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POLITICA NAZIONALE e INTERNAZIONALE :: - 0: Il percorso fino alle elezioni di Aprile 2008 (ag.to.)
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- 0: Il percorso fino alle elezioni di Aprile 2008 (ag.to.)
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Messaggio Il Veltrusconi di Newsweek 
 



Lunedì, 31 Marzo : 2008 La Stampa / Newsweek

14 al voto. Tutti i giorni il punto sulla camapgna elettorale

Il Veltrusconi di Newsweek
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Basta una copertina, per riassumere i futuri scenari italiani o no?
Noi, bene o male, lo sappiamo. Anche se Berlusconi otterrà molti più voti di Veltroni sarà costretto a governare con una maggioranza risicatissima. tant'è che, comunque vadano le cose c'è chi prevede il governissimo.

All'estero possono anche essere all'oscuro di quel che accade grazie alla nostra legge elettorale.

Il prestigioso settimanale Newsweek ha presentato la battaglia per il governo italiano con un fotomontaggio e un'unica scritta, in copertina: "Veltrusconi".

Siamo proprio condannati alle larghe intese?



NEWSWEEK ha scritto: 
EUROPE

Taking Out the Trash


If Silvio Berlusconi and Walter Veltroni came together they just might be able to save Italy.

By Barbie Nadeau, Jacopo Barigazzi and Christopher Dickey
Apr 7, 2008 Issue
 

    * From the Editors (3)
    * Berlusconi: The Businessman Prime Minister
    * Veltroni: The 52-Year-Old Italian Upstart
    * Video: Italy: Yes We Can

Eating mozzarella cheese is becoming a test of patriotism in Italy. But not just any mozzarella. No, this has to be cheese made from the milk of water buffaloes raised in the region around Naples. The product is a prestige export and the industry is vital to the local economy, but after years in which mountains of garbage have piled high on Neapolitan streets and people have taken to dumping rotting refuse more or less anywhere they please, poisonous dioxins have started turning up in the buffalo milk. The levels are only fractionally above European norms. But the crisis is so symptomatic of what's gone wrong in Italy that it's become an issue in the current political campaign.

"When was the last time you ate buffalo mozzarella?" NEWSWEEK asked center-left candidate for prime minister Walter Veltroni on a dusty campaign bus rumbling through the Sicilian countryside last week. "A couple of days ago," said the mild-mannered former mayor of Rome. "I'm not afraid. Our world today is a world that embraces fear—and that is what scares me." His tone may be quiet, but after 30 years in politics he knows how to stay on message. His main rival, center-right former prime minister Silvio Berlusconi, has built his political career not least by playing on concerns among small-business owners and conservative Roman Catholics about the power of erstwhile communists like Veltroni in Italian politics. "Fear is something that is easy to sell," says Veltroni. "It is much easier to sell fear than hope. We are investing in hope."

Yet the greatest fear of each candidate may well be that he'll win—only to preside over yet another Italian government crippled by fractious political parties and shaky coalitions in the two houses of Parliament. Such a regime cannot even begin to save Italy from a mountain of economic and political woes. The economy is flat, verging on recession. Technically a member of the G8, a group of the world's most industrialized countries, Italy has had almost no growth for a decade and salaries, as a function of purchasing power, are half that of Britain. Its debt is so massive that every man, woman, child and newborn is being charged €1,200 a year for interest payments alone. And all signs point to the situation getting worse.

For that very reason, only a few months ago Veltroni and Berlusconi were moving toward each other like old heavyweight fighters asked to sit on the board of the same charity. A jab here, a feint there, and they were just about to get down to the first order of business: an electoral law that would take away the power of the splinter groups that have made and broken so many governments. The then Prime Minister Romano Prodi proved unable to prevent the collapse of his lackluster leftist government (which included 11 parties); new elections were called and Italy looked like it would go back to politics as usual. But that isn't what's happened—and in that fact lies some real hope for the future.

Veltroni refused to run in a coalition with the troublesome little parties of the extreme left. Berlusconi teamed up with some of his old allies, but made it absolutely clear it was all about him, not them. For the first time in modern Italian history, the election, to be held on April 13 and 14, presents the semblance of a real two-party contest. If the candidates are serious about solving Italy's problems, they'll leave the door wide open to the possibility of a "grand coalition" once the votes are counted—even if neither is quite ready to say yes to that proposal in public, although Veltroni strongly hints that he would. Berlusconi rejects the idea for the moment, but has joked that their policies on several issues are so close that Veltroni has been stealing from his platform.

The personalities don't mix well, that's for sure. Berlusconi, a former singer on cruise boats who became a billionaire by building an empire of privately owned television stations, is without question Italy's most entertaining politician. During his one full term as prime minister, from 2001 to 2006, Berlusconi's family not only kept control of his own empire, but he gained control of the powerful state broadcasting networks. He also has major interests in leading media outlets. Although the courts have pursued Berlusconi relentlessly on various charges of shady business dealings, he managed to beat the rap in every case. Now 71, he looks much younger, thanks to his undeniable personal energy and a few equally undeniable cosmetic touches, including the color and quantity of his hair

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Messaggio ELEZIONI: CAMPAGNA AGLI SGOCCIOLI, ULTIMI APPELLI 
 



Venerdì, 11 Aprile : 2008

ELEZIONI: CAMPAGNA AGLI SGOCCIOLI,
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ULTIMI APPELLI


"L'Italia bisogna amarla e non usarla, l'Italia bisogna servirla e bisogna servirla con l'onore di farlo". Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale a Piazza del Popolo a Roma. "Io non mi sognerei mai - ha affermato Veltroni - di dire che è una croce o un sacrificio governare il Paese ma per me sarebbe il massimo onore e lo farei con l'energia e la forza necessaria non solo per governare ma per cambiare l'Italia".

BERLUSCONI, PD IL NUOVO? E' IL CONTRARIO DELLA REALTA'
"Veltroni ed il Pd il nuovo? Come per tutte le altre cose che dice questo signore si tratta del contrario della realtà". Lo dice il leader del Pdl Silvio Berlusconi al Tg5. Secondo Berlusconi, con il Pd "é caduta ogni illusione di vedere novità a sinistra. Il Pd non è altro che l'ultimo tentativo di trasformismo e di mimetizzazione di quel vecchio Pci che attacca gli avversari con accuse infondate e non può portare alcuna novità positiva al Paese".

ULTIMO SCONTRO
(di Marcello Campo)

Un grande campione, amato da tantissimi tifosi, è libero di esprimere le sue idee politiche o sarebbe più opportuno che evitasse di schierarsi per non deludere la simpatia di una parte dei suoi fan? Un dilemma che non turberebbe nessuno se non fosse che il campione in questione é il popolarissimo capitano della Roma, Francesco Totti, e che ad attaccarlo per il suo sostegno al candidato sindaco Francesco Rutelli è proprio Silvio Berlusconi, unico leader politico anche presidente di una importante squadra di calcio.

Così, proprio l'incoraggiamento del 'Pupone' al candidato sindaco di Roma fa scoppiare l'ultimo scontro di questa lunga campagna elettorale. Un caso che nella Capitale da ore attira l'attenzione delle radio locali, ascoltatissime casse di risonanza degli umori profondi della città e non solo del tifo organizzato, tutte schierate a difesa del giocatore. E c'é chi già parla di un 'effetto Pupone' nel prevedere una possibile disaffezione del voto 'romanista' nei confronti del Pdl, offeso dalle parole del Cavaliere, in grado magari di rendere più incerto l'esito del voto nel Lazio, già di per sé ritenuta regione in bilico.

La bomba scoppia ieri sera quando Berlusconi incalzato da un giovane, boccia l'appoggio di Totti a Rutelli definendo il capitano uno che "con la testa non ci sta". Già ieri sera le prime repliche ma oggi il caso esplode sulle prime pagine dei giornali, tanto che lo stesso Berlusconi, fuori programma, telefona in mattinata a 'Radio Radio', emittente romana specializzata sul calcio, per rettificare parzialmente il suo pensiero. "Certe volte - spiega - c'é inconsapevolezza da parte di chi si schiera politicamente ma non lo devono fare i campioni dello sport perché devono puntare ad avere la simpatia di tutti. Se io stesso chiedessi ai giocatori del Milan di schierarsi molti lo farebbero volentieri. Anzi, in tanti mi hanno chiesto di farlo ma io l'ho proibito. Questa è la differenza tra me, Veltroni e Rutelli".

Quanto a Totti, aggiunge: "E' un bravissimo ragazzo, è stato strumentalizzato su un fatto su cui doveva stare più attento. Ma gli voglio bene, del resto sua moglie lavora a Mediaset". Passa poco tempo e sempre sulla stessa radio, che per un giorno diventa una tribuna di importanza pari a 'Porta a Porta', la replica di Walter Veltroni: "E' insopportabile mandare continuamente messaggi di odio. Le parole su Totti così come dare del 'grullo' a metà del Paese sono lo specchio di un modo di pensare e in nessun Paese sarebbe concesso ad un uomo politico di insultare un giocatore di calcio perché ha un'opinione diversa dalla sua. Totti è una persona straordinaria. Siamo amici da molti anni".

Solidarietà al 'Capitano' romanista anche dal ministro degli Esteri, anche lui giallorosso, Massimo D'Alema: "Totti è un grande calciatore e un uomo impegnato nella solidarietà, con un grande impegno personale, ed è un cittadino libero di esprimere le sue opinioni politiche in un Paese democratico". Un abbraccio anche da Francesco Rutelli: "E' un campione della vita oltre che dello sport e io lo ringrazio". Persino Giulio Andreotti interviene sulla vicenda rilevando che stavolta "Berlusconi è andato fuori gioco". Contro Berlusconi anche il milanista Fausto Bertinotti che parla di "esempio di brutta e cattiva politica". A difesa del Cavaliere, il leghista Roberto Maroni che denuncia "la politica dei nani e delle ballerine, a cui ora si aggiungono i calciatori e magari le veline". E il leader di An, Gianfranco Fini secondo cui "a essere imbarazzato deve essere Rutelli, notoriamente della Lazio".

Ma la notizia agita anche i blog che, rilanciando l'idea del direttore di Europa, giallorosso doc, Stefano Menichini, propongono di andare tutti in Piazza del Popolo, alla festa di chiusura del Pd, indossando la maglietta n.10, giallo oro e rosso pompeiano.


APPROFONDIMENTI
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Messaggio CAVALIERE ATTACCA DURO, E ALLA FINE 'MATCH' ANCHE CON MENTAN 
 



Sabato, 12 Aprile : 2008  00:02

ELEZIONI: ULTIMA SFIDA TV TRA VELTRONI E Berlusconi
VELTRONI-BERLUSCONI, COLPI DI SCIABOLA A 'MATRIX'


CAVALIERE ATTACCA DURO,
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E ALLA FINE 'MATCH' ANCHE CON MENTANA


(di Milena Di Mauro)

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Sebbene soltanto virtuale, dagli studi di 'Matrix' su Canale 5, nell'ultimo giorno della campagna elettorale, va in onda un duello all'ok corral tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. I due non si sfiorano neppure, come gia' in Rai dieci giorni fa. Siedono uno dopo l'altro sulla stessa poltroncina in pelle bianca per due interviste di 45 minuti ciascuna, ma non si incrociano: Veltroni esce da una parte accompagnato da Mentana, Berlusconi entra dall'altra con in mano un foglietto dove si e' appuntato le ''bugie'' dell'avversario contro il quale si scaglia subito.

   ''Sono sconcertato per le dichiarazioni che ho sentito'', irrompe nello studio il Cavaliere con toni assai meno pacati di quelli usati da Veltroni, che parla per primo senza mai nominarlo, con toni mordibi, sorridendo spesso, accompagnando le parole con ampi gesti delle mani ed invocando ''una nuova primavera di serenita' e cambiamento, dopo un lungo autunno piovoso e livido''.

   Berlusconi ribatte punto per punto alla ''impressionante serie di ribaltamenti della realta''' e alle favole di Veltroni, dopo essersele appuntate su un foglietto, mentre seguiva l'intervista da una stanza attigua. ''Non posso esimermi. Mi sarebbe piaciuto dirgliele in faccia...'', attacca mentre Mentana - che fino all'ultimo non ha smesso di sperare nello scontro diretto - suggerisce che Veltroni potrebbe essere ancora raggiunto in studio per un confronto. ''Non si puo', c'e' la legge, le staccherebbero le antenne...'', reagisce il Cavaliere, 'depositando' il documento della Agcom e ribadendo che il mancato confronto diretto e' frutto della ''insulsa e liberticida'' par condicio.

   Berlusconi contesta concitato i passaggi centrali del discorso di Veltroni e alla fine sbotta: ''Mi dovevo togliere questo peso, non si puo' arrivare qui e fare i finti buoni...''. ''Era qualcosa che avevo qui - dice indicando la gola - e me lo sono dovuto togliere''. L'applauso del pubblico esplode , sebbene prima dell'inizio della trasmissione il conduttore avesse pregato le tifoserie opposte, entrambe assai rumorose, di ''applaudire in maniera giusta e parca, senza fare la claque e senza contestare''.

   Veltroni finisce di parlare e se ne va a casa senza restare ad ascoltare l'avversario. ''Chi parla dopo ha naturalmente un vantaggio e so che qualsiasi cosa io diro' sara' usata contro di me - era stato facile profeta il leader del Pd - Ma e' andata cosi'. C'e' stato un sondaggio e va bene cosi'''. Mentana ribatte: ''Le ricordo che il Pd ha protestato quando si era detto che Berlusconi sarebbe stato il primo a parlare''.

   Per Veltroni ''la partita e' piu' che aperta'' e Berlusconi resta ''il principale esponente dello schieramento avversario'', ma continua a non avere un nome ed un cognome ''per chiudere con i 15 anni in cui si e' parlato solo di stalinismo e dell'uomo che io non nomino''. Il candidato premier del Pd sceglie un abito blu, cravatta blu a puntini rossi, camicia celeste con bottoncini del colletto slacciati: un suo vezzo. Racconta del suo ''amore per la politica'' e punzecchia l'avversario sostenendo che ''chi fa politica non puo' dire che e' stanco, perche' se guidare un paese e' una missione civile bisogna avere entusiasmo'', tanto che lui dopo aver girato 110 province con il pullman andrebbe in altri 8000 comuni.

   Veltroni gioca d'anticipo sulla 'sorpresa' programmatica che Berlusconi svelera' piu' tardi (abolire gradualmente il bollo di auto e moto). ''Alla fine della campagna elettorale - ironizza - escono fuori dal cilindro i conigli. Ma il problema e' che i conigli per camminare devono avere le zampe'', cioe' le necessaria copertura finanziaria. E il programma del Pdl, dice citando uno studio di Intesa Sanpaolo, manca di copertura per oltre 33 miliardi.

   Berlusconi entra in studio come una delle Erinni, abito blu doppio petto e cartellina bordeaux sotto il braccio, stessa camicia azzurra e stessa cravatta a piccoli pois dell'avversario . Dopo aver demolito pezzo per pezzo il discorso di Veltroni riacquista il sorriso riassumendo le tante cose che il Popolo della Liberta' intende fare quando ''certo governera''', ma poi lo perde di nuovo quando Mentana gli parla di Casini e della Santanche'. Berlusconi si tocca il costato, come a dire che sono le sue 'spine nel fianco'. Poi rinnova per l'ennesima volta nella giornata l'appello al 'voto utile', rivelando sondaggi che darebbero in perdita i partiti minori. ''I sondaggi non sono citabili'', lo bacchetta Mentana. Ma il Cavaliere precisa che si riferisce agli ultimi dati pubblici, quelli di due settimane fa.

   E se il match diretto Berlusconi-Veltroni non c'e' stato, si puo' dire che certamente non e' mancato un acceso confronto del Cavaliere con il conduttore di 'Matrix'. Tra i due c'e' un primo momento di scontro sui sondaggi, che si ripete quando alla fine il conduttore spiega davanti ad un tabellone il modo corretto di votare sulla scheda elettorale. Berlusconi, che gia' era uscito dallo studio, di nuovo vi fa irruzione e va alla lavagna per tentare di spiegare: ''Se si fa cosi', e' un voto nullo''. Ma Mentana e' inflessibile. ''Non c'e' piu' tempo'', non lo lascia parlare e fa partire i titoli di coda, tanto che il Cavaliere esce urlando dalla scena. ''Mi ha fatto fare una brutta figura'', dice ai primi che gli si fanno incontro.

   Ma Berlusconi telefonera' a Veltroni, a risultati del voto acquisiti? ''Sono giovane e uso gli sms'', gigioneggia il Cavaliere. E Veltroni? ''Io sono soprattutto una persona educata, per merito della mia famiglia''. E che faranno i due candidati in caso di vittoria? ''Non ho mai festeggiato, comincero' a lavorare subito, non so se saro' in tv'', risponde il Cavaliere. Mentre Veltroni, a Mentana che lo invita in trasmissione lunedi', risponde ''Si puo' fare''.


COLLEGATA:


WALTER VELTRONI A REPUBBLICA TV:
''Si può fare. E sarà uno spettacolo' Image

I due candidati premier ospiti in sequenza a "Matrix" su Canale 5
Il leader Pd "Partita aperta". E poi: "Extragettito per aumentare salari e stipendi"


Veltroni-Berlusconi, l'ultima sfida
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Il Cavaliere: "Via bolli auto e moto"


Il candidato del Pdl: "Tassa ingiusta, useremo i 4 miliardi di tesoretto"
Alla fine non vuola lasciare lo studio, Mentana costretto a oscurarlo

I due candidati a Matrix

ROMA - Lo stesso studio, una sola poltroncina bianca per il faccia a faccia fra il candidato premier ed Enrico Mentana. Si consuma sotto i riflettori di Matrix, su Canale 5, la sfida finale fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Tocca a quest'ultimo, come da sorteggio, la prima parte del programma, in onda per l'occasione in prima serata. Tempi serrati, domande e risposte. Fra il pubblico "due drappelli di tifoserie opposte - dice il giornalista - per applaudire ma non per fare la claque o disapprovare". Veltroni entusiasta e ottimista, Berlusconi "sconcertato" per "le bugie" e "gli insulti". Poi rivela la "sorpresa" annunciata nei giorni scorsi: "Aboliremo i bolli di auto e moto". E' una giornata segnata dalla presenza costante dei candidati premier in tv. In serata, mentre il segretario del Pd - pure presente ai vari Tg per l'appello finale al voto - chiude la sua campagna elettorale in piazza del Popolo a Roma, il leader del Pdl compare in quattro interviste: al Tg1, per dieci minuti al Tg5, a Otto e mezzo su La7 e, dopo le 23, a Tv7 su RaiUno (seguìto da Veltroni), con il direttore del Tg1 Gianni Riotta.

WALTER VELTRONI A REPUBBLICA TV (vedi video sopra)

Veltroni: "La partita è più che aperta". Il candidato premier del Pd apre la sfida. Parla di "partita più che aperta", dei temi più frequentati in campagna elettorale. "Basta col passato e i residui ideologici, in Italia ci si è resi contro che si può cambiare". Rivendica la novità rappresentata dal Pd, la bellezza del "rischio di prendere decisioni e verificare come si va". Basta con i "conflitti istituzionali": attaccare e criticare i presidenti della Repubblica, come Ciampi e Napolitano, "crea una condizione di tensione istituzionale che il paese non si può permettere".

Le sfide. Salari, stipendi, prezzi, pensioni. Queste le "grandi questioni sociali" da affrontare "ma serve un clima sereno, non assatanato". Bisogna "tirare fuori l'Italia dalla gabbia di ferro della politica che non fa crescere. l'Italia s'è fermata dal 2001 al 2006, lo dice il rapporto Ocse". La priorità "è la crescita del pil, far riprendere la domanda interna e fare subito un intervento per aumentare salari e stipendi, che si può fare perché abbiamo 4 miliardi di euro di extragettito che posso essere usati per le detrazioni fiscali". E "sia meno ideologico" il giudizio sul sindacato: "Anche grazie ad esso, ad esempio, si è sconfitto il terrorismo". La concertazione va cambiata, "allargata a piccole e medie imprese e artigiani, non più per risanare il debito ma per lo sviluppo".

Veltroni, l'ultimo round. L'ultimo round per il leader del Pd comincia alla periferia di Roma, nel quartiere Tiburtino III - con lui il supporter d'eccezione Roberto Benigni - e culmina in piazza del Popolo, dove arriva col pullman del viaggio in Italia. In primo piano sul palco solo lui, il tricolore e un interprete che traduce in gesti per i non udenti. Sullo sfondo Francesco Rutelli, Nicola Zingaretti, Marianna Madia. Parterre di scrittori, attori, registi. Sotto la pioggia, in 100 mila ascoltano l'ottimismo e la speranza, "l'autunno dell'Italia può finire domenica", l'appello a non astenersi dal voto. Le differenze rispetto agli avversari, là i fischi e qui "la parte civile del paese". La difesa di Totti - criticato dal Cavaliere per il sostegno a Rutelli - e ancora l'Italia, che "va amata e non usata, servita come un onore e con la voglia di cambiare". E la forza: "Sono stato in 110 province, dovrei essere clinicamente morto. Invece sto benissimo e potrei continuare per altri ottomila comuni".

Il Cavaliere sconcertato. E' "sconcertato" Berlusconi quando entra in studio, troppe "bugie" e "insulti" dall'avversario "che mostra un buonismo di facciata e non ha avuto il rispetto di nominarmi mentre io il signor Veltroni lo chiamo per nome e cognome". Veltroni bugiardo sulla rimonta, "il distacco è invariato", e sul mancato faccia a faccia in tv, "è impedito dalla legge". La sinistra? "Se non ci fosse vivremmo tutti meglio, in un paese più sereno e tranquillo".

La sorpresa: "Via i bolli". A Matrix il leader del Pdl svela la "sorpresa" della quale parlava da giorni: "Aboliremo i bolli di auto, moto e motorini". Da una settimana, dice, "faccio i conti con Tremonti. Tasse assurde, solo per le auto 4 miliardi di euro". "Se quello che dice Veltroni fosse vero, ma non lo è, ci dovrebbero essere 4 miliardi del cosiddetto tesoretto. In quel caso, li useremmo per abolire questa tassa che non ha ragion d'essere. Andremo a vedere".

I progetti. Una squadra di governo "con persone di esperienza consolidata, il nuovismo è pericoloso", il taglio "graduale" degli "enti inutili come le province e le comunità montane". E ancora, detassazione del lavoro straordinario e dei premi di produzione, via l'ici sulla prima casa, "le tasse sulla proprietà non sono giuste". Quanto alle urgenze del paese, "quello degli anziani è un problema più grave di quello dei precari, per questi non ci sono numeri da farne una rtragedia nazionale. L'Italia detiene il record dei contratti a tempo indeterminato, l'87 e qualcosa per cento rispetto a quelli a tempo determinato".

E non vuole lasciare lo studio. Al termine dei 45 minuti previsti, Mentana saluta Berlusconi. La telecamera stacca su un pannello che riproduce i fac simile delle schede. Il Cavaliere vorrebbe far vedere come si vota, per evitare l'annullamento. "No, presidente, per favore, non si può", gli dice Mentana, che quasi lo sospinge per un braccio, prima che si oscurino le telecamere.

Il Cavaliere e il Tg5. Doppia ospitalità per Berlusconi a Canale 5. Prima di Matrix, il Cavaliere sta dieci minuti in studio al Tg5 delle 20. Parla delle "difficoltà" che il suo governo dovrà affrontare, di Prodi che "in due anni ha solo aumentato la pressione fiscale mentre noi la diminuiremo", del Pd che "è l'ultimo tentativo di trasformismo" del Pci. Promette: "Lavoreremo duro ma serve una vasta maggioranza per prendere decisioni impopolari e trasformare progetti in cose concrete". Da registrare anche il servizio del Tg1 delle 20: la giornalista Susanna Petruni, per fare il punto sulla giornata del leader del Pdl e lanciare una sua intervista registrata, sceglie come cornice un gruppo di giovani supporter di Berlusconi, fra applausi e tifo da stadio.

 





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Domenica, 13 Aprile : 2008

ELECTION DAY / 47 MILIONI ALLE URNE

Applausi al seggio per Napolitano
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Veltroni si dimentica la matita


Il capo dello Stato accolto con molto calore nel seggio di via Panisperna a Roma. Il leader del Pd e Fini nello stesso seggio. Berlusconi alla mamma del bimbo: "Sono stato tutta la notte con il mio nipotino in braccio".

 
Sono regolarmente iniziate, stamattina alle 8, le operazioni di voto in tutte le 61.212 sezioni elettorali dislocate sul territorio nazionale. E' quanto si legge sul sito del ministero dell'Interno.
Si vota oggi fino alle 22 e domani dalle 7 alle 15.

La percentuale dei votanti sarà rilevata alle 12, alle 19 e alle 22 di oggi; e alle 15 di domani.

 
APPLAUSI A NAPOLITANO

 Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha votato questa mattina nel seggio di via Panisperna a Roma. Il capo dello Stato è arrivato alle 10,40 accompagnato dalla moglie, la signora Clio, e scortato da alcuni uomini della sicurezza. I presenti lo hanno salutato con affetto e con molti applausi.

Napolitano si è limitato a dire: "Non facciamo perdere la concentrazione a chi vota". Dopo aver votato, Napolitano ha salutato i cittadini presenti, a molti dei quali ha stretto affettuosamente la mano prima di lasciare il seggio.
 

VELTRONI IN CODA CON LA FAMIGLIA

Alle 11 in punto Walter Veltroni - in giacca blu, camicia celeste e senza cravatta, si è recato a votare nel seggio romano di via Novara 22 presso la scuola elementare XX Settembre. Il candidato premier del Pd è arrivato a piedi da casa in compagnia della moglie Flavia e delle figlie Martina e Vittoria.

Veltroni si è messo in fila e ha poi votato nella sezione 2.178 in mezzo a una ressa di giornalisti e fotografi dopo una ventina di minuti di attesa. Tanti gli in bocca al lupo rivoltigli dai presenti. Forse distratto da tanta attenzione, Veltroni dopo essere entrato in cabina si è accorto di aver dimenticato la matita copiativa ed è quindi uscito per prenderla dal tavolo degli scrutatori.

Il segretario del Pd è arrivato a piedi insieme alla moglie e alle due figlie. A una cronista francese che gli chiedeva lo stato d'animo, Veltroni ha risposto: "Tutto bene". Molti gli 'in bocca al lupo' da parte delle numerose persone in fila per votare. Lo stesso Veltroni ha impiegato circa mezz'ora prima di poter raggiungere la cabina elettorale.

Il segretario del Pd ha votato nella cabina numero quattro del seggio, inserendo nelle urne cinque schede, da quella del Municipio fino a quella per il Senato. Viste le norme che vietano di portare i telefoni nel seggio, il segretario del Pd ha lasciato il cellulare alla figlia più piccola.

Veltroni, prima di votare, ha accompagnato fuori dal seggio un'anziana signora che cercava il marito e si è concesso anche una battuta: "Dice che la devi portà in discoteca...". Poi, rivolgendosi a un conoscente, ha aggiunto più seriamente: "Siamo arrivati alla fine".
 

BERLUSCONI ACCOLTO DAI SOSTENITORI

Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha votato alle 12.10 nel seggio 502 della scuola media 'Dante Alighierì di via Scrosati a Milano, a un centinaio di metri da dove abitava mamma Rosa e dove lui ha ancora la residenza.
Prima di Berlusconi, alle 11.30, nello stesso seggio e nella stessa scuola ha votato anche la sorella Maria Antonietta che ha atteso l'arrivo del fratello.

All'ingresso della scuola numerosi sostenitori del Cavaliere hanno atteso pazientemente il suo arrivo ai quali non ha risparmiato strette di mano e qualche foto.

Uscendo dal seggio Berlusconi ha restituito al piccolo tifoso milanista che lo salutava una margherita raccolta dallo stesso bimbo e donata al candidato premier e, rivolto alla madre, ha detto: "Sono stato tutta la notte con il mio nipotino in braccio".

"Sono stato tutta la notte con il mio nipotino in braccio", ha quindi spiegato Berlusconi alla mamma del piccolo Dario prima di lasciare il seggio. Recandosi verso l'auto parcheggiata all'interno della scuola, Berlusconi è poi tornato sui suoi passi per andare a stringere ancora le mani di alcuni elettori al cancello dell'istituto scolastico, non rispondendo tuttavia alle domande dei giornalisti neppure per quanto riguarda la sconfitta del Milan di ieri contro la Juve.
 

SANTANCHE'

la candidata premier della destra Daniela Santanchè ha votato a Milano, nel verso le 11.30. Era accompagnata dalla scorta e vestita con una giacca bianca. Entrando nella cabina elettorale, ha scherzato con i fotografi: ''Che schieramento! Spero mi porterete bene. Comunque sorridero' domani, oggi e' solo la vigilia...''.

Nessun commento politico dalla pasionaria della Destra, che ha scherzato col figlio che l'accompagnava e ha ricevuto i complimenti da un rappresentante dell'Italia dei Valori ''per la campagna decisa''. Poi ha salutato un rappresentante del PdL e gli ha detto: ''Lei e' per Berlusconi, ma controlli bene anche i nostri voti''.


BOSELLI VOTA CON GLORIA GUIDA

 Enrico Boselli ha votato Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, in un seggio allestito nelle scuole medie Moruzzi, in viale della Liberta'. E proprio in quel momento, nel seggio attiguo si è recata alle urne l'attrice Gloria Guida. Domani Boselli attendera' l'esito del voto nella sede dei socialisti a Roma, a piazza San Lorenzo in Lucina.

 
DI PIETRO ATTACCA BERLUSCONI

Antonio Di Pietro, ha votato questa mattina al seggio della scuola De Amicis di Curno (Bergamo), dove risiede. Pur senza nominare il leader del Pdl, Di Pietro prima di votare parlato di elezione-referendum. Al seggio il ministro delle infrastrutture è andato insieme alla moglie Susanna Mazzoleni e alla figlia Anna. Dopo il voto, si e' fermato alcuni istanti a parlare con i rappresentanti di lista.

 
D'ALEMA, PRONOSTICO CALCISTICO

Massimo D'Alema ha votato questa mattina alle 11,30 presso la scuola media statale Col di Lana, nel quartiere Prati di Roma, nella sezione 2203. Dopo aver votato ha chiesto informazioni ai rappresentati di lista sull'affluenza alle urne fino a quel momento.

E all'uscita ha dichiarato: "Un pronostico? Due a uno per la Roma a Udine, con gol di Totti. L'unico pronostico che posso fare è calcistico, qui non posso fare propaganda e quindi parlare di politica".

 
RUTELLI IN CODA

"Noi facciamo la fila, come tutti": Francesco Rutelli, candidato sindaco di Roma della coalizione di centrosinistra, ha aspettato il suo turno per votare nella sezione 1567 dell'Istituto statale Vincenzo Arangio Ruiz all'Eur, nel XII Municipio. Rutelli, pantalone grigio e maglione verde chiaro, è giunto a piedi intorno alle 11,40 insieme alla moglie, la giornalista Barbara Palombelli, e alle due figlie, la maggiore delle quali, Serena, ha votato.

Attimi di confusione prima del voto dovuti alla presenza di una quindicina tra fotografi e video-operatori: lo stesso Rutelli si è adoperato per riportare una situazione di tranquillità. All'uscita dal seggio il candidato sindaco si è rivolto alle persone in fila per votare affermando: "Mi dispiace per il supplemento di fatica che vi abbiamo dato".

FINOCCHIARO E LOMBARDO ALLE URNE CON FAMIGLIA


Appuntamento con le urne insieme alla famiglia per i due maggiori candidati alla carica di presidente della Regione Sicilia, che hanno votato entrambi a Catania, loro citta' di residenza.
Anna Finocchiaro, accompagnata dal marito e dalle due figlie, una maggiorenne che ha espresso la sua preferenza, ha votato questa mattina nella scuola Bellini di via Messina. Poi trasferimento in un bar del lungomare con tutta la famiglia.

Raffaele Lombardo, candidato del centrodestra, ha votato nel circolo didattico Biscari, in via Pantano. Con lui c'era la moglie. Anche per la famiglia Lombardo dopo il voto un salto in un bar nel centro della citta'.


DOVE VOTANO I 'BIG'


Sono Roma e Milano le città del voto per i big della politica. Nella Capitale, infatti, depositeranno la scheda nell'urna le massime cariche istituzionali: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Franco Marini e il presidente della Camera Fausto Bertinotti.

Insieme a loro, anche molti dei big della scena politica: il candidato premier del Pd Walter Veltroni, il leader di An Gianfranco Fini, quello dell'Udc Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, candidato a sindaco del Pd, e Massimo D'Alema.

A Milano voterà il leader del Pdl Silvio Berlusconi, come farà anche Daniela Santanchè, candidata premier de La Destra. A Bologna, invece, voterà il presidente del Consiglio Romano Prodi, oltre al candidato premier dei socialisti Enrico Boselli e al ministro della Difesa Arturo Parisi.

Nel capoluogo lombardo voterà anche il leader leghista Umberto Bossi, che poi, come sempre, attenderà l'esito del voto nella storica sede del Carroccio di Via Bellerio.


L'ITALIA ALLE URNE


Oltre 47 milioni di italiani oggi e domani saranno chiamati a eleggere il nuovo Parlamento e a scegliere sindaci e Consigli di 429 Comuni, fra cui la Capitale, oltre alle amministrazioni regionali di Sicilia e Friuli Venezia Giulia.

Secondo i dati ufficiali del Viminale, gli elettori sono per la Camera dei deputati 47.295.978 (di cui 22.688.262 maschi e 24.607.716 femmine), per il Senato della Repubblica 43.257.208 (di cui 20.620.021 maschi e 22.637.187 femmine), che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. Le sezioni elettorali sono 61.225.

La legge elettorale in vigore prevede per l'elezione della Camera e del Senato un sistema proporzionale con premio di maggioranza e soglie di sbarramento. Per l'elezione della Camera possono votare i maggiorenni aventi diritto al voto, mentre per l'elezione del Senato possono votare coloro che hanno compiuto il venticinquesimo anno di età. Sia per l'elezione della Camera (scheda rosa) sia per l'elezione del Senato (scheda gialla), l'elettore esprime il voto tracciando con la matita copiativa un solo segno (esempio, una croce o una barra) nel riquadro che contiene il contrassegno della lista prescelta.

E' vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione. E' importante ricordare che, anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto solo sul contrassegno della lista che si vuole votare e non sull'intera coalizione. Per questo, il Viminale ha predisposto l'affissione di manifesti in ogni seggio, sui quali si legge lo slogan "un solo segno su un solo simbolo".

Per quanto riguarda le amministrative, invece, si vota per i sindaci e i Consigli di 426 Comuni, di cui 9 capoluoghi, fra cui Roma.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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