In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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Abusi sui figli della compagna
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 Abusi sui figli della compagna
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Mercoledì, 17 Dicembre : 2008 L'Espresso
Incastrato dai video, arrestato artigiano trevigiano è accusato di aver violentato due fratelli di 9 e 12 anni
Abusi sui figli della compagna
TREVISO. Quando i tre poliziotti hanno fatto irruzione nella sua camera da letto dicendogli che era in arresto per pedofilia, quasi in flagranza di reato, lui li ha seguiti senza fare domande e senza batter ciglio. Lui è un artigiano di 50 anni, benestante, residente a Treviso, incensurato: è accusato di aver violentato i figli della convivente di 9 e 12 anni con i quali coabitava. Per mesi i poliziotti ne hanno seguito e filmato ogni mossa registrando gli orrori consumati sui due bimbi.
I poliziotti della Squadra Mobile sono entrati in azione sabato mattina, quando attendere non si poteva più.
Quando le videocamere nascoste nell’abitazione in cui l’uomo viveva con la sua compagna e con i due figli di lei, hanno rimandato drammatiche immagini di violenza consumata su uno dei bimbi. A quel punto tre agenti, appostati nei pressi della casa, hanno fatto irruzione nella stanza da letto arrestando l’artigiano con un’accusa pesantissima: pedofilia, aggravata dalla convivenza. L’uomo, ritengono investigatori e Procura, avrebbe abusato di entrambi i fratellini, costringendoli a subire rapporti sessuali. Un’accusa solitamente difficile da dimostrare: stavolta, ad incastrare l’uomo, ci sarebbero però le immagini riprese dalle videocamere. Ad avere i primi sospetti sugli abusi è stato il padre, separato, dei bambini (era invece completamente all’oscuro la madre). I comportamenti dei fratellini, quando li incontrava, erano strani, riproducevano atteggiamenti ed espressioni a sfondo sessuale, difficili da immaginare in ragazzini di quell’età. E poi i disegni: immagini pornografiche, raccapriccianti per la violenza che sottendevano. Campanelli d’allarme forti, che il padre non ha lasciato suonare invano. L’uomo ha scelto però di muoversi con prudenza, decidendo di rivolgersi prima a uno psicologo, affidandosi a chi poteva interpretare con più competenza quei segnali d’allarme. Del caso è stato investito l’Usl 9, Dipartimento dell’Età Evolutiva che, d’intesa con il genitore, ha girato la denuncia alla polizia. A metà settembre è scattata l’indagine coordinata dalla Procura: gli investigatori hanno nascosto le videocamere nella casa spiando i movimenti dell’uomo, soprattutto quando la convivente non c’era. Fino a sabato mattina, quando l’artigiano ha avvicinato uno dei fratellini per un rapporto sessuale e gli agenti, a quel punto, hanno infine deciso di intervenire. Quando i poliziotti sono entrati in casa, l’uomo era nella sua stanza da letto, in quel momento solo. Le sue prime dichiarazioni sono state però per negare tutto.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Mer 17 Dic, 2008 14:14 |
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