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Sabato 11 Luglio : 2009 Anita Loriana Ronchi, sal. mon GdB
Affitti e prima casa:
scattano i sostegni
scattano i sostegni
A disposizione 100 milioni, di cui 10-12 nel Bresciano L’assessore Scotti presenta requisiti, novità e scadenze
Veduta panoramica di Brescia: le domande di sostegno all’affitto sono passate da 20mila a 70mila in dieci anni
Ad illustrare i contenuti e le modalità di partecipazione ai bandi è intervenuto, nella sede del «Pirellino» a Brescia, l’assessore regionale alla Casa e Opere pubbliche, Mario Scotti, affiancato dai funzionari dell’assessorato Stefano Antonini e Maria Pia Redaelli
Si tratta - è stato spiegato - di un fondo sostegno affitti, per il quale la Regione ha devoluto la cifra di 51 milioni di euro e di un contributo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, cui sono destinate risorse pari a 47 milioni.
Tra 250 e 1.800 euro per l’affitto
Nel primo caso, si è stimato che saranno circa 70mila le famiglie che, anche quest’anno, potranno beneficiare di un aiuto che copre (a seconda del reddito Isee-Fsa, che non può comunque essere superiore a 12.911 euro) dal 23 al 50% del canone mensile di locazione. In base alle classi di appartenenza, i fondi annuali sono compresi fra un minimo di 250 e un massimo di 1.800 euro e possono essere richiesti da titolari di contratti mensili di affitto per immobili situati in Lombardia e che siano in possesso dei seguenti requisiti: essere cittadini italiani, dell’Ue o, se di uno Stato extraeuropeo, dotati di carta di soggiorno o permesso con validità almeno biennale e che esercitino una regolare attività; devono inoltre risiedere da almeno 10 anni in Italia e 5 in Regione Lombardia. Le domande vanno presentate, entro il 15 settembre 2009, al Comune in cui è ubicata l’unità immobiliare o nei centri Caaf convenzionati.
Seimila euro per l’acquisto
Per quanto riguarda la seconda misura, sono state introdotte rispetto alle precedenti edizioni alcune importanti novità, consistenti nell’assegnazione di un contributo di 6mila euro a fondo perduto per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. I destinatari sono tutte le tipologie di famiglie previste dalla Legge regionale 23/1999, ovvero le giovani coppie (sposate dopo il 1° gennaio 2007 o che si sposeranno entro il 28 febbraio 2010, e che non abbiano compiuto i 40 anni di età) le gestanti sole, i genitori soli con uno o più figli minori a carico e i nuclei familiari con almeno tre figli ed un reddito non superiore a 35mila euro (il precedente limite era di 30mila). Il valore dell’alloggio acquistato dovrà essere incluso tra 25mila e 280mila euro (contro i precedenti 200mila) e il mutuo non dovrà avere durata inferiore ai 5 anni. Il bando resta aperto fino al 31 luglio 2009, con domande da presentare al Caaf. Si calcola possano essere in totale 7.835 i beneficiari, con una suddivisione degli importi di 35 milioni di euro per le giovani coppie e 12 milioni per le altre categorie.
Le domande per la prima casa finanziate a Brescia nel triennio 2006-2008 sono state 1.158 per un importo di 5 milioni e 965mila euro, di cui 175 nel 2008 con un finanziamento di un milione e 50mila euro. Quanto al fondo sostegno affitto, la nostra città ha ricevuto finanziamenti lo scorso anno per 12.741 richieste - in percentuale il 18,19% di tutte le province lombarde -, secondo un meccanismo cui ha partecipato la Regione con una quota di 8 milioni e 933mila euro ed il Comune con 1 milione e 574mila euro.
Scotti: più attenzione alle nuove famiglie
n«Presentiamo due provvedimenti molto importanti - ha dichiarato nella sede regionale locale l’assessore Mario Scotti -, che realizziamo in collaborazione con i Comuni e in convenzione con le associazioni del territorio. Una sinergia fondamentale soprattutto per quanto concerne il fondo sociale affitti: misura ogni anno più richiesta poiché ci sono tante difficoltà e tante famiglie che non riescono a pagare l’affitto di mercato».
Le due misure attivate fanno parte di un più ampio piano di housing sociale per il quale la Regione Lombardia ha stanziato 327 milioni di euro solo per il 2009. Tra le iniziative messe in campo, rientrano due bandi aperti per costruire case in affitto a canone sociale o a canone moderato.
«Aiutare le famiglie con sussidi di questo tipo - aggiunge l’assessore - diventa di anno in anno più significativo. In questo periodo di crisi economica aiutiamo sia le famiglie più deboli a pagare l’affitto, sia quelle famiglie che hanno comprato casa a pagare le rate del mutuo. In Lombardia vogliamo invertire la rotta e lo facciamo adattando il bando alle nuove esigenze. Ad esempio, per quanto riguarda il contributo per l’acquisto della prima casa, abbiamo modificato i requisiti in modo da offrire a più famiglie di nuova formazione, o già formate, la possibilità di accedere ad un finanziamento strategico per chi sceglie di fare un passo così importante».
I contributi finora erogati dalla Regione sono stati interamente utilizzati - riferisce Scotti - poiché la richiesta è superiore agli stessi fondi. Tra i risvolti di tale politica delle case, vi è anche l’obiettivo di «rimettere in moto l’economia» in un delicato contesto di cui è parte coinvolta il mercato immobiliare.
Il Sunia: ora bisogna sveltire le pratiche
«In questo periodo di crisi economica, ogni contributo è ben accetto, anche se le risorse continuano ad essere troppo poche rispetto al fabbisogno».
Adriano Papa, responsabile Sunia Brescia, il Sindacato unitario degli inquilini ed assegnatari, era presente al palazzo della Regione durante l’esposizione del Piano casa da parte dell’assessore Mario Scotti ed è intervenuto per sottolineare due aspetti, a suo giudizio, migliorabili, delle agevolazioni finanziarie stanziate annualmente.
«Anzitutto - ha precisato Papa - registriamo un ritardo eccessivo nella liquidazione delle pratiche di sostegno all’affitto, che bisognerebbe sveltire. Già nei primi mesi del 2009 abbiamo riscontrato diversi casi di morosità, a cui si aggiungono le molte difficoltà di tanti lavoratori». Dopo la domanda di contributo, infatti, passa circa un anno prima di vedersi recapitare a casa il bonifico con la somma spettante, un anno durante il quale dell’affitto si devono occupare gli inquilini.
«A questo va aggiunta - continua Papa - l’esiguità delle risorse stanziate, attribuibile per la verità allo Stato. Per soddisfare le 70mila domande registrate in Lombardia, servirebbero 200 milioni di euro, rispetto ai 60 milioni di finanziamento, che coprono molto poco del fabbisogno reale. C’è da aggiungere, inoltre, che data la situazione economica le domande per il 2009 aumenteranno sicuramente».
Sulla seconda misura prevista dal pacchetto di agevolazioni, piace al sindacato degli inquilini l’aumento da 5 a 6mila euro di contributo a fondo perduto per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, «misure - ha concluso Papa - che vanno sempre bene e che, abbiamo condiviso con l’assessore Scotti, bisognerebbe solo incrementare».
sal. mon














































