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Sabato, 21 Novembre 2009 Massimo Lanzini, GdB
Bilancio, la Loggia rifà i conti
Di Mezza: «Presa d’atto dei problemi sui dividendi A2A, immaginiamo 25 milioni in meno» Fuori dal Patto di stabilità «per garantire i servizi sociali e finanziare gli investimenti»
«È un gesto di responsabilità nei confronti della città. I soldi ci sono perché siamo un Comune solido, vogliamo poterli utilizzare per finanziare investimenti e servizi ai cittadini. E per questo obiettivo scegliamo di uscire da un Patto di stabilità iniquo». L’assessore comunale al Bilancio, Fausto Di Mezza, spiega così le variazioni al bilancio previsionale 2009: andranno in discussione nella seduta del 27 novembre e sono le ultime che - normativa alla mano - il Consiglio comunale può deliberare entro la fine dell’anno. Variazioni che secondo Di Mezza «devono prendere atto senza infingimenti del confronto aperto sui dividendi di A2A alla luce della maximulta e del momento di mercato. Anche se non consideriamo chiusa la partita, in termini prudenziali abbiamo valutato che da quella fonte possano arrivare alla Loggia 25 milioni di euro in meno di quanto previsto a inizio anno».
A dar conto del meccanismo contabile è il dirigente ragionier Falasco. I 25 milioni in meno attesi dai dividendi A2A andranno «prelevati» da quella quarantina di milioni residui dei conti 2008 che finora l’Assessorato aveva rinunciato ad inserire nel bilancio previsionale 2009. Queste le nuove cifre che verranno sottoposte al voto del Consiglio comunale: per la parte corrente maggiori entrate (appunto) per 25 milioni e 140mila euro e maggiori spese per 11 milioni e 624mila euro; il surplus che risulterà per la parte corrente, fissato in 13 milioni e 515mila euro, sarà destinato a ripianare lo scoperto che risulterà nella parte di conto capitale da maggiori entrate per 4,9 milioni e maggiori spese per 18,4 milioni.
«L’uscita dal Patto di stabilità - prosegue Di Mezza - consentirà alla macchina comunale di attivare una serie di coperture finanziarie e di investimenti cui la città non poteva rinunciare». Tra questi l’assessore cita lo sblocco dei pagamenti ai fornitori di Palazzo Loggia per 5 milioni, l’attribuzione a Brescia Trasporti di 2 milioni per controbilanciare il mancato aumento del costo del biglietto, la copertura finanziaria «di servizi ai cittadini nel campo del sociale e delle politiche giovanili», la realizzazione di «appartamenti in via Foro Boario per i quali è previsto un cofinanziamento della Regione Lombardia che altrimenti avremmo perso».
Ma non solo. Fausto Di Mezza ricorda i 12 milioni appostati in bilancio per la capitalizzazione di alcune partecipate: 7,5 milioni per Brescia Mobilità, 2 milioni e mezzo per Brixia Sviluppo, 500mila euro per la Fondazione del Grande.
Di Mezza torna pure su un altro tema che nelle scorse settimane aveva tenuto banco attorno ai conti del Comune: il passaggio dall’acquisizione dei dividendi A2A per competenza (come oggi avviene, contabilizzando cioè per il 2009 già quanto atteso dall’azienda in relazione allo stesso anno) all’acquisizione per cassa (contabilizzando cioè nel bilancio 2009 quanto effettivamente maturato nel corso del 2008). «L’acquisizione per competenza aveva senso con Asm, che il Comune controllava. Oggi con A2A dobbiamo fare i conti con l’esiguità del nostro pacchetto azionario». Un problema risolvibile? «Un problema insormontabile - dice Di Mezza - perché vorrebbe dire per un anno rinunciare ai dividendi A2A, che sono parte così importante delle nostre entrate. Se c’era un momento in cui compiere il passaggio, quello era il 2007, quando dall’azienda arrivò un maxidividendo dalla fusione fra Asm e Aem. Lo dico senza voler fare polemica gratuita con chi ci ha preceduto, ma le vicende di questi ultimi anni sono qui a dimostrarcelo».
Che penalizzazioni si aspetta la Loggia dall’uscita dal Patto? «A livello nazionale c’è un forte dibattito politico - ricorda Di Mezza - e sono gli stessi Comuni viruosi del Nord a chiedere di non eseguire le sanzioni. Sanzioni che, tra l’altro, finora non sono mai state applicate a nessun Comune. La partita non è chiusa».
La maggioranza: scelta meditata e condivisa, per la città
La sintesi alla fine arriva da Giorgio Agnellini, del Gruppo misto: «Bisognava salvare il bambino caduto nello stagno e noi l’abbiamo fatto anche a costo di sporcarci le mani di fango. Da questa vicenda esce una maggioranza ancora più compatta». Le forze politiche che in Consiglio comunale sostengono la giunta Paroli ribadiscono con forza il «pieno sostegno» all’operato dell’assessore Di Mezza, la «totale condivisione» della scelta di uscire dal Patto di stabilità. Una scelta «difficile, a lungo meditata, compiuta per il bene della città».
«Questo non è un passaggio cui siamo giunti a cuor leggero - conferma Luigi Gaggia, Pdl, vicepresidente della Commissione bilancio -. Era impensabile star dentro i parametri del Patto tagliando così i servizi che il Comune rivolge ai cittadini. Specie in un momento economicamente così delicato. Un segnale forte del nostro disagio nei confronti di questa normativa deve giungere fino a Roma». Sulla stessa linea d’onda il capogruppo leghista Nicola Gallizioli: «Sforare era indispensabile». Le cause delle difficoltà di oggi? «Il pesante errore è stato cedere Asm. Prima di Corsini questi temi erano sempre stati affrontati con un taglio saggio e pragmatico, ma i dieci anni dell’ultima amministrazione hanno cambiato la città. Oggi ci troviamo senza controllo sulla ex municipalizzata, ci vediamo costretti ad investire in servizi sociali e in sicurezza per una pesante, e per di più siamo senza infrastrutture se non per una metropolitana solo avviata che ci indebiterà per i prossimi dieci anni». Infine l’appello: «Nell’opposizione siedono alcuni ex assessori. Almeno in questa occasione riconoscano gli errori passati e con il loro voto sostengano l’amministrazione comunale cittadina in un momento delicato».
Un forte «apprezzamento per l’operato della giunta e dell’assessore» è giunto dal capogruppo Udc Andrea Bonetti, che si è detto «soddisfatto per il metodo seguito per giungere ad una decisione non certo facile. Una decisione presa per senso di responsabilità». L’on. Bonetti ha ricordato «l’incontro che pochi giorni fa il nostro partito ha avuto proprio qui a Brescia con l’on. Galletti», responsabile dell’Udc per i temi economi. «Gli abbiamo chiesto di presentare in occasione della discussione della Finanziaria degli emendamenti che consentano alle amministrazioni comunali virtuose come la nostra di uscire dalla difficoltà».
Lo stesso Bonetti torna poi sulla fusione fra Asm e Aem. «Doveva essere chiaro fin da subito che si trattava di una scelta non industriale ma finanziaria, e che come tale ci avrebbe penalizzato». E infine: «Sul nodo dividendi credo sia legittimo che un socio pubblico indichi all’azienda la priorità di distribuire gli utili».














































