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Venerdì, 25 Dicembre 2009 La Stampa
Benessere: GRAVIDANZA - PARTO - PEDIATRIA
L'assunzione del farmaco oltremodo riduce i problemi comportamentali nei bambini
Spesso nelle donne in gravidanza che si vedono prescrivere l'aspirina a basso dosaggio a causa di una diagnosi di pre-eclampsia o altri problemi, sorge il dubbio o il timore che questo farmaco possa interferire con il feto o provocare danni alla salute nel nascituro come, per esempio, alterare lo sviluppo del cervello.
E, in effetti, tra i vari timori c'è anche quello che, agendo sulla funzionalità piastrinica, potrebbe interferire nella coagulazione del sangue e aumentare il rischio di emorragia cerebrale nei nati prematuri.
Per fugare questo e altri dubbi, i ricercatori del Dipartimento di Medicina Neonatale presso l'Ospedale Universitario di Rouen (Francia) hanno sottoposto ad analisi i dati relativi a 656 bambini nati prima della 33ma settimana di gestazione da 584 donne provenienti da nove regioni in Francia (si ricorda che il parto, in genere, avviene verso la 40ma settimana) che durante la gravidanza hanno avuto problemi di malattia vascolare placentare, ridotta crescita fetale, ipertensione cronica e renale o malattie autoimmuni.
I risulati non hanno mostrato evidenti rischi per il nascituro.
I bambini nati da queste donne sono poi stati sottoposti, all'età di 5 anni, a esami per valutare le capacità cognitive, comportamentali e delle funzionalità cerebrali in genere.
Dai risultati è emerso che non solo i bambini non avevano mostrato difficoltà di apprendimento, ma mostravano meno disturbi comportamentali come, per esempio, la sindrome da iperattività e deficit di attenzione (ADHD) rispetto ad altri coetanei.
Al termine dello studio, i ricercatori ricordano che sono necessarie ulteriori ricerche per valutare gli effetti dell'aspirina da sola o in combinazione con altri agenti neuroprotettivi.
Source: lo studio è stato pubblicato sulla versione online della rivista "Pediatrics".
Aspirina in gravidanza: non ci sarebbero rischi evidenti
per mamma e bambino
per mamma e bambino
L'assunzione del farmaco oltremodo riduce i problemi comportamentali nei bambini
Spesso nelle donne in gravidanza che si vedono prescrivere l'aspirina a basso dosaggio a causa di una diagnosi di pre-eclampsia o altri problemi, sorge il dubbio o il timore che questo farmaco possa interferire con il feto o provocare danni alla salute nel nascituro come, per esempio, alterare lo sviluppo del cervello.
E, in effetti, tra i vari timori c'è anche quello che, agendo sulla funzionalità piastrinica, potrebbe interferire nella coagulazione del sangue e aumentare il rischio di emorragia cerebrale nei nati prematuri.
Per fugare questo e altri dubbi, i ricercatori del Dipartimento di Medicina Neonatale presso l'Ospedale Universitario di Rouen (Francia) hanno sottoposto ad analisi i dati relativi a 656 bambini nati prima della 33ma settimana di gestazione da 584 donne provenienti da nove regioni in Francia (si ricorda che il parto, in genere, avviene verso la 40ma settimana) che durante la gravidanza hanno avuto problemi di malattia vascolare placentare, ridotta crescita fetale, ipertensione cronica e renale o malattie autoimmuni.
I risulati non hanno mostrato evidenti rischi per il nascituro.
I bambini nati da queste donne sono poi stati sottoposti, all'età di 5 anni, a esami per valutare le capacità cognitive, comportamentali e delle funzionalità cerebrali in genere.
Dai risultati è emerso che non solo i bambini non avevano mostrato difficoltà di apprendimento, ma mostravano meno disturbi comportamentali come, per esempio, la sindrome da iperattività e deficit di attenzione (ADHD) rispetto ad altri coetanei.
Al termine dello studio, i ricercatori ricordano che sono necessarie ulteriori ricerche per valutare gli effetti dell'aspirina da sola o in combinazione con altri agenti neuroprotettivi.
Source: lo studio è stato pubblicato sulla versione online della rivista "Pediatrics".














































