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ARTE e CULTURA in CAMPANIA: Incontri al bar in Galleria Umberto I :: Bellocchio: «La mia Napoli sempre in fermento»/l'intervista
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Bellocchio: «La mia Napoli sempre in fermento»/l'intervista
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Giovedì, 10 Settembre 2009: Accadde Oggi   Image ;  Diego Del Pozzo, Il Mattino


Bellocchio: «La mia Napoli
sempre in fermento»/l'intervista
        
Bellocchio a Napoli per lo spot Mps
ImageNAPOLI  - La Napoli del mare e delle bellezze storico-monumentali fa da scenario a «Una storia italiana», il cortometraggio d’autore che il Monte dei Paschi di Siena ha scelto come spot pubblicitario per la sua nuova campagna istituzionale che sarà trasmessa da novembre su tutte le reti televisive nazionali.


E a firmare il mini-film c’è un maestro del cinema italiano come Marco Bellocchio: una scelta all’insegna della qualità, così come già nel recente passato, quando un altro regista di fama, Giuseppe Tornatore, fu chiamato a filmare la precedente «storia italiana».

Bellocchio, al termine dei due giorni di riprese partenopee, come si è trovato con il linguaggio degli spot pubblicitari?
«È stata un’esperienza interessante, che ho vissuto anche come una sfida. Mi sono trovato di fronte a una storia preesistente e alle imposizioni sulla lunghezza, datemi dalla produzione. Così, in soli trenta secondi ho cercato di inserire l’essenza stessa di una narrazione incentrata sulla quotidianità e sulle emozioni. Ovviamente, ho suggerito modifiche e ho fatto in modo che vi fosse qualcosa di personale, che potesse rimandare al mio stile. Poi, in fase di post-produzione, vi saranno molti interventi, a partire dai fuochi d’artificio sul lungomare napoletano che saranno inseriti in digitale».

Lei ha girato a Castel dell’Ovo e sul lungomare. Cosa le ha comunicato la città, in questi due giorni?
«Certamente mi ha colpito con la bellezza di questi luoghi. A Napoli, d’altra parte, sono stato tante altre volte in passato».

E come ha trovato la città, rispetto alle sue visite precedenti?
«Sempre piena di vita. Vi ho trovato tanto fermento e poca oleografia. Ma, naturalmente, non posso esprimere giudizi più approfonditi sul contesto sociale, essendo stato in città soltanto due giorni. Io, infatti, odio la superficialità e non posso certo basarmi su quanto sento in tv per giudicare da fuori una città complessa come questa».

Si riferisce ai tanti servizi giornalistici di questi mesi sull’emergenza rifiuti e gli scempi ambientali?
«Mi riferisco, in generale, al fatto che tutto ciò che ci arriva dalla tv e dai mass media è, appunto, mediato. Per conoscere un luogo bisognerebbe viverci per settimane, forse mesi. A maggior ragione per una città come Napoli».

C’è qualche episodio che l’ha colpita, in questo suo breve soggiorno partenopeo?
«L’altro giorno, mentre un tassista ci accompagnava dalla Ferrovia all’albergo, si è sfogato per tutto il tragitto raccontandomi i problemi della città. Addirittura, a un certo punto ha iniziato a rimpiangere persino i Borbone».

Una città tanto complessa, però, potrebbe essere un set ideale per un film di un regista come lei, che sa raccontare così bene le emozioni e i sentimenti umani.
«Se qualcuno dovesse propormelo, in futuro potrei anche accettare. Ma per realizzare un film ci vogliono una storia e personaggi di spessore. E, in ogni caso, prima di girare un film su Napoli dovrei viverci per almeno sei mesi, per entrarci a fondo e conoscerla meglio».

«Una storia italiana» è considerato, sia da Bellocchio che dai vertici del Monte Paschi, come «un vero e proprio film, più che un semplice spot pubblicitario». Il corto è accompagnato anche da una strategia di comunicazione su internet, incentrata sul sito www.unastoriaitaliana.it e mirata a far emergere la forte identità di un marchio presente nella storia italiana dal 1472. Il progetto firmato da Marco Bellocchio sarà articolato in tre soggetti differenti, ciascuno lungo trenta secondi, più uno di sessanta secondi.

 





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