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Venerdì 26 Giugno : 2009 GdB
Aria inquinata, Brescia come le metropoli
ma la salute è sotto controllo
ma la salute è sotto controllo
Presentati i risultati del Piano di monitoraggio della qualità dell'aria
È questo, in sostanza, l'esito del Piano di monitoraggio della qualità dell'aria voluto dal Comune e condotto dall'Istituto superiore di sanità (Iss) per conoscere le reali ripercussioni provocate sull'aria dal terreno inquinato da Pcb e presentato venerdì al quartier generale dell'assessorato Ambiente ed Ecologia.
L'indagine è stata condotta tra la stagione estiva del 2007 e in quella a cavallo tra l'inverno e la primavera del 2008. Tre mesi in tutto di indagine condotta su sette postazioni individuate all'interno del perimetro del terreno fortemente inquinato, quello del sito Brescia Caffaro e fuori da esso. Per ridurre al minimo le variabili di tipo ambientale si è deciso di effettuare le misurazioni in maniera simultanea in tutte e sette le postazioni.
Per quanto riguarda gli inquinanti sotto esame, ovvero diossine e Pcb, si deve premettere che non esistono limiti di legge o di riferimento che permettano una verifica immediata. Ecco perché le conclusioni dell'indagine vengono tratte attraverso il confronto con altri studi condotti a livello nazionale e internazionale. Ecco perché l'estratto della ricerca ribadisce come in presenza di "forzanti ambientali (ossia fonti di inquinamento) sull'area bresciana, dovute all'alta antropizzazione passata ed attuale (ex Caffaro, inceneritore, fonderie, traffico veicolare) la situazione nel suo complesso può ritenersi in linea con altre aree" con simili connotati.
Va aggiunto poi che le tipologie di Pcb e diossine a tossicità più marcata, ossia più inquinanti, rappresentano, nel valore medio, una percentuale molto bassa nei confronti del totale rilevato, come evidenziato in altri studi relativi alla contaminazione di varie matrici nell'area di Brescia.














































