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Spettacoli in Italia :: Beppe Grillo torna in tv "Un segnale di democrazia"
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Beppe Grillo torna in tv "Un segnale di democrazia"
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Mercoledì 1 Aprile : 2009 di ALESSANDRA VITALI

Sarà stasera in diretta a "Exit", su La7, condotto da Ilaria D'Amico
Al centro della puntata, la privatizzazione dei servizi pubblici


Beppe Grillo torna in tv
"Un segnale di democrazia"

La conduttrice: "Abbiamo considerato i rischi, ma sono nella cifra del nostro programma
L'informazione non può essere politicamente corretta, non giova al cittadino"


Ilaria D'Amico
ImageROMA - L'ultima volta fu il Discorso all'umanità, circa 6-7 anni fa. Sky si chiamava ancora Tele+, poi arrivò Rupert Murdoch e le cose cambiarono. Lui disse che con Murdoch non avrebbe lavorato mai. Meglio le piazze, come di fatto fece. Salvo un'apparizione a Striscia la notizia, da allora Beppe Grillo non si è più visto in tv. Ci torna stasera, non alla Rai né a Mediaset ma a La7. Sarà in diretta (da Bruxelles) a Exit, il programma di approfondimento condotto da Ilaria D'Amico, alle 21.10.

Al centro della puntata, la privatizzazione dei servizi pubblici. Lui, dei "Comuni a cinque stelle" (l'energia, la connettività, l'acqua, la raccolta dei rifiuti, i servizi sociali) e dell'idea politica del coinvolgimento dei cittadino nelle amministrazioni ha fatto una delle sue tante battaglie. Parlerà, con gli ospiti, dei pro e contro della gestione privata dei servizi, e se gli imprenditori possono gestire meglio delle amministrazioni quelli che riguardano i cittadini. In studio il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, Bruno Tabacci dell'Udc, il giornalista (e autore, con Gianantonio Stella di La casta) Sergio Rizzo, Corrado Oddi del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Nella seconda parte della puntata, un bilancio dell'immigrazione in tempo di crisi e tagli.

Ilaria D'Amico, Grillo è corteggiato da molti, da tempo. Come lo avete convinto?
"Nella ricerca di notizie e fonti per preparare la puntata, abbiamo pensato che fosse interessante quello che scrive sul suo blog, l'idea della politica dal basso, ci sembrava che coincidesse con soluzioni nuove di cui parlare. Gli abbiamo proposto l'intervista, lui era molto stimolato, abbiamo confrontato argomenti e punti di vista e lui era sempre più coinvolto. Alla fine ha accettato di fare la diretta".

Nessun timore per i rischi che una diretta con Grillo può comportare?
"Certo, con l'azienda li abbiamo considerati. ma abbiamo notato che c'è una voglia nuova, in lui. Come se fosse passato dalla 'politica del vaffanculo' a quella della proposta. Questo si integra bene con la cifra di Exit, quella di mettere a confronto idee contro e idee pro. Gli piace molto l'idea dell'inversione dei poteri, del controllo dal basso dell'autorità".

Date spazio a una voce di dissenso che in molti altri luoghi dell'informazione è giudicata indesiderabile.
"Per me la partecipazione di Grillo è una grande conquista. La conferma di un cambiamento, anche nell'azienda, un segno della trasparenza con cui vengono gestite le cose, ammettere le voci di dissenso pur con qualche rischio. Viviamo una fase in cui ci si spaventa preventivamente, si ha paura del confronto. Non è salutare per la democrazia".

La paura preventiva è molto simile alla censura.
"Direi piuttosto all'autocensura. Ci si paralizza all'idea di essere controllati, verificati. Si ha paura di essere polticamente poco corretti. L'informazione non dev'essere politicamente corretta, deve dare voce a consenso e dissenso insieme. Quando si cerca di fare informazione politicamente corrette, si fa un'altra cosa, che non è informare i cittadini, ma è non disturbare il potere".

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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