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Giovedì, 20 Novembre : 2008
> L'EUROPA IERI HA BRUCIATO 205 MLD
Borsa: Wall Street a minimi da 5 anni
NEW YORK - New York crolla ai minimi degli ultimi cinque anni dopo la dura diagnosi della Fed, che ha previsto una prima parte del 2009 con un'economia in contrazione. Il Dow Jones ha perso il 5,07%, lasciando sul terreno 427,47 punti, il Nasdaq del 6,53% e lo S&P 500 del 6,06%.
"Il mercato è stato sorpreso dalla pubblicazione delle minute della Fed, che ha rivisto in forte ribasso le previsioni di crescita per il 2009", spiegano alcuni analisti, sottolineando che a pesare è stato anche il crollo del settore finanziario, così come la possibilità concreta che il Congresso non darà aiuti al settore automobilistico. Citigroup ha lasciato sul terreno il 23,44% a 6,40 dollari, ai minimi dai 13 anni. Bank of America ha ceduto il 14,02% a 13,06 dollari, Aig è arretrata del 20% a 1,56 dollari, mentre Merrill Lynch il 15,79% a 9,60 dollari. Soffrono anche le case automobilistiche, con Ford che è calata del 25% a 1,26 dollari mentre General Motors del 9,71% a 2,79 dollari. Secondo la Fed, l'economia americana per il 2008 potrebbe dover registrare addirittura una crescita-zero. La banca centrale Usa ha messo in conto una crescita annuale compresa appunto fra lo zero per cento e +0,3%, contro una precedente indicazione pari a +1,0%/+1,6%. Il tasso d' inflazione sempre in base alle nuove stime e sempre con riferimento al 2008 si attesterebbe su +2,3%/+2,5% contro +2,2%/+2,4% della precedente previsione. Ci sono spazi per nuovi tagli dei tassi mentre l'economia statunitense dovrebbe essere in contrazione fino a metà 2009: l'anno prossimo il pil dovrebbe segnare un andamento compreso fra -0,2% e +1,1%, mentre la precedente stima propendeva invece una crescita del 2,0%/2,8%. Il tasso di disoccupazione sempre nel 2009 dovrebbe oscillare fra il 7,1% ed il 7,6% contro il 5,3%/5,8% della precedente valutazione.
Nel 2010 invece ci sarebbe una crescita del pil compresa fra il 2,3% ed il 3,2%, mentre il tasso di disoccupazione si attesterebbe sul 6,5%/7,3%. Il quadro fosco tratteggiato dalla Fed è coerente con gli ultimi dati congiunturali arrivati oggi. Sulla scia del forte dei prezzi dell'energia, i prezzi al consumo si sono contratti a ottobre dell'1%, la flessione maggiore dal febbraio 1947, cioé da 61 anni. Le costruzioni di nuove case, inoltre, sono scese lo scorso mese a livelli record: in base ai dati diffusi dal Dipartimento del Commercio: le costruzioni di case nuove sono scese del 4,5% lo scorso mese, a un tasso annuo di 791.000 unità, cioé al livello più basso dal 1959. Negativo anche il dato sui permessi edilizi, scesi del 12% a 708.000. Si tratta - osservano gli analisti - di un primo segnale di deflazione: i dati del Dipartimento del lavoro "dimostrano chiaramente che i prezzi - spiegano gli analisti - stanno rispondendo rapidamente al calo della domanda".
"Il mercato è stato sorpreso dalla pubblicazione delle minute della Fed, che ha rivisto in forte ribasso le previsioni di crescita per il 2009", spiegano alcuni analisti, sottolineando che a pesare è stato anche il crollo del settore finanziario, così come la possibilità concreta che il Congresso non darà aiuti al settore automobilistico. Citigroup ha lasciato sul terreno il 23,44% a 6,40 dollari, ai minimi dai 13 anni. Bank of America ha ceduto il 14,02% a 13,06 dollari, Aig è arretrata del 20% a 1,56 dollari, mentre Merrill Lynch il 15,79% a 9,60 dollari. Soffrono anche le case automobilistiche, con Ford che è calata del 25% a 1,26 dollari mentre General Motors del 9,71% a 2,79 dollari. Secondo la Fed, l'economia americana per il 2008 potrebbe dover registrare addirittura una crescita-zero. La banca centrale Usa ha messo in conto una crescita annuale compresa appunto fra lo zero per cento e +0,3%, contro una precedente indicazione pari a +1,0%/+1,6%. Il tasso d' inflazione sempre in base alle nuove stime e sempre con riferimento al 2008 si attesterebbe su +2,3%/+2,5% contro +2,2%/+2,4% della precedente previsione. Ci sono spazi per nuovi tagli dei tassi mentre l'economia statunitense dovrebbe essere in contrazione fino a metà 2009: l'anno prossimo il pil dovrebbe segnare un andamento compreso fra -0,2% e +1,1%, mentre la precedente stima propendeva invece una crescita del 2,0%/2,8%. Il tasso di disoccupazione sempre nel 2009 dovrebbe oscillare fra il 7,1% ed il 7,6% contro il 5,3%/5,8% della precedente valutazione.
Nel 2010 invece ci sarebbe una crescita del pil compresa fra il 2,3% ed il 3,2%, mentre il tasso di disoccupazione si attesterebbe sul 6,5%/7,3%. Il quadro fosco tratteggiato dalla Fed è coerente con gli ultimi dati congiunturali arrivati oggi. Sulla scia del forte dei prezzi dell'energia, i prezzi al consumo si sono contratti a ottobre dell'1%, la flessione maggiore dal febbraio 1947, cioé da 61 anni. Le costruzioni di nuove case, inoltre, sono scese lo scorso mese a livelli record: in base ai dati diffusi dal Dipartimento del Commercio: le costruzioni di case nuove sono scese del 4,5% lo scorso mese, a un tasso annuo di 791.000 unità, cioé al livello più basso dal 1959. Negativo anche il dato sui permessi edilizi, scesi del 12% a 708.000. Si tratta - osservano gli analisti - di un primo segnale di deflazione: i dati del Dipartimento del lavoro "dimostrano chiaramente che i prezzi - spiegano gli analisti - stanno rispondendo rapidamente al calo della domanda".














































