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Borgo Trento. Gente che sa come si vive.
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mercoledì 15 agosto 2007 cronaca pag. 14

LAVORI URBANI. A fine settembre metà via sarà rimessa a nuovo, poi i lavori riprenderanno per completare l’opera e restituire ai cittadini il loro vecchio «paese»

E Borgo Trento
ritorna al passato


di Mimmo Varone

A fine settembre gli abitanti di Borgo Trento avranno una metà della loro via tutta nuova e com’era una volta. Il primo lotto dei lavori di «restauro» del borgo si avvia alle battute finali. Attualmente la parte di strada compresa tra i civici 41, all’altezza di via Pasquali e 105 in corrispondenza del Circolo dei lavoratori, è tutta un cantiere, ma i lavori seguono la tabella di marcia.

IL COMUNE ci sta spendendo 400 mila euro, e altrettanti ne ha in bilancio per il secondo lotto dell’anno prossimo, quando il rifacimento della via sarà completato verso nord, fino al semaforo con via Zadei. L’opera, progettata dall’ingegner Stefano Sbardella e dal geometra Michele Mombelli, è in carico al settore Mobilità dell’assessore Ettore Brunelli, ma ne hanno approfittato pure i Lavori pubblici di Valter Braghini per mettere in sicurezza alcune vie adiacenti.

Così, su via Pasquali per ridurre la velocità si sta rialzando la carreggiata all’incontro con via Cipani, in prossimità della scuola materna Trento, dove è prevista un’isola pedonale protetta da ringhiera davanti all’ingresso. In via Cipani si sta rialzando la carreggiata. A settembre si procederà a rifare i marciapiedi, regolarizzare il verde e i parcheggi a pettine in via Trento, in continuità con il progetto di riqualificazione del borgo.

Qui già si può immaginare il futuro aspetto della strada, che assomiglierà un po’ a corso Garibaldi. Su entrambi i lati i marciapiedi saranno a raso con la sede stradale a corsia unica in direzione nord.

DELLE FIORIERE separeranno le auto dai pedoni, i ciclisti e le mamme con le carrozzine non dovranno vedersela con gradini e altri intoppi. Anche i non vedenti avranno percorsi segnalati con rilievi in pietra sulle aree pedonali. Insomma, si riducono le barriere architettoniche e si rendono gli spazi più fruibili in generale.

Per la sosta è previsto lo stesso numero di posti a parcometro creati nel 2005. Fu quello, con la realizzazione di un parcheggio da 64 posti in via Serra, il primo passo verso la riqualificazione del borgo, che gradualmente ha cancellato la sosta selvaggia su entrambi i lati della strada.

QUANDO IL CANTIERE chiuderà, ci sarà un numero di posti adeguato per i disabili e per il carico e scarico delle merci. E anche per questo tra gli abitanti e i commercianti si riscontra un consenso tanto raro quanto generalizzato, nessuna lite, nessuna recriminazione da parte di nessuno.

Per quanto riguarda i materiali, si sta facendo ampio uso di pietra, con pavimentazione in porfido delle aree pedonali, e asfalto nella corsia delle auto. Parte delle lastre dei vecchi marciapiedi viene salvata e utilizzata per definire le piazzette agli incroci con le strade laterali. Inoltre, il nuovo assetto renderà più facile il raggiungimento della futura stazione del metrobus di via Marconi. Borgo Trento è pronto a tornare a nuova vita, e i «borghigiani» non vedono l’ora di esserne protagonisti.



CONSENSI. Nemmeno il limite di 30 all’ora fa scattare la polemica

Tutti già contenti
per la nuova via


Gli stringono la strada e gli allargano i marciapiedi. Da qualsiasi altra parte sarebbero polemiche di fuoco. A Borgo Trento sono tutti contenti. Con quella carreggiata che lascia passare una sola auto, a 30 all’ora, e gli spazi per passeggiare e per pedalare, sono sicuri di ritrovare il clima antico di un borgo che si era andato snaturando con l’invasione delle automobili. I «borghigiani» sono davvero gente speciale.

A Borgo Trento si conoscono tutti, come nei paesini di una volta. La strada resta il luogo deputato della vita comune. Sono contenti i residenti, ma ciò che davvero stupisce è che persino i commercianti non vedono l’ora di avere il loro borgo rinnovato.

«Era ora che rifacessero il borgo com’era una volta, fino a due anni fa apparteneva ad altri che ci venivano in macchina, ora torna anche nostro», dice tutto d’un fiato Rosa Brognoli, che da quelle parti c’è nata e c’è rimasta fino ai 30 anni. Si guarda intorno, e immagina quando tutto sarà finito. «Avrà un aspetto diverso - riflette - sarà come prima, si potrà camminare tranquilli».

E’ nella camiceria «900», uno dei primi negozi che s’incontrano venendo dalla parte della scuola Cesare Battisti. E pure la titolare condivide. Se proprio deve lamentarsi, lo fa con i ciclisti che «sfrecciano rasentando l’ingresso del negozio e rischiano di investirti».

A parlare un po’ per tutti, poi, è Roberto Bedont, rappresentante dei commercianti del borgo. «Ci piace come sta venendo - dice -, la carreggiata è stretta ma le auto parcheggeranno negli spazi a parcometro e ci sarà posto anche per le bici». A sentir parlare di bici Alba Bulgari insorge. Ha 82 anni ma una vitalità giovanile, è nata nella casa al numero 18 e ci vive da sempre. Lei non vuol sentir parlare di bici appoggiate alle case, che «sporcano e devo sempre scendere a pulire». Si calma sono quando Bedont le parla di rastrelliere in spazi appositi. «Questo è un paese - scandisce - e deve restare così».
Ce ne sono di motivi, insomma, per volere il borgo com’era una volta. E come una volta ci sarà la fontanella pubblica all’estremità sud, con due piloni di pietra a far da porta d’ingresso. Pure il senso di marcia delle auto resterà lo stesso. Si discute ancora di una modifica a nord, dove anziché uscire verso via Zadei si potrebbe entrare per deviare in via Cipani o in via Filzi.

«La novità è che c’è stato dialogo - dice Bedont -, i residenti e i commercianti hanno capito le difficoltà dell’opera e hanno collaborato». D’altro canto, «l’amministrazione comunale e la circoscrizione - aggiunge - si sono comportate bene, e il dialogo soprattutto con l’ingegner del Comune Stefano Sbardella ha permesso di arrivare a un buon compromesso».
Il risultato è che «se prima il borgo era al 90 per cento delle auto e al 10 dei pedoni, ora le une e gli altri sono pari, c’è più equilibrio». E l’equilibrio piace. Sicchè, «Mi piace quello che stanno facendo, riscoprono il borgo, lo rivalutano», dice Barbara Migliorati, Raffaella per i borghigiani, mentre ricorda che «con i bambini piccoli in carrozzina dovevo passare in mezzo alla strada e ora non accadrà più». E’ contento pure Antonio Gelmi, commerciante “storico” di Borgo Trento. «Ci va bene così - conferma - abbiamo la garanzia che la viabilità non cambia, le caratteristiche del borgo vengono rispettate, va benissimo». Tanto bene che il vecchio borgo potrebbe davvero insegnare qualcosa alla città intera.


MI.VA.
 





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
 
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