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Martedì, 29 Dicembre 2009 Luigi Mondo & Stefania Del Principe, La Stampa
BENESSERE - WELLNESS
Una pianta "adattogena" contro stress, ansia, infiammazioni…
Forse chiamarla ginseng indiano è più semplice che non utilizzare il suo vero nome "Ashwagandha" o quello scientifico "Withania somnifera", anche perché il termine ginseng ci fa comprendere immediatamente che tipo di pianta può essere e su cosa può agire.
Infatti, questa pianta, è nota per essere un rimedio adattogeno in grado di rafforzare le difese dell'organismo conto gli attacchi esterni e le influenze negative dello stress. Ma anche contro ansia, infiammazioni… e problemi sessuali.
Assai conosciuta nella medicina Ayurvedica, l'ashwagandha è stata utilizzata sin dall'antichità come rimedio contro i disturbi sessuali (in quanto ritenuta un buon afrodisiaco); contro i disturbi del sonno e l'insonnia; nel trattamento delle malattie dell'apparato respiratorio come bronchite e asma; come tonico per il fegato e contro l'ulcera; come astringente e antinfiammatorio.
In Italia in genere si trova sottoforma di estratto secco delle radici, in quanto i semi sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti non vendibili in erboristeria a seguito di un Disegno di legge del 1996.
Alcuni studi scientifici condotti per valutare l'azione antinfiammatoria in pazienti affetti da osteoartrite hanno mostrato una riduzione del dolore e della disabilità.
Grazie anche alle proprietà antiossidanti, si ritiene che il ginseng indiano possa aiutare in caso di tumore.
Anche se al momento non sono disponibili dati sull'eventuale tossicità, è comunque da tenere in conto che, come per qualsiasi rimedio, ci possono essere interazioni o effetti indesiderati su soggetti predisposti e in caso di assunzione di elevati dosaggi. Questi effetti possono comprendere disturbi gastrointestinali, vomito e diarrea. Inoltre a causa dell'effetto sedativo della pianta, viene suggerito di non assumerla in associazione con farmaci ansiolitici o in concomitanza di interventi chirurgici che prevedano un'anestesia generale.
Prima di assumere un qualunque rimedio, anche se "naturale", è sempre bene rivolgersi al proprio medico curante.
Ashwagandha, il ginseng indiano
che fa sorridere alla vita
che fa sorridere alla vita
Una pianta "adattogena" contro stress, ansia, infiammazioni…
Forse chiamarla ginseng indiano è più semplice che non utilizzare il suo vero nome "Ashwagandha" o quello scientifico "Withania somnifera", anche perché il termine ginseng ci fa comprendere immediatamente che tipo di pianta può essere e su cosa può agire.
Infatti, questa pianta, è nota per essere un rimedio adattogeno in grado di rafforzare le difese dell'organismo conto gli attacchi esterni e le influenze negative dello stress. Ma anche contro ansia, infiammazioni… e problemi sessuali.
Assai conosciuta nella medicina Ayurvedica, l'ashwagandha è stata utilizzata sin dall'antichità come rimedio contro i disturbi sessuali (in quanto ritenuta un buon afrodisiaco); contro i disturbi del sonno e l'insonnia; nel trattamento delle malattie dell'apparato respiratorio come bronchite e asma; come tonico per il fegato e contro l'ulcera; come astringente e antinfiammatorio.
In Italia in genere si trova sottoforma di estratto secco delle radici, in quanto i semi sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti non vendibili in erboristeria a seguito di un Disegno di legge del 1996.
Alcuni studi scientifici condotti per valutare l'azione antinfiammatoria in pazienti affetti da osteoartrite hanno mostrato una riduzione del dolore e della disabilità.
Grazie anche alle proprietà antiossidanti, si ritiene che il ginseng indiano possa aiutare in caso di tumore.
Anche se al momento non sono disponibili dati sull'eventuale tossicità, è comunque da tenere in conto che, come per qualsiasi rimedio, ci possono essere interazioni o effetti indesiderati su soggetti predisposti e in caso di assunzione di elevati dosaggi. Questi effetti possono comprendere disturbi gastrointestinali, vomito e diarrea. Inoltre a causa dell'effetto sedativo della pianta, viene suggerito di non assumerla in associazione con farmaci ansiolitici o in concomitanza di interventi chirurgici che prevedano un'anestesia generale.
Prima di assumere un qualunque rimedio, anche se "naturale", è sempre bene rivolgersi al proprio medico curante.














































