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SPORT in ITALIA e nel MONDO :: Berlino 2009: i mondiali di atletica
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Berlino 2009: i mondiali di atletica
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Giovedì    13 Agosto : 2009


Appuntamento a Berlino
Image
con i mondiali di atletica

> Il sito ufficiale dei Mondiali

ImageUn anno fa si sfidavano faccia a faccia come due cowboy nel sole umido di Pechino. Sfida a suon di miracoli sportivi e di medaglie. Alla fine fummo costretti a dividere in due metà esatte la copertina olimpica: non si poteva fare altrimenti, impossibile stabilire se fosse stato più mostruoso Michael Phelps con le sue otto medaglie d'oro oppure Usain Bolt capace bruciare la pista del Nido d'Uccello. In questa estate dispari – dunque sportivamente minore – i protagonisti son gli stessi, ma la sfida meno affascinante è a distanza di spazio e tempo, anche se il palcoscenico è comunque quello di un mondiale. Phelps rientrante a Roma dopo tanti guai e troppe distrazioni non è stato il cannibale di Pechino, ma è riuscito comunque a scrivere la pagina più eccitante dei mondiali in quella finale dei 100 farfalla nuotata nell'adrenalina contro Cavic. E adesso tocca a Bolt. Ora, subito: domenica, secondo giorno dei mondiali di Berlino (15-23 agosto), sarà subito quello del lampo, finale dei 100. Con Tyson Gay che alle Olimpiadi era arrivato zoppo.

Ci sarà alla fine Asafa Powell, il Grande Perdente: la Giamaica ha provato ad auto-castrarsi escludendolo per piccole beghe interne, una guerra di clan tra la federazione e soprattutto l'allenatore capo della Giamaica e tecnico di Bolt Glen Mills e il gruppo di Stephen Francis che ha in Powell la superstar più luminosa, ma non certo l'unica. Volevano rispedire a casa infatti oltre ad Asafa, l'olimpionica dei 100 metri Shelly-Ann Fraser, l'olimpionica dei 400 ostacoli Melaine Walker, l'ostacolista Brigitte Foster-Hylton e la sprinter Shericka Williams. Si stavano allenando in Italia, a Lignano Sabbiadoro, e non si sono presentati al collegiale di rifinitura giamaicano a Norimberga. Potessimo pigliarli noi e vestirli d'azzurro saremmo già in fibrillazione mondiale. Comunque lo squadrone giamaicano della velocità sarà al gran completo, perché di fronte alla richiesta di esclusione la Iaaf si è fatta una gran risata: non se ne parla nemmeno di rovinare un mondiale, le vostre grane intestine risolvetevele lontano da qui.

Certo lo spettacolo domenica sera (21.35) sarà di quelli da mozzare il fiato, anche perché in questo 2009 Gay (che pure di nuovo non sta benissimo, pare, per guai all'inguine) ha corso più veloce di Bolt, sia sui 100 (9"77 a Roma) che sui 200. I due si sono sempre evitati in questa stagione, ma sulla pista blu di Berlino si faranno del male. Agonistico, si intende. E non aspettatevi qualcosa di meno di un nuovo crono mondiale da fantascienza. Per il podio dei 100 a voi la scelta di tifo tra Daniel Bailey, Michael Rodgers e Churandy Martina. Su quello dei 200 (finale giovedì 20.35) salirà anche l'americano Spreamon.

La velocità femminile sarà un match Stati Uniti-Giamaica: Allyson Felix (due volte campionessa del mondo nei 200) e Sanya Richards, sembrano imbattibili sui 200 e 400 (dove però bisognerà guardare anche alle russe Krivoshapka e Kapachinskaya). Nei 100 sarà una lotta di unghie e graffi tra due pantere Kerron Stewart e Shelly-Ann Fraser.

Un consiglio, la finale dei 400 uomini (venerdì ore 21.20). Perché Jeremy Wariner, bianco americano che ha scritto la storia ad Atene, è un campione troppo grande per non provare a pigliarsi una rivincita di cuore, muscoli e adrenalina pura su LaShawn Merritt che lo ha battuto anche troppo sul velluto a Pechino.

Ma ci siamo anche noi? Lo domanderà, giustamente, qualcuno che si è portato in spiaggia la bandiera, dopo aver letto con pazienza questa slavina di nomi di (fenomeni) stranieri. Ci siamo, certo, ma nell'atletica siamo un Paese piccolo piccolo. I nostri velocisti sono ragazzi da batteria (Collio, Di Gregorio, Cerutti). La cubana azzurra Libania Grenot può sognare una finale nei 400 (per lei settimo tempo mondiale quest'anno). Da noi quelle che sembrano stelle sono quasi sempre in realtà fuochi fatui (Gibilisco e Howe). Tra quelle che volano, capiremo se sua maestà Isimbayeva (asta) ha ancora una fame e una cattiveria da orso siberiano dietro quegli occhi blu profondo da svenimento, perché c'è chi dice che la voglia di fare la donna e la mamma stia limando gli artigli da fuoriclasse. Scopriremo la regina dei cieli (alto) in una battaglia all'ultimo colpo d'ala tra Ariane Friedrich baronessa di Germania e Blanca Vlasic cicogna di Spalato. Il tutto senza domandare impossibili miracoli alla nostra, bravissima Antonietta Di Martino.

Noi puntiamo dritto sulla fatica perché solo lì siamo bravi davvero. Infatti sarebbe bello davvero fosse Ivano Brugnetti, minuscolo gigante ad Atene, ad accendere l'immaginario braciere mondiale: tocca infatti subito a lui, 20 km di marcia, la gara che apre domani il mondiale tedesco (via alle 13). Se non lui potrebbe essere anche il suo erede, Giorgio Rubino che di anni ne ha solo 23. Comunque lì ci siamo e tutti i sogni valgono. Come valgono per Elisa Rigaudo che a Pechino fu bronzo sotto il diluvio nella 20 km. Non possono essere solo sogni, ma per forza qualcosa di più concreto per chi può toccare ogni volta che vuole una medaglia d'oro olimpica. Alex Schwazer è il manifesto della nostra atletica, uno di cui andare fieri sul serio. Ragazzo bello, bravo e per bene, fidanzatino di Carolina Kostner in un fumetto così pulito che pare uscito dalla matita di Peinet. Ma anche un duro pronto a fare una fatica da bestia tutti i santissimi giorni: «Nella marcia si va in crisi quando si incrina il rapporto con la fatica, con lo stile di vita che devi condurre. Io nella fatica sto bene, ci sono sempre stato. Anzi per la verità per me i giorni più difficili sono quelli dell'immediata vigilia, quando devo stare tranquillo. E non è la tensione, ma quella freschezza che mi distrugge: dormo male, mi passa l'appetito. Da marzo sono in clausura». La gabbia della 50 km si apre venerdì mattina alle 9.10.

 





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Accadde Oggi: 14 Agosto 2009  di Piero Mei, Il Messaggero


Atletica, via ai mondiali di Berlino:
l'Italia si mette subito in marcia

Nella 20 km in gara Brugnetti, Rubino e Nkouloukidi
L’Italia si mette subito in marcia e con essa il mondo e il mondiale di atletica, fatto di 213 paesi dopo che è stato scovato anche l’isolotto di Tuvalu, nel Pacifico, e subito affiliato a maggior grandezza del movimento: neanche Cristoforo Colombo, che oltre tutto ignorava i luoghi dell’approdo, era un esploratore altrettanto bravo dei signori della Iaaf.

Ultimi preparativi per i mondiali a Berlino
(foto David J. Phillip - Ap)

Image Domani a Berlino 2009 sarà la marcia ad assegnare il primo titolo: 20 chilometri, andatura obbligata, quel tipo di andatura che, diceva un grande d’altri sport, Alfredo Martini, signore della bici, «ti fa correre per andare più piano», un po’ come i cavalli quando trottano anziché galoppare.

Dice Giorgio Rubino, ragazzo romano di Ostia, che alla fine gli mancherà l’urlo dello stadio, perché vuoi mettere, sostiene, l’ingresso dalla porta di Maratona (che in tutti gli stadi del mondo è quella d’accesso dei corridori da strada) e l’urlo dello stadio? Qui a Berlino avrà, come fondale finale, la Porta di Brandeburgo. Il ragazzo, bravissimo, che fu destinato alla marcia perché non manifestava altre doti atletiche di rilievo in altre specialità, non se ne accontenta: eppure la Porta di Brandeburgo è un pezzo della nostra storia.

«Ich bin ein Berliner», tuonò con enfasi il Presidente Kennedy ai tempi di Berlino spezzata in due, e lo sentirono anche oltre il Muro che non c’è più da vent’anni. «Mai più muri, solo ponti» disse con animo splendido tanti anni dopo Giovanni Paolo II.

La parola "marcia" e la città Berlino possono evocare immagini sbiadite ma da cancellare per sempre: il passo dell’oca sembra l’andatura naturale in questa bellissima città, larga di strade e di spazi. A Ivano Brugnetti, altro azzurro in gara, che della marcia è un signore (può anche catturare l’oro se gli dice bene), la parola evoca sogni: per l’appunto d’oro.

Il terzo azzurro è Nkouloukidi, nero come l’Africa nera e con parlantina di cadenza nostrana, grazie a questa società multietnica che viviamo e sempre più e sempre meglio vivremo, s’accontenterebbe di un decimo posto: farà di meglio.

A Casa Italia si parlava di questo, alla vigilia, di donne imperanti nello sport azzurro («E’ vero: siamo proprio le più forti, guardate me» diceva Chiara Rosa, lanciatrice di peso, 112 chili di muscoli), di possibili stelle come l’italiana per amore (ex cubana) Libania Grenot, come Elisa Cusma che, controcorrente, si è tolta i piercing, o come Elisa Rigaudo, marciatrice che vuole l’oro e poi un anno tranquillo per fare un figlio. Nicola Vizzoni, martellista, si rammarica per aver saltato qualche allenamento: si è ferito una mano rompendo il vetro di una provetta dell’antidoping, e oltretutto dovette far pipì una seconda volta.

Cose d’Italia, insomma: mica Bolt o Gay, i velocisti pronti per la corsa del secolo. Bolt si dichiara divertente (giamaicano), Gay noioso. Bolt ha le scarpe nuove (149 grammi), Gay una nuova preparazione, anche in acqua; gli ha fatto il programma, come sempre, l’allenatore Brauman che anche quando era in prigione gli faxava il compito: metti il ghiaccio sull’inguine, sennò t’infiammi. Ora Gay le fiamme le ha sotto i piedi.

 





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16 Agosto 2009: Accadde Oggi   La Gazzetta dello Sport


> Rivivi la prima giornata dei mondiali d'atletica

Marcia, Rigaudo 9ª nella 20 km
Oro alla russa Kaniskina

Ai Mondiali di Berlino, delusione per l'azzurra nella gara femminile sulla lunga distanza. La Cusma vince la batteria degli 800 metri e va in semifinale; fuori invece la Reina. Chiara Rosa stecca nel peso: eliminata nelle qualificazioni

BERLINO, 16 agosto 2009 - Pronti via e, stranamente, la russa Kaniskina se ne rimane lì, intruppata con tutte le altre. Però! Che non stia bene? Forse non si sente in forma o sicura di una medaglia? Eppure la sua superiorità è schiacciante. Negli ultimi due anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Mondiali e Olimpiadi comprese, realizzando un trittico mai riuscito a una ragazza della marcia. Lo stupore non dura molto, giusto una ventina minuti ed eccola cominciare a muoversi. Ai 5 km è ancora nel gruppo, ai 10 viaggia con un vantaggio di 21 secondi sulla norvegese Platzer (poi squalificata), che, a sua volta, precede un gruppetto di atlete. Da quel momento è una marcia trionfale. Quando decide di andarsene piazza un paio di chilometri ad andatura quasi folle e addio speranze di successo per tutte. Alle avversarie non resta che guardarla da lontano, mentre si invola solitaria verso la conquista del secondo titolo iridato. La medaglietta al collo che ballonzola beffarda, colpendole al viso, il sorriso stirato a 32 denti. Quasi a simboleggiare una estrema sofferenza. Invece….

Elisa Rigaudo, al centro,
davanti alla Porta di Brandeburgo. Ap

Image Elisa cotta dal caldo — Elisa Rigaudo, alla vigilia in lizza per una medaglia, è penalizzata dal gran caldo. Progressivamente svuotata di energie ha stretto i denti ed è riuscita ad arrivare al traguardo al nono posto. "A un certo punto ho tolto il frequenzimetro e l'ho lanciato. Sembrava che mi scopiasse il cuore. Sono arrivata a un massimo di 194 pulsazioni e una media di 189". Non nasconde la sua delusione, Elisa. "Mi sono allenata, ho fatto tanta fatica. Volevo una riconferma del mio valore. Purtroppo oggi ho avuto un po’ di paura per il caldo, quindi ho cercato di distribuire bene le energie. Non mi sono preoccupata quando le altre hanno cominciato ad aumentare il ritmo. Sapevo che alla fine le avrei riprese. Invece… Ho sofferto anche di crampi nell’ultimo giro. Una medaglia era alla mia portata". Sandro Damilano, il tecnico che la guida e ha portato Schwazer all’oro olimpico: "Il suo problema è il caldo. Consuma troppo, le grandi prestazioni le ha sempre ottenute in giornate fredde. Oggi le sue condizioni erano ottime. Dispiace, perché, a parte la prima, le altre medaglie erano alla sua portata. Sono andate ad atlete che ha sempre battuto".

Elisa Cusma (a destra) vince la batteria degli 800. Afp
ImagePositiva cusma — Buon esordio mondiale per Elisa Cusma negli 800 metri. L'azzurra ha superato senza grosse difficoltà il primo turno, correndo con intelligenza per evitare di restare intruppata e ricorrere così ai tempi di ripescaggio. Passavano il turno, infatti, le prime tre di ogni batteria. La Cusma ha vinto in 2’03”33, davanti alla russa Kofanova. Per la Cusma, nelle semifinali di domani (batteria alle 19.30 con Vessey, Klyuka e Okoro) il cast delle migliori al completo eccezion fatta per la campionessa mondiale uscente Jepkosgei, caduta nella prima batteria. "La mattina faccio un po' di fatica in più, per questo mi sono svegliata alle 6, ma ho preferito fare una gara in testa perchè davanti sto meglio. Sembrerà strano, ma spendo di meno a correre sotto i 2 minuti che nelle gare lente e tattiche. Non ero affatto agitata. Io mi agito un'ora prima della gara. Poi, quando siamo in pista tutto passa. Penso solo a correre. E domani in semifinale dovrò fare proprio questo: essere lì presente anche con la testa". Negli 800 era in gara anche Daniela Reina, che non è riuscita, però, a passare il turno. "Che sfortuna aver dovuto praticamente schivare la neozelandese Hamblin che mi è caduta davanti a 300 metri dall'arrivo. Ero riuscita a rimanere attaccata al gruppo e poi, nonostante tutto, ho chiuso forte. Francamente, con i crono che si sono corsi stamattina, la qualificazione sarebbe stata fattibile anche per me. Adesso punto tutto sulla 4x400 dove possiamo fare bene".

Rosa fuori — Finale fallita anche per la pesista veneta Chiara Rosa. Si interrompe così la fortunata serie di finali internazionali centrate dalla Rosa. "Il bollino nero, questa volta, è toccato a me.

Giavellotto lungo — Nelle qualificazioni del giavellotto femminile, da segnalare la miglior prestazione mondiale stagionale ottenuta dalla vice campionessa olimpica Maria Abakumova, che ha sparato l’attrezzo a 68 metri e 92.
Daniele Perboni

 





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17 Agosto 2009: Accadde Oggi    Sport e vai.it


Terza giornata dei Mondiali d'atletica di Berlino.

> Rivivi la seconda giornata dei mondiali d'atletica
> Rivivi la prima giornata dei mondiali d'atletica


Bolt, nuovo oro e record del mondo nei 100 metri

12:23 News, I giornali tedeschi celebrano Bolt, con dubbi - "La più veloce vittoria del mondo" (Bild), "Il miracolo dello sprint di Berlino" (Berliner Zeitung), "In 9"58 secondi in un altro mondo" (Tagesspiegel): sono solo alcuni dei titoli che la stampa tedesca dedica oggi al trionfo di Usain Bolt nella finale dei 100 metri. La foto dell'atleta giamaicano che taglia il traguardo davanti al rivale americano Tyson Gay e al connazionale Asafa Powell campeggia sulla prima pagina di tutti i giornali e i siti tedeschi. "Questo è un grande momento storico, ha affermato Usain Bolt. Ma sono stati veramente solo il suo talento e allenamento a portarlo a questo punto?" si chiede per esempio il berlinese Tagesspiegel, dando voce ai tanti dubbi lasciati nella mente degli spettatori dai vari scandali del doping nell'atletica leggera.

11:40 - News: Usain Bolt può migliorare il suo record del mondo di un altro decimo. Poi, dovrà fermarsi: così almeno si legge in uno studio del 'Journal of Experimental Biology' dell'università di Stanford tornato attuale dopo l'ennesima impresa dello sprinter giamaicano.


Berlino, 20:49
ATLETICA, MONDIALI; ASTA F: ISIMBAYEVA FUORI, ORO A ROGOWSKA

La russa Elena Isimbayeva eliminata a sorpresa nel salto con l'asta ai Mondiali di atletica leggera di Berlino 2009. La primatista del mondo, infatti, ha sbagliato il salto d'ingresso a 4.75 e i due successivi tentativi a 4.80. Il titolo iridato è andato dunque alla polacca Anna Rogowska, che ha preceduto la statunitense Chelsea Johnson e l'altra polacca Monika Pyrek, seconde a pari merito.

 





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17 Agosto 2009: Accadde Oggi   Il Resto del Carlino / La Repubblica


Fulmine Cusma: vince gli 800
e vola in semifinale a Berlino

L'azzura di Piumazzo è arrivata prima nella propria batteria, con un tempo di 2’02''32 e si è qualificata per il prossimo turno, distanziando la russa Kofanova, che l’aveva affiancata inducendo un leggero calo di ritmo

ImageLa Cusma a Berlino 'stacca' la russa Kofanova (foto Ap/LaPresse) Berlino, 17 agosto 2009. Elisa Cusma Piccione, la giovane atleta di Piumazzo, ha passato il primo turno delle batterie nella gara dei 800 metri femminili ai campionati mondiali di atletica di Berlino. L’azzurra è arrivata prima nella propria batteria, con un tempo di 2’02''32 e si è qualificata per le semifinali. Fuori invece Daniela Reina che si è classificata quinta.

Il buon esordio di Elisa Cusma nelle batterie degli 800 metri femminili ha caratterizzato in positivo la mattinata azzurra ai Campionati del Mondo di Berlino. L’azzurra ha superato in agilità lo scoglio del primo turno pilotando la gara con intelligenza ed autorità, prendendo la testa ad un quarto di gara e scrollandosi successivamente la compagnia della russa Kofanova, che l’aveva affiancata inducendo un leggero calo di ritmo. Per la Cusma 2’02''33 e vittoria nella sua batteria.

«È vero, la mattina si fa un pò di fatica in più, ma ho preferito fare una gara in testa perchè davanti sto meglio - ha dichiarato ieri Elisa Cusma - Sembrerà strano, ma spendo di meno a correre sotto i 2 minuti che in questo tipo di gare più tattiche. Mi agito un'ora prima della gara fino al momento di andare sulla linea di partenza. Poi passa tutto. Penso solo a correre come bisognerà fare, forte, domani in semifinale».


DI MARTINO:
BATTAGLIA PER IL BRONZO NELL'ALTO

ImageAntonietta Di Martino da domani, ai Mondiali di atletica di Berlino, proverà a difendere la sua medaglia d'argento di Osaka 2007 nel salto in alto. La primatista italiana affronterà le qualificazioni domani mattina alle 10:20: "Sto abbastanza bene e sono convinta di poter fare una bella gara - ha detto -. Senza sottovalutare la qualificazione che sarà impegnativa e delicata. Chi vincerà l'oro? La Friedrich ha tutte le ragioni per dare il meglio di sè. E' logico che voglia fare bella figura davanti al pubblico di casa sua. La Vlasic ha già vinto molto e viene da una stagione altalenante. Scommetto, quindi, più sulla Friedrich. E se l'oro e l'argento sembrano già prenotati, per il bronzo sarà battaglia. Ce la possiamo giocare io, la russa Chicherova, la spagnola Betia, e l'americana Howard".

 





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Martedì, 18 Agosto 2009: Accadde Oggi  


> Rivivi la terza giornata dei mondiali d'atletica (sportevai.it)

Bolt passeggia sui 200 metri
Di Martino in finale nell'alto

Il giamaicano, grande favorito per l'oro, si qualifica ai quarti dei vincendo la sua batteria in 20''70. L'azzurra centra la qualificazione con 1,95, Galvan avanti nei 400

    * AUDIO - Mennea: ''Campione, non marziano''
    * Crolla la Isinbayeva
    * http://www.repubblica.it/2009/05/sp...perfezione.htmlBolt, oro e record[/url]


ImageBERLINO - Nessun problema per Usain Bolt nelle prime batterie dei 200 metri, specialità nelle quale è campione olimpico e primatista mondiale con 19''30. Il giamaicano, che domenica ha trionfato nei 100 con il nuovo record del mondo (9''58), ha vinto agevolmente la sua batteria in 20"70 guadagnando l'accesso ai quarti di finale in programma in serata. Bolt è il grande favorito anche sulla distanza doppia nella quale non si cimenterà lo statunitense Tyson Gay. Il campione uscente, argento nei 100 metri, ha rinunciato per un problema all'inguine e si concentrerà sulla staffetta 4x100.

ROGGE E IL DOPING - Il presidente del Comitato olimpico internazionale, Jacques Rogge, è sicuro della bontà dei record di Bolt. "E' uno degli atleti più tenuti d'occhio - ha detto il numero uno del Cio al quotidiano belga 'Le Soir' -. E' stato controllato decine di volte ed è sempre risultato negativo. Sono convinto che sia pulito e che non ci sia alcun motivo per dubitare di lui''.

NOTE AZZURRE - Debutto in pedana positivo per Antonietta Di Martino. L'azzurra, argento due anni fa a Osaka, si è qualificata per la finale del salto in alto di giovedì. La Di Martino ha superato al primo tentativo la misura di 1,95, necessaria per superare le qualificazioni. Bene anche Matteo Galvan, che ha passato lo scoglio del primo turno dei 400 metri chiudendo al terzo posto la quarta batteria e ottenendo anche il nuovo primato personale con il tempo di 45"86.

 





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Martedì, 18 Agosto 2009: Accadde Oggi  


TV 18 AGOSTO 2009/

 
Continuano i Mondiali di atletica leggera a Berlino, trasmessi su Rai Due in prima serata dalle 20.45 in diretta.

Dopo la straordinaria impresa di Usain Bolt , c’è grande attesa per la finale dei 400 metri ostacoli uomini, dove ci si aspetta un grande risultato dall’americano Kerron Clement, campione mondiale in carica e medaglia d’argento alle olimpiadi di Pechino.

 





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Mercoledì, 19 Agosto 2009: Accadde Oggi  


Semenya, mistero sul sesso.
E trionfa nella finale femminile degli 800 metri

Berlino - (Adnkronos) - La federatletica mondiale non è sicura che la diciottenne atleta del Sudafrica sia una donna. Intanto stasera parteciperà alla finale degli 800 metri femminili. "Non abbiamo elementi definitivi tali da impedire che corra" spiega il portavoce della Iaaf

Semenya Semenya
Image La federatletica mondiale non e' sicura che Caster Semenya sia una donna: l'atleta del Sudafrica, intanto, stasera partecipera' alla finale degli 800 metri ai Mondiali di Berlino ed e' in pole position per la conquista della medaglia d'oro. La Iaaf ha disposto una serie di esami per accertare l'identita' sessuale della 18enne. ''Non abbiamo elementi definitivi tali da impedire che corra'', dice Nick Davies, portavoce della Iaaf.

L'atleta sudafricana e' salita alla ribalta nelle ultime settimane con uno strepitoso crono di 1'56''73, miglior prestazione dell'anno negli 800. Ad attirare l'attenzione, pero', sono stati anche fisico e voce. ''Aspettiamo l'esito degli esami, semplicemente siamo fuori tempo massimo'', dice Davies scartando la possibilita' di provvedimenti prima della finale odierna. ''Sarebbe un terribile errore escludere l'atleta'', aggiunge.

Nel 2009, la Semenya ha migliorato il proprio record personale di ben 7 secondi. ''Il test per stabilire il genere sessuale e' complesso, comprende la valutazione di aspetti fisici e psicologici. Si tratta di un iter complesso e costoso, oltretutto bisogna seguire la procedura prestando particolare attenzione alla privacy'', aggiunge Davies, ipotizzando che ''i risultati arriveranno nel giro di alcune settimane. Ma non ne sono sicuro''. Alla finale di stasera, in programma alle 21.35 all'Olympiastadion, partecipa anche l'azzurra Elisa Cusma.

 





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Giovedì, 20 Agosto 2009: Accadde Oggi  


BOLT ORO E RECORD MONDO ANCHE 200

Il giamaicano ferma il cronometro su 19'19: nuovo primato di sempre

Image BERLINO - Il giamaicano Usain Bolt ha i 200 metri ai Mondiali di Berlino con il tempo di 19"19, nuovo record del mondo. Bolt, che domani compirà 23 anni, ha migliorato il primato di 19"30 ottenuto il 20 agosto dello scorso anno nella finale vinta alle Olimpiadi di Pechino. Il fuoriclasse ha bissato la strepitosa prestazione fornita domenica, quando ha vinto la medaglia d’oro in 9"58, nuovo primato mondiale.

Nella finale odierna, corsa con vento contrario di 0,3 metri al secondo e condizionata dalla falsa partenza del francese David Alerte, Bolt ha preso il largo già in curva e ha tagliato il traguardo con un vantaggio abissale sul panamense Alonso Edward, che si è aggiudicato l’argento in 19«81, a oltre 6 decimi dall»extraterrestrè giamaicano. Lo statunitense Wallace Spearmon, terzo in 19«85, si è aggiudicato la medaglia di bronzo. Gli Usa non hanno schierato il campione uscente Tyson Gay: dopo il secondo posto nei 100 metri, il 27enne ha rinunciato ai 200 metri per problemi all’inguine. Il giamaicano Bolt può completare il tris mondiale con la staffetta 4x100: domani sono in programma le batterie, sabato la finale.

 





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Venerdì, 21 Agosto 2009: Accadde Oggi  


MONDIALI ATLETICA: SCHWAZER KO,
MEDAGLIERE A SECCO

Image BERLINO, 21 AGO - Italia 'zero medaglie' al Mondiale di atletica di Berlino, il rischio si fa concreto. Fallisce infatti anche Alex Schwazer, la grande speranza azzurra non solo per un podio ma anche e soprattutto per un oro. Il campione olimpico dei 50 km, il dominatore di Pechino, viene messo Ko dal mal di stomaco di cui soffre da quando e' arrivato in Germania (martedi' scorso) ed e' costretto a ritirarsi a meta' gara: la sua uscita di scena matura quando gli mancano pochi passi al giro di boa dei 25 chilometri.

A questo punto, dopo la vittoria finale del russo Kirdyapkin, gia' iridato nel 2005 a Helsinki (la Russia a Berlino 2009 ha conquistato tutti e tre gli ori della marcia), che collassa subito dopo aver tagliato il traguardo ma s'impone davanti al norvegese Nymark ed al veterano spagnolo Garcia, l'Italia e' ancora a quota zero nel medagliere, e 14/a nella classifica complessiva di questo Mondiale, che la Iaaf compila tenendo conto dei primi otto di ogni singola gara. Sono numeri amari, soprattutto dopo la marcia di oggi in una Berlino tornata da clima autunnale, sotto una pioggia che pero' ha risparmiato gli atleti. Condizioni climatiche non certo ideali per Schwazer, ma a far uscire di scena l'azzurro, che cercava un inedito bis mondiale dopo l'oro olimpico, non e' stato il tempo, ma lo stomaco ed il senso si gonfiore che gli ha provocato.

'Ho avuto problemi di stomaco - racconta Schwazer - ne soffro da qualche giorno, da quando sono arrivato a Berlino. Prima non avevo niente, mi e' successo qualcosa qui ma non saprei spiegarne il motivo. Avevo avvertito questi problemi di digestione anche in allenamento, per curarmi le abbiamo provate tutte e pensavo che mi sarebbero passati. In gara ho mangiato mezza banana, ma e' come se avessi mandato giu' una mucca.
Sentivo lo stomaco molto gonfio'.

Schwazer ha cosi' provato a rallentare proprio quando si era portato sul gruppetto dei sei in quel momento in fuga (Kirdyapkin, l'altro russo Nizhegorodov, gli australiani Adams e Tallent, il francese Diniz e il giapponese Yamazaki), per vedere se il fastidio gli passava, invece si e' sentito peggio. 'Allora ho lasciato andare gli altri restando sul mio ritmo - spiega - poi ho di nuovo accelerato anche per vedere se cosi' facendo riuscivo a farmi passare questo disturbo. Ma purtroppo non e' servito, e ora mi vergogno per tutta la gente venuta qui a tifare per me e che, come chi ha lavorato con me in questi mesi, si aspettava qualcosa dalla mia prova. Forse e' proprio vero che nell'anno dopo i Giochi per molti c'e' la maledizione post-olimpica'.

La sua espressione delusa e' il miglior commento alla gara, nel finale sono venuti fuori marciatori, come Nymark e Garcia finiti sul podio, che in gara gli stavano dietro e di cui si ritiene attualmente piu' forte, pur nel rispetto di ogni avversario. 'E' vero, sono molto deluso - dice ancora Schwazer - e mi brucia tantissimo perche' negli ultimi sei mesi ho smesso di vivere e ho pensato solo a marciare. Ma la 50 km e' una gara che non perdona, in cui e' difficile prevedere tutto e dove se non sei al massimo la paghi cara. Eppure mi ero preparato come e piu' dell'anno scorso. Ora voglio tornare a vivere e lasciare alla mente un po' di riposo'. Nel bilancio dell'Italia va messo anche l'ottimo ottavo posto di Marco De Luca (3h46'31', primato personale), l'ex fotomodello che ha lasciato una possibilita' di professione molto piu' redditizia per abbracciare gli ideali di fatica della marcia. E' andato avanti in modo regolare, seguendo il ritmo delle sue pulsazioni, e alla fine si e' ritrovato nell'elite mondiale. Ma non basta per far dimenticare ad Azzurra il fallimento di Schwazer e la paura di tornare da Berlino senza medaglie. (ANSA).

 





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