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Sabato 25 Maggio : 2009
Qualche tempo fa la stampa riferì che don Enzo Greco, da Nardò, era a processo per aver violentato un pastorello a Echie (BR)
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=4463
Un parroco a giudizio per pedofilia
L'oggetto delle attenzioni è un giovane pastore di Erchie
L'oggetto delle attenzioni è un giovane pastore di Erchie
Avrebbe avvicinato più volte il minore per cercare di convincerlo ad avere rapporti sessuali con lui; in una circostanza lo avrebbe addirittura costretto ad assistere ad un rapporto con una persona di colore. Davanti ai giudici un sacerdote di Nardò
Avrebbe molestato in più occasioni un giovane pastore che pascolava il suo gregge nelle campagne di Erchie, in provincia di Brindisi, fino a quando questi, divenuto maggiorenne, non ha preso coraggio ed ha denunciato tutto ai carabinieri. Per questa ragione don Enzo Greco, sacerdote di 61 anni di Nardò, parroco a Santa Caterina e titolare di una cattedra in una scuola media, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale e atti osceni. Il prossimo 22 aprile si aprirà il processo a suo carico presso il tribunale di Brindisi.
Ieri la notizia della condanna
http://www.lagazzettadelmezzogiorno...3&IDCategoria=1
Erchie, prete condannato per pedofilia a oltre tre anni
La vittima ha trovato il coraggio di denunciare il prete solo da maggiorenne
di VINCENZO SPARVIERO
ERCHIE - Quelle morbose attenzioni riservate al pastorello sono costate decisamente care ad un sacerdote di Nardò che «bazzicava» spesso in provincia di Brindisi, dove peraltro è molto conosciuto anche al di fuori dell’ambiente ecclesiastico. Il religioso è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per avere in qualche modo abusato di un minorenne di Erchie. Inoltre, i giudici hanno deciso per l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e per il divieto di avere contatti con i ragazzi, anche solo per le lezioni di catechismo.
Dal canto suo - E. S. F. G., di 62 anni - ha sempre rigettato le accuse. Non sono stati dello stesso avviso i giudici che hanno emesso la sentenza dopo un processo lungo e delicato che si è svolto a porte chiuse. Il sacerdote rispondeva di violenza sessuale su minore e atti osceni. Si era imbattuto in un pastorello che con il suo gregge si aggirava spesso nelle campagne intorno alla stazione ferroviaria di Erchie e - secondo le accuse - non gli avrebbe dato tregua fin dal primo incontro, datato addirittura 2001.
Un autentico tormento che dopo quasi tre anni aveva indotto il ragazzo a sporgere denuncia contro quell’uomo piuttosto maturo che lo tormentava, senza sapere che fosse addirittura un sacerdote.
La vicenda - come si diceva - ha inizio una mattina di luglio del 2001, quando la presunta vittima ha poco più di quindici anni. Il sacerdote si sarebbe presentato al cospetto del ragazzo chiedendogli - tra le altre cose - se fosse mai stato con una ragazza o se avesse avuto rapporti sessuali con uomini. E tra una domanda e l’altra gli avrebbe praticamente messo in mano alcune riviste pornografiche che teneva in auto cercando - secondo le accuse - di trascinarlo nella vettura. Il minorenne, però, si sarebbe sottratto alla presa e l’uomo avrebbe battuto in ritirata.
Sembrava finita lì. Invece era solo l’inizio di una persecuzione continua. Spesso, a quanto pare, l’uomo si sarebbe presentato dinanzi al giovane, e sempre con le medesime intenzioni. Una volta, addirittura, accompagnato da un giovane nero, con il quale si sarebbe intrattenuto in presenza del pastorello, che in quella circostanza sarebbe stato invitato a seguire i due nell’auto.
Quella costante «presenza» avrebbe indotto il pastore a chiedere il sostegno del padre e in un’occasione il genitore avrebbe inseguito invano il sacerdote, fino a perderne le tracce. Le «visite», a quel punto, si sarebbero diradate, fino alla morte del padre del ragazzo. Alla ripresa delle molestie - mai denunciate alle forze dell’ordine - un altro amico del pastore si sarebbe offerto di tendere una trappola per incastrare il sacerdote. Ma anche in questa circostanza, l’uomo sarebbe riuscito a sottrarsi riuscendo a fare perdere le sue tracce.
Con la maggiore età, e siamo alle ultime vicende, il pastore ha imboccato la strada della caserma dei carabinieri. A raccogliere la denuncia il maresciallo Roberto Borrello che, sulla base del numero di targa delle due «Seat» usate dallo sconosciuto, è risalito all’intestatario della vettura. Poi, c’è stato anche il riconoscimento fotografico. Infine, è spuntata la «professione» dell’uomo: sacerdote, all’epoca titolare di una parrocchia a Nardò e di una cattedra in una scuola media (nel frattempo è andato in pensione, ndr).
Sulla base di altre testimonianze e delle indagini condotte dalla stazione di Erchie, ma anche dal Nucleo operativo e radiomobile di Francavilla, il cerchio si è chiuso. E in tribunale i giudici hanno pronunciato la loro prima sentenza. Di condanna.















































