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Venerdì, 5 Dicembre : 2008
Alessio II,
guida degli ortodossi russi dal '90
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> RUSSIA: MORTO PATRIARCA ORTODOSSO ALESSIO II
MOSCA - La sua ascesa alla massima carica della Chiesa ortodossa russa e' avvenuta in pratica in contemporanea con il crollo dell'Urss, nel 1990: Alessio II, nome completo Aleksei Ridigher, era originario della capitale estone Tallin dove era nato nel 1929 e nella quale il padre, sacerdote, era emigrato da San Pietroburgo.
Nel 1949 era tornato nell'allora Leningrado per entrare in seminario, dove aveva proseguito studi a livello universitario in teologia. Ordinato sacerdote nel 1950, era tornato in Estonia e nel 1961 si era fatto monaco, uno scalino obbligatorio per percorrere la carriera ecclesiastica nell'ortodossia russa. In quello stesso anno era diventato Vescovo di Tallin e dell'Estonia.
Nel 1964, l'ingresso nel Santo Sinodo, e nel 1968 era diventato metropolita, una carica analoga al cardinalato cattolico. Dal 1986 al 1990 era stato vescovo di Leningrado (l'attuale San Pietroburgo) e Novgorod, e il 7 giugno 1990 venne acclamato patriarca di Mosca e di tutta la Russia. La cerimonia di insediamento si tenne il 10 giugno, facendo di Alessio II il quindicesimo patriarca della chiesa ortodossa russa.
La carica di Patriarca della Russia risale al 1589. Accanto alla vita religiosa, Alessio II ha sempre mantenuto una forte presenza politica: fu anche nel 1989 deputato del Soviet supremo. Nel 1993, nel pieno della crisi che opponeva il soviet al primo presidente della Russia post-sovietica Boris Ieltsin - risolta da quest'ultimo a cannonate - cercò una difficile mediazione fra le parti, finendo poi per schierarsi col Cremlino.
Con Vladimir Putin, ha visto risorgere ancora di più il prestigio della sua chiesa, ora frequentata dalla leadership del paese quasi al completo. In questo momento le chiese di tutta la Russia suonano le campane a morto. L'ultima apparizione in pubblico del Patriarca risale solo a ieri, quando ha celebrato messa al Cremlino.
Nel 1949 era tornato nell'allora Leningrado per entrare in seminario, dove aveva proseguito studi a livello universitario in teologia. Ordinato sacerdote nel 1950, era tornato in Estonia e nel 1961 si era fatto monaco, uno scalino obbligatorio per percorrere la carriera ecclesiastica nell'ortodossia russa. In quello stesso anno era diventato Vescovo di Tallin e dell'Estonia.
Nel 1964, l'ingresso nel Santo Sinodo, e nel 1968 era diventato metropolita, una carica analoga al cardinalato cattolico. Dal 1986 al 1990 era stato vescovo di Leningrado (l'attuale San Pietroburgo) e Novgorod, e il 7 giugno 1990 venne acclamato patriarca di Mosca e di tutta la Russia. La cerimonia di insediamento si tenne il 10 giugno, facendo di Alessio II il quindicesimo patriarca della chiesa ortodossa russa.
La carica di Patriarca della Russia risale al 1589. Accanto alla vita religiosa, Alessio II ha sempre mantenuto una forte presenza politica: fu anche nel 1989 deputato del Soviet supremo. Nel 1993, nel pieno della crisi che opponeva il soviet al primo presidente della Russia post-sovietica Boris Ieltsin - risolta da quest'ultimo a cannonate - cercò una difficile mediazione fra le parti, finendo poi per schierarsi col Cremlino.
Con Vladimir Putin, ha visto risorgere ancora di più il prestigio della sua chiesa, ora frequentata dalla leadership del paese quasi al completo. In questo momento le chiese di tutta la Russia suonano le campane a morto. L'ultima apparizione in pubblico del Patriarca risale solo a ieri, quando ha celebrato messa al Cremlino.













































