima settima, sono andati a trovarlo. Ha lottato "come un leone", non ha subito passivamente l'aggressione della malattia anche se forse era il primo a rendersi conto che la fine era imminente. "Il solito Biagi che tutti conosciamo" è stato il commento di chi era andato a visitarlo. Ma che la battaglia fosse persa lo avevano sostanzialmente ammesso le stesse figlie, Bice e Carla, che in questi giorni non hanno mai rifiutato il contatto con la stampa, un mondo nel quale la famiglia Biagi ha una tradizione ben radicata.

"La situazione è precipitata" era stato il primo annuncio e poi, con il passare delle ore e dei giorni "é sempre lucido, determinato, sereno", "c'é stato un lieve miglioramento ma la prognosi resta riservata", "é molto affaticato": frasi, pronunciate in tempi diversi, più eloquenti di qualsiasi bollettino medico sugli alti e bassi. Non restava che attendere, anche perché il pessimismo dei medici non lasciava spazio alla possibilità di una ripresa.

Eppure Biagi già altre volte era riuscito a superare serie crisi. In una intervista del 2004, all'epoca del suo allontanamento dalla Rai, parlando dei suoi problemi, ricordava di aver fatto "due pneumotoraci" e di aver impiantati "sei by-pass" anche se su di lui avevano pesato, più di quelli, la morte della moglie Lucia, nel febbraio 2002, e della figlia Anna, a soli 47 anni, nel maggio dell'anno successivo. Ma la sua forte fibra aveva resistito a tutto. Proprio per questo, quando si era diffusa la voce del ricovero in clinica di Biagi, dieci giorni fa, sembrava potesse trattarsi di uno dei tanti controlli ai quali periodicamente veniva sottoposto. In realtà era qualcosa di più: la situazione stava degenerando. Era inevitabilmente questione di giorni e, stamani, è sopravvenuto il decesso. "Si è addormentato sereno" è stata l'immagine di quel momento data dalla figlia Bice.

09:30

ENZO BIAGI: NAPOLITANO, SCOMPARE UNA GRANDE VOCE DI LIBERTA'
(ANSA) - ROMA, 6 NOV - "Scompare con Enzo Biagi una grande voce di libertà". E' quanto scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio ai familiari del giornalista spentosi stamani. "Egli - sostiene Napolitano - ha rappresentato uno straordinario punto di riferimento ideale e morale nel complesso mondo del giornalismo e della televisione, presidiandone e garantendone l'autonomia e il pluralismo. Il suo profondo attaccamento, sempre orgogliosamente rivendicato, alla tradizione dell'antifascismo e della Resistenza lo aveva condotto a schierarsi in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana. L'amore per l'Italia e la conoscenza della storia nazionale avevano ispirato la sua opera di scrittore e le sue indagini nel vivo della realtà italiana". "A Enzo Biagi uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana - conclude Napolitano - rendo riconoscente omaggio a nome del Paese, esprimendo con commosso ricordo personale la più affettuosa vicinanza e solidarietà ai suoi familiari in questo momento di dolore e di rimpianto". (ANSA).  



Ultima modifica di Redazione il 06 Nov 2007 12:28, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio UNA VITA DA GIORNALISTA 
 
Martedì, 6 Novembre 2007

UNA VITA DA GIORNALISTA


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Testimone del secolo che come pochi altri ha saputo declinare la sua vocazione al giornalismo in tutti i media - dalla carta stampata, ai libri, alla tv - Enzo Biagi nasce a Lizzano in Belvedere, un paese dell'Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, il 9 agosto del 1920. Figlio di una famiglia non abbiente, inizia la carriera giornalistica appena diciottenne al Resto del Carlino, senza per questo interrompere gli studi.

A 21 anni diventa professionista, poi viene richiamato alle armi e l'8 settembre 1943, per non aderire alla Repubblica di Salò, si unisce ai gruppi partigiani. Il 21 aprile del '45 entra a Bologna con le truppe alleate e annuncia dai microfoni della Pwb la fine della guerra. Nel 1952 viene chiamato al settimanale ''Epoca", di cui diventa direttore e in questi anni inizia la sua collaborazione con la Rai. Nel 1961 va a dirigere il Tg e l'anno seguente fonda il primo rotocalco televisivo.

Lasciata la direzione del Tg passa a La Stampa come inviato dove rimarrà una decina di anni, poi in seguito la sua firma comparirà tra l'altro su La Repubblica, Il Corriere della sera e Panorama. Ma non abbandona la Rai a cui collabora dando vita a numerose trasmissioni - Dicono di lei, Proibito, Film dossier, Linea diretta, Spot, Il caso, per citarne solo alcune - in cui è soprattutto stato a colloquio con grandi personaggi del secolo. Dal 1991 dà vita ad un programma ogni anno: il suo lavoro per la radiotelevisione pubblica si conclude il 31 maggio del 2002 con l'ultima puntata del programma 'Il Fatto', appuntamento quotidiano di grande ascolto in onda per oltre 700 puntate dal 1995.

La trasmissione chiude dopo le polemiche legate alle accuse di faziosità che gli vengono rivolte dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi per l'intervista a Roberto Benigni. Sino a quest'anno le sue apparizioni televisive sono state soltanto due su Raitre, come ospite a 'Che tempo che fa' da Fabio Fazio e a 'Primo piano'. Quindi torna per l'ultima volta a avere una trasmissione in Rai nel 2007, che emblematicamente ha il titolo della sua prima: Rt-Rotocalco televisivo. E' autore di una enorme bibliografia di carattere storico e documentaristico ma anche tra memoria e narrazione, che comprende oltre 80 titoli.

  





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Messaggio DA BENIGNI A RT, LE ULTIME APPARIZIONI IN TV 
 
Martedì, 6 Novembre 2007

DA BENIGNI A RT, LE ULTIME APPARIZIONI IN TV


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La performance di Roberto Benigni a Il Fatto nel 2001, in piena campagna elettorale; le diverse partecipazioni a Che tempo che fa di Fabio Fazio su Raitre e finalmente il ritorno in onda sulla stessa rete, il 22 aprile di quest'anno, con il suo programma Rt - Rotocalco televisivo, per il quale si era già parlato di una seconda edizione. Sono le ultime apparizioni televisive di Enzo Biagi in questi anni. 10 maggio 2001 - Benigni interviene a Il Fatto. "Non voglio parlare di politica", premette. "Sono qui per parlare di Berlusconi. Accadono cose spettacolari, inaudite: il Papa che è entrato per la prima volta in una moschea, bambini geneticamente modificati, Berlusconi probabile presidente del consiglio. Stravolgimenti che fanno un po' pensare...".

E ancora: "Il contratto di Berlusconi con gli italiani? Ormai è un cult. Quella cassetta lì l' ho registrata proprio. L' ho messa tra Totò e Peppino, e Walter Chiari e Sarchiapone". L'intervista scatena polemiche e proteste dal centrodestra, che sfoceranno il 18 aprile 2002 nell"editto bulgarò di Berlusconi. La sera stessa, Biagi replica nel corso de Il Fatto: "Questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto dopo 814 trasmissioni, ma non tocca a lei, Berlusconi, licenziarmi". E poi: "Eventualmente è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare a prezzo di certi patteggiamenti. Penso che qualcuno mi accuserà di uso personale del mio programma che, del resto, faccio da anni, ma per raccontare una storia che va al di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libertà di espressione".

Il Fatto chiuderà a fine stagione. 2004-2007 - A interrompere l'esilio di Biagi dalla tv sono le partecipazioni a Che tempo che fa. La prima volta è ospite di Fabio Fazio il 3 ottobre 2004 e torna sull'intervista a Benigni: "La rifarei domattina. Noi facciamo i giornalisti, facciamo delle domande ma non possiamo suggerire delle risposte". Risultato, oltre 3 milioni di spettatori con il 12% di share.

Biagi è ancora da Fazio il 7 novembre, per parlare delle elezioni americane, e il 22 maggio 2005, quando ribadisce: "Farei da capo tutto quello che ho fatto. Nel nostro mestiere ci sono degli uomini buoni per tutte le stagioni, quelli che hanno il senso del tempo; io non ce l'ho. Io sono di una generazione che ha pagato dei conti che non erano i suoi".

Nel 2006, Biagi è ospite di Fazio il 23 aprile e poi il 10 dicembre quando, accolto da una standing ovation, annuncia l'imminente ritorno in tv, proprio sulla rete di Paolo Ruffini: "Più che un'ipotesi - dice - è una probabilità". Il tempo di chiudere il collegamento e in trasmissione arriva la telefonata del direttore generale Claudio Cappon: "L'accordo con Biagi - conferma il dg - è stato raggiunto. Domani personalmente firmo il contratto e mercoledì lo presenterò al consiglio. Quindi da domani Biagi è di nuovo in Rai dopo un'assenza di quasi cinque anni".

22 APRILE 2007 - Per Biagi è l'ora del ritorno con RT. Prima però va ancora da Fazio e parla del suo programma: "Guarderò lo share, ma soprattutto mi preoccupo di cercare di dire una verità in più di quelle che si dicono e questo esaurisce la mia parte". Poi apre la puntata, dedicata a 'Resistenza e resistenze' dicendo: "''Buonasera, scusate l'intervallo dovuto a insuperabili ragioni tecniche". Tra gli ospiti di RT, lo scrittore Roberto Saviano, autore di Gomorra, l'oncologo Umberto Veronesi, l'ex pm di Milano Gherardo Colombo e un altro epurato eccellente, Daniele Luttazzi.

  





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Messaggio PRIMA L'EDITTO, POI APPREZZAMENTO DI BERLUSCONI 
 
Martedì, 6 Novembre 2007
 
PRIMA L'EDITTO,
POI APPREZZAMENTO DI BERLUSCONI

 
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Prima fu lanciato l'editto bulgaro, poi Biagi venne allontanato dalla Rai e solo quest'anno sono arrivate parole di apprezzamento: Silvio Berlusconi dopo averlo messo nella lista di quanti facevano un "uso criminoso" della televisione pubblica ha corretto la sua posizione su Enzo Biagi dopo aver visto alla prima puntata di Rotocalco Televisivo.

Image Image "Ho assistito alla prima delle due puntate e l'ho trovata veramente avvincente. Complimenti al dottor Biagi per questa nuova trasmissione!", disse il 24 aprile Silvio Berlusconi. L'ex premier ricordò nella stessa occasione di "non aver mai detto che non dovesse entrare in Rai, ma che non doveva partecipare a trasmissioni faziose". Non non ho mai detto - precisò- che Biagi e gli altri non dovessero continuare in Rai. Ho detto che non avrebbero dovuto utilizzare il servizio pubblico per trasmissioni di parte. Magari calcando la mano dicendo che non bisogna fare un uso criminoso delle tv...". Comunque, proseguì, "se il servizio pubblico, la televisione in generale, vengono usati in questo modo, lunga vita e lunga permanenza al dottor Biagi sulle reti pubbliche".

 "Se vengono invece usate nel vecchio modo come parte della lotta politica", concluse, "allora credo che questo non possa essere accettato, perché il servizio pubblico viene pagato da tutti noi". Nel commentare le parole di Silvio Berlusconi sul ritorno in tv di Enzo Biagi, Loris Mazzetti, collaboratore storico del giornalista e coautore di Rt su Raitre, rispolverò il detto "meglio tardi che mai. Se Berlusconi avesse detto queste parole prima che Biagi tornasse in onda - sottolineò Mazzetti - personalmente lo avrei preferito. Comunque è chiaro che sono valutazioni che fanno piacere. Evidentemente ha parlato il grande uomo di tv quale è Silvio Berlusconi, in grado di apprezzare un prodotto di alto livello". "Nel momento in cui Berlusconi entra nel merito dell'editto bulgaro - disse ancora Mazzetti - conferma che ci sono stati esecutori materiali di quell'ordine che in questo momento sono lasciati totalmente soli. Mi auguro che qualcuno prenda in considerazione le parole di Berlusconi".

Dopo Biagi: speriamo che ce la caviamo

  





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