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Video News :: Addio alla poetessa Alda Merini
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Addio alla poetessa Alda Merini
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Lunedì, 2 Novembre 2009:

Addio alla poetessa Alda Merini


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E' morta alle 17,30, presso l'ospedale San Paolo di Milano, Alda Merini, la poetessa "diversa" com'ella stessa si era definita nella sua prima opera in prosa del 1986. La musa della poesia italiana contemporanea era passata attraverso una lunga serie di vicende dolorose, come la relazione sfortunata con lo scrittore Giorgio Manganelli e la prolungata degenza in manicomio, che hanno lasciato il loro stigma sull'ampia produzione letterararia sì da farne una delle compositrici più in vista del panorama culturale nazionale. Non a caso l'Academie Française l'aveva proposta, nel 1996, per il premio Nobel per la Letteratura, senza contare l'ammirazione di cui la circondarono i vati della letteratura del '900 da Quasimodo a Pasolini, da Montale a Raboni. Recentemente la poetessa-scrittrice era stata ritratta anche sul grande schermo attraverso il documentario, diretto da Cosimo Damiano Damato, "Alda Merini, una donna sul palcoscenico". Nell'esprimere il proprio cordoglio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito la Merini "ispirata e limpida voce politica".




Considerata una delle più grandi scrittrici del Novecento era stata ricoverata nel reparto di oncologia dell'ospedale San Paolo di Milano

«Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura». Sono queste le parole che Alda Merini, la grande poetessa scomparsa oggi a Milano, aveva scelto per la hompage del suo sito ufficiale, accanto ad una immagine molto intensa, in bianco e nero, con l’immancabile sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo.

Del resto, in questo mettere insieme regole borghesi e trasgressione era l’anima della sua opera dolorosa, segnata dall’esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta. «Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio», scriveva in una componimento intitolato Poesia e la sua instabilità si traduceva in versi ad altissima intensità emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi.

Alda Merini ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: "La presenza di Orfeo", pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato "La Terra Santa" che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia.

Altre sue raccolte di versi sono "Testamento", "Vuoto d’amore", "Ballate non pagate", "Fiore di poesia 1951-1997", "Superba è la notte", "L’anima innamorata", "Corpo d’amore", "Un incontro con Gesu", "Magnificat. Un incontro con Maria", "La carne degli Angeli", "Più bella della poesia è stata la mia vita", "Clinica dell’abbandono" e "Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati".

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in "L’altra verita". "Diario di una diversa", "Delirio amoroso", "Il tormento delle figure", "Le parole di Alda Merini", "La pazza della porta accanto" (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), "La vita facile", "Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi" e "Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta" e con gli aforismi "Aforismi e magie". Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.

LA STAMPA.IT


Di questa nazione una delle tante cose che mi fanno incazzare è la seguente: si ricordano di persone illustri come Alda Merini solo dopo che sono morte!!! Ora le daranno i funerali di Stato, ma quando era in vita viveva in uno stato di indigenza estrema!!! BAH!!! QUANTA SCHIZOFRENIA!!!  

 



 
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Lunedì, 2 Novembre 2009:

Alda Merini, l'amore, la poesia, la musica, la politica


Breve omaggio dedicato ad una delle più grandi poetesse contemporanee, scomparsa il 1 novembre 2009.



 



 
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Messaggio Canzone per Alda Merini - Roberto Vecchioni 
 
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Lunedì, 2 Novembre 2009:

Canzone per Alda Merini - Roberto Vecchioni


Cosa mi è costato vivere...



 



 
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Messaggio ALDA MERINI RECITA LA SUA POESIA PIU' FAMOSA: TERRA SANTA 
 
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Lunedì, 2 Novembre 2009:

ALDA MERINI RECITA LA SUA POESIA PIU' FAMOSA: TERRA SANTA




Alda Merini si è spenta ieri all'ospedale San Paolo di Milano, uccisa da un tumore, fumando le sue sigarette fino all'ultimo, a letto, incurante dei divieti.
Aveva 78 anni.


Terra santa

Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti.
Lì dentro eravamo ebrei
e i Farisei erano in alto
e c'era anche il Messia
confuso dentro la folla:
un pazzo che urlava al Cielo
tutto il suo amore in Dio.
Noi tutti, branco di asceti
eravamo come gli uccelli
e ogni tanto una rete
oscura ci imprigionava
ma andavamo verso la messe,
la messe di nostro Signore
e Cristo il Salvatore.
Fummo lavati e sepolti,
odoravamo di incenso.
E dopo, quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno.
Ma un giorno da dentro l'avello
anch'io mi sono ridestata
e anch'io come Gesù
ho avuto la mia resurrezione,
ma non sono salita ai cieli
sono discesa all'inferno
da dove riguardo stupita
le mura di Gerico antica.
Le dune del canto si sono chiuse,
o dannata magia dell'universo,
che tutto può sopra una molle sfera.
Non venire tu quindi al mio passato,
non aprirai dei delta vorticosi,
delle piaghe latenti, degli accessi
alle scale che mobili si dànno
sopra la balaustra del declino;
resta, potresti anche essere Orfeo
che mi viene a ritogliere dal nulla,
resta o mio ardito e sommo cavaliere,
io patisco la luce, nelle ombre
sono regina ma fuori nel mondo
potrei essere morta e tu lo sai
lo smarrimento che mi prende pieno
quando io vedo un albero sicuro.


[Da La Terra Santa, 1984]

 



 
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Messaggio Re: Addio alla poetessa Alda Merini 
 
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  Martedì, 3 Novembre 2009: Accadde Oggi   GdB

Stan ha scritto: 
.... e tutto quanto abbiamo qui ricordato è il nostro saluto alla Alda con l'augurio di non aver ora dovuto constatare d'aver subito un altro sopruso che la priva, ancora una volta, della pace! Quella "pace" negatele sulla terra ma che dovrebbe esserci, per tutti gli esseri giusti e generosi, nell'aldilà .... nel mondo dei giusti!
Ciao Alda e riposa in pace, ora che puoi!


Il Comune ricorda Alda Merini
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«scrittrice visionaria e inquieta»

«Spesso ripeto sottovoce - scriveva Alda Merini in una delle sue liriche - che si deve vivere di ricordi solo / quando mi sono rimasti pochi giorni». Di giorni non ne sono rimasti più, la poetessa Alda Merini è scomparsa a Milano all’età di 78 anni. L’assessore alla Cultura del Comune, Andrea Arcai e l’intera Amministrazione ricordano i passaggi bresciani di questa scrittrice visionaria e inquieta.
Amata da Manganelli e Quasimodo, Alda Merini ha raccontato nelle sue poesie gli esclusi e la sua passione per la vita. «Ci sono pittori - annotava in una delle sue innumerevoli poesie - che scrivono con le rime / e disegnano foreste entro cui / vanno a vivere con i loro amori. / Si contentano di un solo pensiero, / lo vestono di rubini e / credono che sia un re. / I poeti non credono alle date, / credono che la loro storia cominci / dalla presenza».

Attraverso le sue poesie - a partire dalla raccolta Terra Santa, punto più alto nella parabola creatrice della Merini - l’Amministrazione comunale ricorda commossa questo «miracolo poetico della follia» e fa proprio il suo amore invincibile per la vita.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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