Sono bastati due giorni di calma di vento per portare a picchi di tre volte oltre il livello
Aria, polveri alle stelle
Il blocco non è bastato
La situazione peggiore è a Rezzato che raggiunge quota 157
La malattia è diventata cronica, e non è neanche una novità. L’aria di
Brescia è malata, e ormai per respirare bene bisogna confidare nelle intemperie. Sono bastati due giorni di calma di vento per portare le polveri fini a picchi di tre volte oltre il livello di attenzione fissato a 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc).
Gli ultimi dati delle centraline Arpa, relativi alle 24 ore del 31 gennaio, dicono che in Broletto, nel centro della città, il Pm10 è salito a quota 150, e che il Villaggio Sereno lo segue a ruota con 107 ug/mc. Peggio di tutti, come capita spesso, è Rezzato, con 157, mentre Sarezzo si ferma a 115. Solo Odolo, fuori dell’area critica bresciana, fa registrare un innocuo 15 di concentrazione.
Il dato preoccupante sta proprio nei tempi di risalita del Pm10. Il giorno prima, martedì 30, in Broletto era a quota 94 a Rezzato a 112 e a Sarezzo a 88. Solo al Sereno, dove era già a 104 ug/mc, è salito di poco. È segno che non solo l’aria è satura, ma pure sulle strade ormai si è depositato uno strato di polveri che fa presto a rimescolarsi nell’aria con il traffico veicolare.
Ed è per questo motivo - sottolineava pure l’assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi -, che le giornate di blocco totale delle auto per lo meno contribuiscono a tenere fermo al suolo il Pm10. Ma il prossimo stop ci sarà il 25 febbraio, e fino a quella data bisogna rassegnarsi.
Certo è che abbiamo già «bruciato» la tregua portata dal maltempo della settimana scorsa. Le polveri hanno cominciato a scendere lunedì 22 gennaio, pur restando oltre i limiti un po’ dappertutto. Dal 23 al 26, per quattro giorni consecutivi (una vera rarità, di questi tempi) sono rimaste sotto il limite di 50 ug/mc in tutte le centraline. Ma già dal 27 al 29 ci sono stati i primi superi in Broletto, al Villaggio Sereno e a Rezzato. E da martedì 30 è partita la corsa al rialzo.
Il mese, dunque, si chiude com’era cominciato, e il bilancio finale non è per niente confortante. Di 31 giorni se ne solo salvati meno di sette, e in un colpo solo abbiamo consumato gran parte delle 35 giornate di «bonus» concessi dall’Unione europea.
C’è da dire che diverse iniziative sono in corso per ridurre l’inquinamento da polveri fini. Agli incentivi contenuti nella Finanziaria per le auto a gas e a bassa emissione di anidride carbonica, si sono aggiunti ieri i contributi della Regione Lombardia. E sono cumulabili con quelli governativi (vedi articolo in questa pagina). Il Pirellone offre duemila euro a chi acquista un’auto nuova Euro 4 a gpl, metano, elettrica, ibrida o bifuel di cilindrata inferiore a 2000 cc, e nello stesso tempo rottama una Euro 0, Euro 1, Euro 2 o Euro 3.
Il bando regionale si attua in collaborazione con Aci e promette i duemila euro per ogni domanda presentata, con la precisazione che un cittadino potrebbe sostituire anche più di un’autovettura. In più, i contributi si sommano a quelli statali consentendo un doppio vantaggio. A disposizione ci sono 5 milioni di euro per 180 giorni, con procedure completamente informatizzate agli sportelli Aci. Possono essere un altro contributo a tenere l’aria un po’ più pulita.