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Domenica, 20 Dicembre 2009
Berlusconi, andro' avanti per il bene del Paese
Messaggio del premier a manifestazione
VERONA - "Andrò avanti per il bene del Paese": questo il messaggio lanciato da Silvio Berlusconi, stamane, ai partecipanti alla manifestazione di solidarietà indetta in Piazza Brà a Verona, a una settimana dall'aggressione subita dal premier a Milano. "Manifestazioni di solidarietà nei miei confronti - ha detto Berlusconi, che ha chiamato al cellulare il sottosegretario Aldo Brancher - mi danno una ulteriore spinta ad andare avanti e a sostenere il nostro impegno per il bene del Paese"
"Sono commosso - ha detto ancora Berlusconi - e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà". "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", ha ribadito il presidente del Consiglio; è lo stesso slogan dello striscione che campeggia sulla scalinata del Municipio. "Questo é il messaggio - ha aggiunto il premier - che stiamo portando in giro per tutta l'Italia". "Sotto l'albero di Natale - ha detto ancora, rivolgendosi ai sostenitori - regalate una tessera del Pdl". In piazza Brà, secondo una prima stima, un migliaio di persone, tra le quali oltre a Brancher il sottosegretario Alberto Giorgetti, e vari sindaci e assessori comunali. La manifestazione si è chiusa con le note di 'meno male che Silvio c'é ".
Dopo la cena che ha portato ieri sera ad Arcore il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e i big della Lega, quella di oggi è stata una mattinata tranquilla a Villa San Martino, residenza di Silvio Berlusconi, in cui il premier ha deciso di passare la convalescenza dopo l'aggressione subita in piazza Duomo a Milano. Nessuna visitatore ha varcato oggi i cancelli della casa del Cavaliere e, per il momento, nessuno ospite particolare è atteso in giornata. Berlusconi è però intervenuto telefonicamente a una manifestazione in sua solidarietà che si stava svolgendo a Verona.
D'ALEMA, SI' A DIALOGO
Massimo D'Alema respinge al mittente le accuse di voglia di 'inciucio' mosse da alcuni esponenti del Pd, sostenendo che la polemica nata per le sue affermazioni sulla necessita' di un dialogo sulle riforme nasce da una ''mistificazione'' in parte ''deliberata'' della sue parole. ''Innanzitutto non e' vero: non ho mai esaltato l'inciucio, una brutta parola che non mi piace'', ha detto l'esponente democratico ai microfoni del Tg2. ''E' stata usata dal giornalista che mi intervistava - ha proseguito D'Alema - e io ho detto polemicamente che cio' che viene chiamato inciucio a volte, invece, e' un compromesso che puo' essere utile per il Paese. Quindi - ha concluso - buona parte di questa polemica nasce da una mistificazione, devo ritenere in parte deliberata, di cio' che ho detto''.
Poi, rispondendo ad una domanda su quanto detto da Pier Ferdinando Casini che ha parlato di utilita' del compromesso in politica, D'Alema ha risposto: ''C'e' una sorta di militarizzazione della vita politica che io ritengo sbagliata''. ''Succede - ha proseguito l'ex ministro degli Esteri - che chi da una parte o dall'altra, e penso a quello che accade a Fini da una certa stampa di destra, cerca di ragionare e trovare le vie per fare qualcosa di utile per il Paese finisce invece per essere additato come un traditore. Questo appartiene a un certo imbarbarimento della vita politica''.
di Paolo Barbieri
Berlusconi e Bossi parlano di riforme e regionali
Cena ad Arcore, presente anche il ministro Tremonti
Berlusconi al suo arrivo ad Arcore














































