Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Domenica, 18 Gennaio : 2009
Adriano Moratto - Pier Luigi Fanetti ha scritto:Anniversario e appello:
Link
19 gennaio 1969 – 19 gennaio 2009
Quarant’anni fa, dopo tre giorni d’agonia, nel periodo dell'occupazione sovietica morì a Praga Jan Palach.
Un gruppetto di studenti dell’istituto magistrale Veronica Gambara, scossi dalla sua morte, organizzò a Brescia una manifestazione di solidarietà per il suo sacrificio.
All’epoca, molti tentarono di strumentalizzare la sua morte. Per noi, nel clima di quel periodo di cambiamento, che è ricordato come “il sessantotto”, il suicidio rituale di Palach era la conferma della necessità di lottare contro tutti gli “imperialismi”. Jan aveva scelto di bruciarsi in piazza, così come facevano i bonzi in Vietnam dove era in corso una guerra scatenata dagli Stati Uniti.
Con il gesto più estremo per muovere le coscienze veniva denunciata la stessa logica violenta: dai bonzi i bombardamenti dei B-52 americani; da Palach l’invasione dei carri armati filo-sovietici.
La nostra fu una manifestazione contro il potere prevaricatore ed il militarismo con cui esso cerca di imporsi alla volontà popolare.
Ci sembrava che per Palach e per i suoi compagni (a cui chiese di non imitarlo) fosse stato già abbastanza chiaro come comunismo di stato e capitalismo fossero facce di una stessa medaglia di sopraffazione e violenza. Anni più tardi, anche una grande personalità come Papa Wojtyla (nella sua azione pastorale) condannò sia l’errore comunista che il materialismo capitalista, entrambi fonte di miserie, persecuzioni e guerre.
Fu una grande manifestazione spontanea fuori dagli schieramenti. Troppo forte era stata l’emozione per il suo sacrificio. Un nostro coetaneo ci spronava a lottare per degli ideali, a volare alto, a vivere assumendoci le nostre responsabilità, nella convinzione che nessuna persona è un’isola, che ogni nostra scelta deve tener conto del prossimo, dell’altro.
Facciamo un appello a coloro che all’epoca parteciparono alla manifestazione o comunque a chi è interessato, di contattarci tramite il Centro per la Nonviolenza (e-mail: ; fax e telefono: 030 318558) per preparare insieme un incontro su quella tragica vicenda. Vorremmo ricordare ai giovani di oggi il sacrificio di Jan Palach e spiegare l’attualità delle ragioni della sua scelta estrema.
Adriano Moratto
Pier Luigi Fanetti














































