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Lunedì, 28 Dicembre 2009
CONTRADDIZIONI
Nella vita esistono le «stranezze» faticose da capire e, spesse volte, difficili da digerire.
A2A, forte multiutility, per il secondo anno regala a circa 9.000 dipendenti un corposo pacco natalizio: pandoro, spumante, biscotti e tartufi. Dopo poche ore, io mi trovo ad affrontare un freddo dialogo con il mio responsabile: mi comunica che dopo 5 anni, il 30 dicembre, cesserò il rapporto con l’azienda e giustifica la decisione unicamente legata ad un problema di budget!
Fa sorridere e stringere i pugni nervosamente.
Cinque anni di effettivo lavoro, di numerosi straordinari con contratti a bassissimo salario: stage, co.co.pro., interinale, una laurea nel cassetto e nessun «rispetto» e nessun ringraziamento.
A 30 anni mi trovo, come molti altri giovani, a fare il conto con questa strana realtà dove le «grandi aziende» preferiscono richiamare i pensionati (pagandoli) o assumere, con stipendi «interessanti», consulenti esterni piuttosto che dipendenti già ambientati, istruiti e con «progetti lavorativi» aperti sulla scrivania, imbastiti e pronti ad essere sviluppati o conclusi nell’anno nuovo.
Cosa mi porterà il 2010 non si può certo dire.
Per ora mi sento solo di ringraziare tutti quei colleghi che, in questi cinque anni, mi hanno aiutato, insegnato o solo regalato un sorriso, una pacca sulla spalla, un’amicizia sincera.
Posso solo augurare che il 2010 sia carico per noi, giovani precari, di soddisfazioni e di un lavoro sicuro.
Francesca Pilia
San Zeno Naviglio
A2A: fra tartufi e benservito ai precari
Nella vita esistono le «stranezze» faticose da capire e, spesse volte, difficili da digerire.
A2A, forte multiutility, per il secondo anno regala a circa 9.000 dipendenti un corposo pacco natalizio: pandoro, spumante, biscotti e tartufi. Dopo poche ore, io mi trovo ad affrontare un freddo dialogo con il mio responsabile: mi comunica che dopo 5 anni, il 30 dicembre, cesserò il rapporto con l’azienda e giustifica la decisione unicamente legata ad un problema di budget!
Fa sorridere e stringere i pugni nervosamente.
Cinque anni di effettivo lavoro, di numerosi straordinari con contratti a bassissimo salario: stage, co.co.pro., interinale, una laurea nel cassetto e nessun «rispetto» e nessun ringraziamento.
A 30 anni mi trovo, come molti altri giovani, a fare il conto con questa strana realtà dove le «grandi aziende» preferiscono richiamare i pensionati (pagandoli) o assumere, con stipendi «interessanti», consulenti esterni piuttosto che dipendenti già ambientati, istruiti e con «progetti lavorativi» aperti sulla scrivania, imbastiti e pronti ad essere sviluppati o conclusi nell’anno nuovo.
Cosa mi porterà il 2010 non si può certo dire.
Per ora mi sento solo di ringraziare tutti quei colleghi che, in questi cinque anni, mi hanno aiutato, insegnato o solo regalato un sorriso, una pacca sulla spalla, un’amicizia sincera.
Posso solo augurare che il 2010 sia carico per noi, giovani precari, di soddisfazioni e di un lavoro sicuro.
Francesca Pilia
San Zeno Naviglio














































