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Lunedì, 14 Dicembre 2009 La Repubblica
POLITICA
Fini e Schifani a Milano. La presidente del Pd: "Sul clima politico responsabile anche il Cavaliere". Bonaiuti: "Ciarpame"
Il segretario democratico: "Da noi una condanna senza se e senza ma"
Scontro al Csm, Anedda: "Magistrati non estranei a clima di odio"
Gianfranco Fini
ROMA - Gianfranco Fini, Renato Schifani, molti ministri. Mentre al San Raffaele continua la sfilata delle alte cariche dello Stato che vanno personalmente a portare la loro solidarietà a Silvio Berlusconi ferito dopo un'aggressione a Milano, Rosy Bindi riaccende gli animi. "Solidarietà al premier ma non faccia la vittima" è il senso della sua dichiarazione. parole che scatenano il Pdl. "E' peggio di Di Pietro dice il protavoce del partito di Berlusconi Daniele Capezzone. "Ciarpame", chiosa il portavoce del premier Paolo Bonaiuti. Ma Pierluigi Bersani va anche lui al San Raffaele per esprimere al presidente del Consiglio la solidarietà sua e del suo partito e dice: "Da noi una condanna senza se e senza ma".
La presidente del Pd ha ribadito la sua
"solidarietà piena e senza ombre al presidente del Consiglio". E, ha assicurato è "altrettanto ferma e incondizionata la condanna dell'aggressione e di ogni forma di violenza". Berlusconi, ha sottolineato, "è vittima del un gesto isolato di una persona psicologicamente fragile che - è del tutto evidente - non ha mandanti nè morali nè costituzionali.
Se si vuole fare una onesta riflessione sul clima politico tutti devono sentirsi responsabili. Anche il presidente del Consiglio e la sua maggioranza che da mesi cercano di dividere il Paese con pesanti attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alla magistratura e a Parlamento".
Ora, ha aggiunto, "auguro al presidente del Consiglio una pronta guarigione e spero che ciascuno faccia la propria parte per ristabilire le condizioni di un confronto democratico, senza demonizzazioni reciproche, per affrontare i gravi problemi economici e sociali del Paese".
"Le dichiarazioni di Rosy Bindi lasciano esterrefatti, perché sono ancora peggiori di quelle di Di Pietro", dice Capezzone. "Che la vicepresidente della Camera - prosegue - oltre che la presidente del Pd, pronunci parole di questo tipo fa pensare che nella politica ci siano irresponsabili desiderosi di gettare benzina sul fuoco. Spero che Pierluigi Bersani voglia dissociarsi. Se non lo farà, sarà una pagina bruttissima per il Pd e per la sinistra italiana. Che altro deve succedere perché tra i dirigenti della sinistra si faccia strada un comportamento minimamente responsabile?".
E anche Bonaiuti si associa all'atttacco. "Le dichiarazioni della Bindi sono un lascito del passato - dice - nelle sue parole si percepisce quel terribile concetto di superiorità morale che è tipico della sinistra". "Finché la sinistra - ammonisce Bonaiuti - si tirerà dietro questo ciarpame non arriverà a nulla. Il moralismo li anima li rende convinti di essere solo loro depositari della verità. E' un'arretratezza che va superata".
E il clima di scontro si trasferisce anche al Csm dove il consigliere di centrodestra Gianfranco Anedda accusa "I magistrati non sono estranei al clima d'odio che si è creato nel Paese". Parole stigmatizzate dagli altri consiglieri: "Parole inaccettabili".
Fini e Schifani a Milano. La presidente del Pd: "Sul clima politico responsabile anche il Cavaliere". Bonaiuti: "Ciarpame"
Bersani in visita dal premier ferito
Il Pdl: "Si dissoci dalla Bindi"
Il Pdl: "Si dissoci dalla Bindi"
Il segretario democratico: "Da noi una condanna senza se e senza ma"
Scontro al Csm, Anedda: "Magistrati non estranei a clima di odio"
Gianfranco Fini
La presidente del Pd ha ribadito la sua
"solidarietà piena e senza ombre al presidente del Consiglio". E, ha assicurato è "altrettanto ferma e incondizionata la condanna dell'aggressione e di ogni forma di violenza". Berlusconi, ha sottolineato, "è vittima del un gesto isolato di una persona psicologicamente fragile che - è del tutto evidente - non ha mandanti nè morali nè costituzionali.
Se si vuole fare una onesta riflessione sul clima politico tutti devono sentirsi responsabili. Anche il presidente del Consiglio e la sua maggioranza che da mesi cercano di dividere il Paese con pesanti attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alla magistratura e a Parlamento".
Ora, ha aggiunto, "auguro al presidente del Consiglio una pronta guarigione e spero che ciascuno faccia la propria parte per ristabilire le condizioni di un confronto democratico, senza demonizzazioni reciproche, per affrontare i gravi problemi economici e sociali del Paese".
"Le dichiarazioni di Rosy Bindi lasciano esterrefatti, perché sono ancora peggiori di quelle di Di Pietro", dice Capezzone. "Che la vicepresidente della Camera - prosegue - oltre che la presidente del Pd, pronunci parole di questo tipo fa pensare che nella politica ci siano irresponsabili desiderosi di gettare benzina sul fuoco. Spero che Pierluigi Bersani voglia dissociarsi. Se non lo farà, sarà una pagina bruttissima per il Pd e per la sinistra italiana. Che altro deve succedere perché tra i dirigenti della sinistra si faccia strada un comportamento minimamente responsabile?".
E anche Bonaiuti si associa all'atttacco. "Le dichiarazioni della Bindi sono un lascito del passato - dice - nelle sue parole si percepisce quel terribile concetto di superiorità morale che è tipico della sinistra". "Finché la sinistra - ammonisce Bonaiuti - si tirerà dietro questo ciarpame non arriverà a nulla. Il moralismo li anima li rende convinti di essere solo loro depositari della verità. E' un'arretratezza che va superata".
E il clima di scontro si trasferisce anche al Csm dove il consigliere di centrodestra Gianfranco Anedda accusa "I magistrati non sono estranei al clima d'odio che si è creato nel Paese". Parole stigmatizzate dagli altri consiglieri: "Parole inaccettabili".














































