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Venerdì 3 Luglio : 2009 Nuri Fatolahzadeh, GdB
La città che cambia Idee in sosta
In attesa di conoscere l’esito dei «carotaggi» compiuti in questi giorni il Sopraintendente anticipa il suo placet: «Nessun impatto sul paesaggio»
Uno dei macchinari utilizzati in questi giorni per compiere le operazioni di carotaggio
all’interno della galleria Tito Speri
Ci siamo quasi. Con la conclusione delle «analisi» nel sottosuolo della galleria Tito Speri - rimasta chiusa al traffico dal 30 giugno a ieri per consentire alla Società geotecnica italiana di condurre gli studi del caso - il progetto del parcheggio meccanizzato sotto il Castello cittadino compie un ulteriore passo avanti.
Sebbene gli esiti veri e propri delle indagini (effettuate sia dal piazzale della Locomotiva sia dal tunnel) saranno consultabili a fine luglio, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, Luca Rinaldi, ha già espresso un placet anticipato.
Scavi a confronto
Due i tempi che hanno contraddistinto lo studio: durante la prima fase, tecnici ed esperti si sono cimentati nell’esplorazione della parte alta del Cidneo, all’interno del piazzale della Locomotiva; in un secondo momento, poi, si è passati alla Tito Speri, per le ultime verifiche.
Tre i sondaggi eseguiti «dall’alto», dove sono stati prelevati diversi campioni di terreno scavando nel sottosuolo ed eseguendo quelli che, nel linguaggio tecnico, si chiamano carotaggi.
Dei tre fori, due hanno raggiunto la profondità di 60 metri, mentre per l’ultimo ci si è inabissati fino ai 100 metri, «così da sondare la situazione in modo preciso e puntuale, raggiungendo il punto massimo in cui sono state previste le strutture meccanizzate», spiega il tecnico di riferimento.
Dopo l’intergeo, tutto è passato nelle mani del laboratorio: da lì, la Società geotecnica italiana sarà in grado di interpretare la stratigrafia del terreno da un lato e degli ammassi rocciosi dall’altro, delineandone le proprietà e le caratteristiche. Dopodiché è toccato alla galleria vera e propria. Qui, i sondaggi sono stati in totale quattro, di tre metri l’uno e suddivisi in due sezioni distinte. Il che, in definitiva, fa raggiungere quota otto fori. «L’obiettivo che ci siamo posti - precisano da Brescia Mobilità - è di verificare le condizioni del rivestimento del tunnel e dell’ammasso roccioso che lo compone», specie perché entrambi si troveranno a diretto contatto con il futuro parcheggio.
Nessun impatto paesistico
A fare il punto della situazione per ciò che riguarda la Soprintendenza è Luca Rinaldi, che precisa come i capitoli di sua competenza riguardino «solo ed esclusivamente» il paesaggio e, quindi, eventuali vincoli, cui si aggiunge quello sull’incidenza sui monumenti storici della città. Resta del tutto fuori dai giochi la partita ambiente.
«Per noi - specifica - non ci sono problemi, anche perché si tratta di un’operazione che esula da aree vincolate». Non solo. «Guardando al progetto così com’è - aggiunge - nulla fa pensare a qualche incidenza con le strutture storico-artistiche già presenti nella zona». Dal punto di vista della tutela paesistica, pertanto, l’impatto è zero e non ci saranno problemi sotto questo profilo quando e se si deciderà di passare dal progetto all’azione vera e propria.
Labolani: «Progetto prezioso»
«Stiamo parlando di lavori interrati, che si svolgono interamente nel sottosuolo, sui quali la Soprintendenza non ha alcuna ragione di esprimersi. Semmai, una volta definita la collocazione dell’ascensore - conclude Luca Rinaldi - resterà da affrontare il problema dell’uscita dello stesso, questione da chiarire con il Settore archeologia».
Il presupposto di partenza è un dato di fatto: «Il Castello di Brescia è uno dei più grandi d’Europa». Quindi, l’obiettivo principe: «Vogliamo dare una svolta a quel che è rimasto del grande polmone verde nel cuore della città, a partire dalle progettazioni degli anni ’80. Ecco perché abbiamo cominciato a ragionare sugli investimenti e sui connessi problemi di viabilità» chiarisce l’assessore ai Lavori pubblici e Centro storico, Mario Labolani.
Un grande futuro per il Castello
«La questione del Colle Cidneo - aggiunge - è stata una delle priorità del programma elettorale della Giunta e coinvolge oggi in maniera sinergica più Assessorati, impegnati ad affrontare la questione non episodicamente, specie per l’imponente richiamo turistico che questa fortezza, una volta rivivificata, potrebbe pienamente assumere. E il progetto per il parcheggio sotterraneo rientra a pieno titolo all’interno di questa visione: quella cioè di una città viva, vissuta e dalle molteplici occasioni. Certo, sempre che si creino le basi giuste per poter proseguire».
Dieci torri automatizzate per 720 posti macchina
Si va sempre più definendo la fisionomia del progetto del parcheggio nella galleria Tito Speri: sotto il Colle Cidneo sorgeranno dieci torri da 72 posti auto l’una, per un totale di circa 720 aree sosta.
La «prima fase» prevede uno scavo per collegare i due tunnel che si aprono - scendendo verso il centro storico - sulla parete destra della galleria, raggiungendo contrada Santa Chiara, la strada parallela al tunnel. Il collegamento avverrà, in particolare, attraverso la realizzazione di due ampi vani - una sorta di «camminamenti pedonali» -, in cui saranno poi ricavate le torrette per i parcheggi meccanizzati: «Per capirci - chiarisce Mario Labolani - si tratterà di strutture simili a quella in via Benedetto Croce».
Per quanto riguarda invece l’accesso e l’uscita sono anch’essi previsti dal tunnel: «Le dimensioni della Tito Speri - chiarisce Marco Medeghini di Brescia Mobilità - consentono di poter gestire, con un certo margine, tutti i flussi veicolari».
Tra le opere accessorie, si fa infine sempre più concreta la presenza di un importante ascensore, in grado di accogliere venti persone per volta, e pensato per collegare verticalmente il parcheggio con il piazzale antistante il Castello, se non addirittura con il piazzale della locomotiva.
Dal Capitolium al Castello salendo in ascensore
Quasi due milioni e mezzo di euro per collegare il Castello al Capitolium, attraverso un ascensore. Anche questa è un’idea a lungo studiata che potrebbe essere realtà nel prossimo futuro. Da tempo si pensa a come collegare due delle bellezze più significative del centro storico. L’ultima in ordine di tempo prevedeva la realizzazione di un alveolo nel terreno della dimensione della cabina dell’ascensore. Nella parte fuori terra a quota più alta rispetto la partenza quota-sala, la cabina sarà chiusa da muratura, intonacata o rivestita in cotto o pietra, come continuazione della muratura esistente, per una altezza di circa 6 metri.
L’ascensore inclinato che darà continuità al percorso correrà su due binari sulla quota attuale del terreno tra il monumento Capitolino e la strada che conduce al Castello. L’ultima parte di percorso in avvicinamento alla strada sarà in trincea, per permettere la realizzazione del sottopasso stradale.
Nel progetto esistente le alberature esistenti e il verde in grandi arbusti, non sarà intaccato in quanto il tracciato scorrerà nella fascia priva di alberature. La piattaforma di arrivo e partenza dell’ultimo ascensore, è impostata a quota bassa a cielo aperto e non modificherà l’inclinazione della scarpata esistente tra la strada carrabile e il sentiero pedonale esistente verso il Piazzale del Castello.
Auto sotto il Castello: «Si può fare, si può fare»
In attesa di conoscere l’esito dei «carotaggi» compiuti in questi giorni il Sopraintendente anticipa il suo placet: «Nessun impatto sul paesaggio»
Uno dei macchinari utilizzati in questi giorni per compiere le operazioni di carotaggio
all’interno della galleria Tito Speri
Sebbene gli esiti veri e propri delle indagini (effettuate sia dal piazzale della Locomotiva sia dal tunnel) saranno consultabili a fine luglio, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, Luca Rinaldi, ha già espresso un placet anticipato.
Scavi a confronto
Due i tempi che hanno contraddistinto lo studio: durante la prima fase, tecnici ed esperti si sono cimentati nell’esplorazione della parte alta del Cidneo, all’interno del piazzale della Locomotiva; in un secondo momento, poi, si è passati alla Tito Speri, per le ultime verifiche.
Tre i sondaggi eseguiti «dall’alto», dove sono stati prelevati diversi campioni di terreno scavando nel sottosuolo ed eseguendo quelli che, nel linguaggio tecnico, si chiamano carotaggi.
Dei tre fori, due hanno raggiunto la profondità di 60 metri, mentre per l’ultimo ci si è inabissati fino ai 100 metri, «così da sondare la situazione in modo preciso e puntuale, raggiungendo il punto massimo in cui sono state previste le strutture meccanizzate», spiega il tecnico di riferimento.
Dopo l’intergeo, tutto è passato nelle mani del laboratorio: da lì, la Società geotecnica italiana sarà in grado di interpretare la stratigrafia del terreno da un lato e degli ammassi rocciosi dall’altro, delineandone le proprietà e le caratteristiche. Dopodiché è toccato alla galleria vera e propria. Qui, i sondaggi sono stati in totale quattro, di tre metri l’uno e suddivisi in due sezioni distinte. Il che, in definitiva, fa raggiungere quota otto fori. «L’obiettivo che ci siamo posti - precisano da Brescia Mobilità - è di verificare le condizioni del rivestimento del tunnel e dell’ammasso roccioso che lo compone», specie perché entrambi si troveranno a diretto contatto con il futuro parcheggio.
Nessun impatto paesistico
A fare il punto della situazione per ciò che riguarda la Soprintendenza è Luca Rinaldi, che precisa come i capitoli di sua competenza riguardino «solo ed esclusivamente» il paesaggio e, quindi, eventuali vincoli, cui si aggiunge quello sull’incidenza sui monumenti storici della città. Resta del tutto fuori dai giochi la partita ambiente.
«Per noi - specifica - non ci sono problemi, anche perché si tratta di un’operazione che esula da aree vincolate». Non solo. «Guardando al progetto così com’è - aggiunge - nulla fa pensare a qualche incidenza con le strutture storico-artistiche già presenti nella zona». Dal punto di vista della tutela paesistica, pertanto, l’impatto è zero e non ci saranno problemi sotto questo profilo quando e se si deciderà di passare dal progetto all’azione vera e propria.
Labolani: «Progetto prezioso»
«Stiamo parlando di lavori interrati, che si svolgono interamente nel sottosuolo, sui quali la Soprintendenza non ha alcuna ragione di esprimersi. Semmai, una volta definita la collocazione dell’ascensore - conclude Luca Rinaldi - resterà da affrontare il problema dell’uscita dello stesso, questione da chiarire con il Settore archeologia».
Il presupposto di partenza è un dato di fatto: «Il Castello di Brescia è uno dei più grandi d’Europa». Quindi, l’obiettivo principe: «Vogliamo dare una svolta a quel che è rimasto del grande polmone verde nel cuore della città, a partire dalle progettazioni degli anni ’80. Ecco perché abbiamo cominciato a ragionare sugli investimenti e sui connessi problemi di viabilità» chiarisce l’assessore ai Lavori pubblici e Centro storico, Mario Labolani.
Un grande futuro per il Castello
«La questione del Colle Cidneo - aggiunge - è stata una delle priorità del programma elettorale della Giunta e coinvolge oggi in maniera sinergica più Assessorati, impegnati ad affrontare la questione non episodicamente, specie per l’imponente richiamo turistico che questa fortezza, una volta rivivificata, potrebbe pienamente assumere. E il progetto per il parcheggio sotterraneo rientra a pieno titolo all’interno di questa visione: quella cioè di una città viva, vissuta e dalle molteplici occasioni. Certo, sempre che si creino le basi giuste per poter proseguire».
Dieci torri automatizzate per 720 posti macchina
Si va sempre più definendo la fisionomia del progetto del parcheggio nella galleria Tito Speri: sotto il Colle Cidneo sorgeranno dieci torri da 72 posti auto l’una, per un totale di circa 720 aree sosta.
La «prima fase» prevede uno scavo per collegare i due tunnel che si aprono - scendendo verso il centro storico - sulla parete destra della galleria, raggiungendo contrada Santa Chiara, la strada parallela al tunnel. Il collegamento avverrà, in particolare, attraverso la realizzazione di due ampi vani - una sorta di «camminamenti pedonali» -, in cui saranno poi ricavate le torrette per i parcheggi meccanizzati: «Per capirci - chiarisce Mario Labolani - si tratterà di strutture simili a quella in via Benedetto Croce».
Per quanto riguarda invece l’accesso e l’uscita sono anch’essi previsti dal tunnel: «Le dimensioni della Tito Speri - chiarisce Marco Medeghini di Brescia Mobilità - consentono di poter gestire, con un certo margine, tutti i flussi veicolari».
Tra le opere accessorie, si fa infine sempre più concreta la presenza di un importante ascensore, in grado di accogliere venti persone per volta, e pensato per collegare verticalmente il parcheggio con il piazzale antistante il Castello, se non addirittura con il piazzale della locomotiva.
Dal Capitolium al Castello salendo in ascensore
Quasi due milioni e mezzo di euro per collegare il Castello al Capitolium, attraverso un ascensore. Anche questa è un’idea a lungo studiata che potrebbe essere realtà nel prossimo futuro. Da tempo si pensa a come collegare due delle bellezze più significative del centro storico. L’ultima in ordine di tempo prevedeva la realizzazione di un alveolo nel terreno della dimensione della cabina dell’ascensore. Nella parte fuori terra a quota più alta rispetto la partenza quota-sala, la cabina sarà chiusa da muratura, intonacata o rivestita in cotto o pietra, come continuazione della muratura esistente, per una altezza di circa 6 metri.
L’ascensore inclinato che darà continuità al percorso correrà su due binari sulla quota attuale del terreno tra il monumento Capitolino e la strada che conduce al Castello. L’ultima parte di percorso in avvicinamento alla strada sarà in trincea, per permettere la realizzazione del sottopasso stradale.
Nel progetto esistente le alberature esistenti e il verde in grandi arbusti, non sarà intaccato in quanto il tracciato scorrerà nella fascia priva di alberature. La piattaforma di arrivo e partenza dell’ultimo ascensore, è impostata a quota bassa a cielo aperto e non modificherà l’inclinazione della scarpata esistente tra la strada carrabile e il sentiero pedonale esistente verso il Piazzale del Castello.














































