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Antonello Venditti offende la Calabria
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fromor
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 Antonello Venditti offende la Calabria
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Giovedì, 8 Ottobre 2009: Accadde Oggi
Inaudito! adesso si offende la Calabria a sipario aperto in una pubblica piazza siciliana!
Il cantante in un imput assurdo pregno di ignoranza e cafonaggine si permette di offendere la Calabria.
Il sig Venditti, poverino, ignora che la Calabria era già patria di cultura quando la sua terra era ancora allo stato brado popolata da pastori; ignora che Arte, Scienze, Matematica, Letteratura, scuole di Medicina, illustri Poeti, scrittori, musicisti, sportivi sono figli di questa grande Terra.
Poverino ... non è colpa sua ... semplicemente lo ignorava quando ha detto che i calabresi possono attraversare lo stretto ed attingere un poco di cultura in Sicilia (niente contro la indiscutibile e grande cultura sicula cui la Calabria non è cadetta).
Lo ignorava quando venne in Calabria, sulle piazze di questa inutile terra che lui si chiede perchè Iddio l'abbia creata, ad essere osannato dalla gente di Calabria E SOPRATTUTTO A PRENDERE LE INGENTI SOMME che le organizzazioni che lo hanno invitato gli erogano a piene mani.
Mi auguro che una parte di quelle somme adesso le spenda per farsi impartire qualche lezione serale di storia e di ... educazione.
Una risposta si potrebbe dare alla sua domanda (perchè Iddio ha creato la Calabria?) , ma è chiaro, caro signor Venditti, lo ha fatto perchè gli sciocchi ed i maleducati come lei possano offenderla e per questo sentirsi finalmente vivi e realizzati.
fromor
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#1 Gio 08 Ott, 2009 08:48 |
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fromor
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 Re: Antonello Venditti offende la Calabria
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Giovedì, 8 Ottobre 2009: Accadde Oggi
Grazie Stan per l'apporto che hai fatto immettendo il filmato delle porno-espressioni del signor Venditti (ma il bon ton quando dice che si può finire di mentire chiamando signore chi ha dimostrato di essere altrimenti?).
Voglio immettere un articolo scritto da una grossa firma del giornalismo italiano Tonio Licordari su la Gazzetta del Sud e che riporta la levata di scudi dei calabresi contro il Vneditti e l'idignazione generale che è riuscita finanche a mettere daccordo sinistra,destra e centro (politicamente parlando).
Molte volte tentare di mettere quello che aNapoli si dice "'na pezza a colore" (tentare di riparare un danno) è peggio del danno ed quanto ha detto in quella famosa serata sicula sta aggiungendo anche una insopportabile bugia che vorrebbe essere riparatrice, ma ci offende maggiormente.
Lui dice "le mie parole sono state equivocate perchè io amo la Calabria ed i calabresi".
NO la presa per i fondelli la fai ad altri, a noi no! non puoi farlo giudicandoci anche cretini e creduloni, NON puoi dire questo perchè noi sappiamo la lingua italiana per cui le tue parole sono state inequivocabili.
A meno che tu non sappia bene la lingua italiana per cui parli e SOLO dopo aver ascoltato cosa hai detto ... capisci il significato del tuo discorso!
ecco l'articolo di Licordari:
Gaz 8.10.09
Una grande levata di scudi, di politici intellettuali e cittadini, contro le dichiarazioni ad un concerto del 2008
Caro Venditti, della Calabria tu non conosci molte cose
Il cantautore: le mie parole son state stravolte, io amo questa terra e i suoi abitanti
Tonio Licordari
Reggio Calabria
Tempesta su Antonello Venditi. Per il cantautore romano, intellettuale di sinistra, è davvero... bassa marea. Le sue dichiarazioni sulla Calabria e sui calabresi, fatte il 6 agosto 2008 durante un concerto a Marsala, rimaste fissate su YouTube non lasciano scampo. Antonello credeva evidentemente che le sue parole da Marsala difficilmente avrebbero attraversato lo Stretto per rimbalzare in Calabria. Non aveva fatto i conti con il mondo di Internet. Oppure forse era convinto che questi calabresi «sono niente di niente», sono «senza cultura» a tal punto che ancora devono scoprire l'esistenza di Internet. E così, inebriato dall'effetto della notte magica di Marsala le spara grosse: «Ma perché Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria». E ancora: «Ho conosciuto un ragazzo calabrese che prendeva il traghetto per la sua Sicilia, dove trovava una ragione, la cultura. In Calabria non c'è veramente niente di niente».
Il primo a rispondergli, martedì sera, è stato il presidente del consiglio regionale della Calabria. «Poveretto – ha detto Giuseppe Bova – da quando canta meno, gli capita di sbagliare tono e voce. Evitiamogli di peggiorare, lasciamolo a riposo. È già grave che un cantante stecchi una nota. Diventa imperdonabile se stona tutta una canzone».
Parole al vetriolo pronunciate con classe. Venditti ha avuto la capacità di compattare tutta la Calabria, politica e culturale, da destra a sinistra, passando per il centro. Un merito, quindi, gli va attribuito, anche se ieri ha cercato di correggere il tiro arrampicandosi sugli specchi. Ma comunque insiste, non sente il bisogno di scusarsi: «Non mi devo giustificare di nulla – dichiara all'Ansa –, se ho parlato della Calabria è perché amo i calabresi». Una battuta che richiama quella d' un noto cronista a proposito d'un uxoricidio: «L'amava troppo, forse questo l'ha uccisa!».
Naturalmente le colpe dei padri ricadono sempre sui figli. In questo caso «la sua frase ha mutato di significato attraverso il gioco di omissioni e tagli giornalistici alle dichiarazioni rese; i relativi commenti mi hanno descritto come un male al pari della 'ndrangheta». Come vedete: tu sei buono e ti tirano le pietre. Vero Antonello? Tutta la colpa è dei soliti giornalisti.
«Ho dedicato – ha detto – ai calabresi "Stella", una canzone-preghiera alla Calabria, una terra che amo moltissimo ma che è, sotto molti profili, disagiata per moltissimi problemi che ne pregiudicano il futuro sereno che invece meritano tutti i calabresi, soprattutto i giovani». E ricorda pure il concerto nell'area portuale di Corigliano Calabro nell'estate scorsa: «100 mila persone ad applaudirmi». Di più: due anni fa si esibì sul Lungomare di Reggio, una serata memorabile, altri 100 mila ad ascoltare le sue canzoni e il suo verbo. Dopo finimmo insieme al ristorante a parlare anche della Calabria. Usò ben altri toni. C'era un suo amico, il dott. Luca Palamara, attuale presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Speriamo che Palamara, calabrese di Santa Cristina d'Aspromonte, voglia tirargli le orecchie, per richiamarlo ad un maggiore rispetto nei confronti di una regione che gli ha permesso di esibirsi in più occasioni con soldi anche istituzionali. Povero Antonello: è costretto a conquistarsi «qualche paga per il lesso» come diceva Carducci anche «in questo modo di ladri»...
Tanti anni fa , nel lontano 1973, Ezio Radaelli lo portò per la prima volta in Calabria, al Festival internazionale del folk di San Nicola da Crissa organizzato da Saverio Mancini. Era un giovane di belle speranze, si chiamava, come il suo progetto musicale, Theorius Campus. Cantò un brano una canzone contro il Papa. Il giorno dopo la mia critica fu feroce. Si lamentò all'Hotel 501 ma accusò il colpo. A tutto c'è un limite, Antonello. Anche a voler bistrattare i calabresi non si può andare oltre la decenza.
Una valanga di reazioni, la Calabria indignata s'è desta! Già ieri erano otto i gruppi costituiti su Facebook contro Venditti per le sue sue dichiarazioni anti Calabria. Fioccano le petizioni on line, ieri sera ad un certo punto avevano superato quota cinquemila ma la cifra è destinata a crescere. Radio libera Bisignano invita a boicottare le sue canzoni. Furibondo il regista Mimmo Calopresti: «Ha parlato della Calabria da ignorante perché non sa cos'è questa regione e non ne conosce la storia. La Calabria è meravigliosa ed è bella per quello che è». Più distaccato (apparentemente) il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio dei diritti dei minori: «Non capisco tanta agitazione. Prendersela più del dovuto significa riconoscergli un'autorevolezza ed una competenza sociologica che non ha». Per Florindo Rubbettino, presidente regionali dei giovani industriali, le parole del cantautore «sono depracabili: offendono la dignità di quanti in questa terra operano onestamente e si battono per un futuro diverso».
Il governatore della Calabria Agazio Loiero apre la serie delle reazioni istituzionali. Definisce «sgarbate» le parole del cantautore «nei confronti di una regione aperta e che ha sempre accolto tutti, vera cultura della convivenza». Loiero osserva: «Resta il fatto che a parlare male della Calabria è diventato uno spot nazionale». Il sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti sostiene che i calabresi «sono indignati e offesi contro un Venditti che esprime giudizi gratuiti, anche perché è spesso venuto in Calabria, riscuotendo consenso, successo, applausi e fiumi di denaro».
D'accordo sia pure con diverse sfumature a criticare Venditti Giacomo Mancini (Pdl), l'industriale Pippo Callipo, l'on. Franco Laratta (Pdl), l'on. Jole Santelli (Pdl), l'on. Lella Golfo (Pdl), l'on. Santo Versace (Pdl). E ancora Marisa Fagà (Udc), il sindaco di Crotone Peppino Vallone, Antonio Larosa (Rifondazione comunista). Tutti d'accordo da destra a sinistra? No, c'è una voce fuori dal coro: Giuseppe Minnella (Destra sociale-Fiamma tricolore) che invita a riflettere sulle parole di Venditti...
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#2 Gio 08 Ott, 2009 13:58 |
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