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Aria di Napoli: ù tr'rròt' ró pìsciaiuólo
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Stanislao
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 Aria di Napoli: ù tr'rròt' ró pìsciaiuólo
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Inutile. Mi dico sempre che devo smetterla di fare un lavoro di "segreteria" riportando msg che mi giungono via email anziché direttamente nel forum, a beneficio, goduria e "cultura" di tutti. Tutte le volte mi dico: questa è l'ultima ma poi ............ soprattutto a "chicche" del genere. Come resistere ? come essere così egoisti da "godersela da solo ?. Io non ci sono riuscito e quindi, ancora una volta, rieccomi a smistarvi quanto l'amico Alf mi ha inviato a seguito mio msg in risposta a suo msg di ieri che era in risposta a mio msg ........ stop ............ andate a cercarvene le tracce, ben visibili (basta digitare Alfonso Martone e ........ arriverete a tutti i msg scambiati, almeno a quelli pubblicati) nel forum.
Per ora "godetevi" con me questo nuovo regalo .
ALF ha scritto: Alf con l'email di oggi ha scritto: Non so se nel frattempo avevi visto questa foto, che scattai quattro
anni fa a Castellammare, una sera, tornando col treno della Vesuviana.
http://www.alfonsomartone.itb.it/cdhbuh.html
Il trérròte in questione esiste ancora (sempre come rappresentato
nella foto), ma si vede in giro solo ogni tanto.
alf
South Italy, February 2002: the "FishSeller's Three-Wheels Concept Car"!
Eccolo, è proprio lui: è ù tr'rròt' ró pìsciaiuólo (il triciclo del pescivendolo), come lo chiamano dalle mie parti. Ardìto e temerario, l'autore dello scatto di qui sotto ha immortalato quella che già volge verso la leggenda, ma è ancora storicamente visibile e verificabile a tutt'oggi!
Si tratta di un triciclo Ape leggermente danneggiato ma ancora funzionante ed attualmente ancora in uso per gli scopi per cui era nato e fu acquistato dalla Piaggio. Come è possibile vedere nella foto sotto, la portiera destra non esiste più da tempo. Anche il sellino è scomparso, e il suo posto è stato preso da una sedia metallica bianca con qualche graffietto ma ancora decisamente funzionale (quantunque la spalliera nera originale Piaggio, pur coperta da uno strato di polvere sulla parte più alta, non sia ancora andata a male).
La sedia poggia su una lastra metallica bianca (intonata alla sedia) a coprire presumibilmente un buco nel pavimento e, a giudicare dalle vistose "mangiate" di ruggine nelle lamiere poco più avanti nella zona dei piedi, è difficile pensare diversamente. In primo piano è visibile anche una piastra per arrostire pure coperta da polvere secolare, e destinata pertanto ad altro utilizzo che ora ci sfugge (essendo ad immediata disposizione di chi guida e di chi è fuori, è difficile pensarla come sola zavorra).
Parzialmente coperti dalla sedia, sono visibili una cassetta per la frutta (in plastica grigia), una casseruola ed altri oggetti di difficile identificazione. C'è da notare infine la quantità di fili elettrici che discendono dal pannello di guida e la notevole batteria, accomodata mollemente a terra sotto la sedia in posizione assai avanzata (che funga anche da poggiapiede durante la guida? oppure, a fronte di una potente frenata, è scivolata in avanti trattenuta solo dalla gamba della sedia e dai morsetti scoperti?).
Insomma, sono arcicontento di poter presentare un prodigio della tecnologia tuttora in uso per quanto in apparenza malandato. In barba agli sprechi, e pur nella sua finitura spartana, quel mezzo rappresenta anche un buon condensato di napoletanità ed un'elogio del senso del proprio lavoro.

Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#1 Ven 28 Lug, 2006 13:54 |
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white_sharck71
Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 1790
Età: 41 Residenza: CASTELLAMMARE DI STABIA
Utente #: 36
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 Re: Aria Di Napoli: ù Tr'rròt' Ró Pìsciaiuólo
Inutile. Mi dico sempre che devo smetterla di fare un lavoro di "segreteria" riportando msg che mi giungono via email anziché direttamente nel forum, a beneficio, goduria e "cultura" di tutti. Tutte le volte mi dico: questa è l'ultima ma poi ............ soprattutto a "chicche" del genere. Come resistere ? come essere così egoisti da "godersela da solo ?. Io non ci sono riuscito e quindi, ancora una volta, rieccomi a smistarvi quanto l'amico Alf mi ha inviato a seguito mio msg in risposta a suo msg di ieri che era in risposta a mio msg ........ stop ............ andate a cercarvene le tracce, ben visibili (basta digitare Alfonso Martone e ........ arriverete a tutti i msg scambiati, almeno a quelli pubblicati) nel forum.
Per ora "godetevi" con me questo nuovo regalo .
ALF ha scritto: Alf con l'email di oggi ha scritto: Non so se nel frattempo avevi visto questa foto, che scattai quattro
anni fa a Castellammare, una sera, tornando col treno della Vesuviana.
http://www.alfonsomartone.itb.it/cdhbuh.html
Il trérròte in questione esiste ancora (sempre come rappresentato
nella foto), ma si vede in giro solo ogni tanto.
alf
South Italy, February 2002: the "FishSeller's Three-Wheels Concept Car"!
Eccolo, è proprio lui: è ù tr'rròt' ró pìsciaiuólo (il triciclo del pescivendolo), come lo chiamano dalle mie parti. Ardìto e temerario, l'autore dello scatto di qui sotto ha immortalato quella che già volge verso la leggenda, ma è ancora storicamente visibile e verificabile a tutt'oggi!
Si tratta di un triciclo Ape leggermente danneggiato ma ancora funzionante ed attualmente ancora in uso per gli scopi per cui era nato e fu acquistato dalla Piaggio. Come è possibile vedere nella foto sotto, la portiera destra non esiste più da tempo. Anche il sellino è scomparso, e il suo posto è stato preso da una sedia metallica bianca con qualche graffietto ma ancora decisamente funzionale (quantunque la spalliera nera originale Piaggio, pur coperta da uno strato di polvere sulla parte più alta, non sia ancora andata a male).
La sedia poggia su una lastra metallica bianca (intonata alla sedia) a coprire presumibilmente un buco nel pavimento e, a giudicare dalle vistose "mangiate" di ruggine nelle lamiere poco più avanti nella zona dei piedi, è difficile pensare diversamente. In primo piano è visibile anche una piastra per arrostire pure coperta da polvere secolare, e destinata pertanto ad altro utilizzo che ora ci sfugge (essendo ad immediata disposizione di chi guida e di chi è fuori, è difficile pensarla come sola zavorra).
Parzialmente coperti dalla sedia, sono visibili una cassetta per la frutta (in plastica grigia), una casseruola ed altri oggetti di difficile identificazione. C'è da notare infine la quantità di fili elettrici che discendono dal pannello di guida e la notevole batteria, accomodata mollemente a terra sotto la sedia in posizione assai avanzata (che funga anche da poggiapiede durante la guida? oppure, a fronte di una potente frenata, è scivolata in avanti trattenuta solo dalla gamba della sedia e dai morsetti scoperti?).
Insomma, sono arcicontento di poter presentare un prodigio della tecnologia tuttora in uso per quanto in apparenza malandato. In barba agli sprechi, e pur nella sua finitura spartana, quel mezzo rappresenta anche un buon condensato di napoletanità ed un'elogio del senso del proprio lavoro.
BUAHAHAHAHAHAH  Come al solito a noi stabiesi non manca l'inventiva
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#2 Ven 28 Lug, 2006 17:00 |
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