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Giovedì, 30 Ottobre : 2008
MILANO - Scalpitano le Borse mondiali sulla prospettiva di una sforbiciata ai tassi di interesse. I mercati azionari di Asia e Europa hanno infatti galoppato per tutto il giorno in preda all'euforia per l'attesa riduzione da parte della Fed del costo del denaro. Arrivata puntualmente alle 19.15 (per chi legge: di ieri), ora italiana, quando la banca centrale americana ha deciso all'unanimità di abbassare il costo del denaro di 50 punti base all'1%.
L'onda lunga rialzista è partita dall'Asia, con Tokyo (+7,7%) galvanizzata dalla discesa dello yen nei confronti dell'euro e del dollaro e dall'ipotesi di una riduzione dei tassi (già bassissimi, allo 0,5%) anche da parte della Banca del Giappone. E si è poi estesa a tutta l'Europa (con la sola eccezione di Francoforte, trattenuta dal pesante calo di Volkswagen): Londra, Parigi, Madrid, Milano e Stoccolma hanno messo a segno rialzi nell'ordine dell'8-9%. Alla fine i listini europei hanno recuperato 341 miliardi di euro di capitalizzazione.
I sentori di una riduzione dei tassi (anche la Banca centrale norvegese ha ridotto oggi il tasso 'overnight' di mezzo punto) allenta le tensioni sul mercato interbancario che continua a beneficiare dei provvedimenti dei governi e delle Banche Centrali (oggi la Bce ha offerto circa 210 miliardi di euro mentre la Fed ha abbassato i tassi a cui accetta carta commerciale). Il Libor, il tasso che gli istituti di credito si applicano tra loro per i prestiti in dollari, è sceso di cinque punti base al 3,42% (si tratta del tredicesimo calo consecutivo), e l'Euribor (l'equivalente in euro) si è ridotto di due punti base al 4,83% (il quindicesimo ribasso consecutivo). Il prossimo 6 novembre con ogni probabilità anche la Bce si unirà alla Fed sulla strada del taglio dei tassi. Il miglioramento della situazione ha ridato fiato a bancari e assicurativi con gli strappi di Hbos (+28,3%), Allianz (+26,4%), Aviva (+25,1%), Axa (17,5), Intesa Sanpaolo (+17,5%), Ubs (+15,2%) e Santander (+14,3%). Ma gli acquisti sono piovuti su tutti i settori a partire da minerari (+16% l'indice Dj Stoxx di settore) ed energia (+12,6%) anche nella convinzione che le quotazioni abbiano toccato livelli troppo bassi. In scia ai rialzi delle materie prime e del petrolio (salito fino ai 68,38 dollari al barile), Rio Tinto ha guadagnato il 19%, Bhp il 14%, Shell il 12% e Total il 14%.
Nel clima di generale euforia Daimler è volata del 21% dopo che Merrill Lynch ha alzato il giudizio sul titolo a 'buy' (comprare) sul titolo. Tra i listini europei l'unico a chiudere con il segno meno è stato Francoforte, ancora una volta soggetto alle oscillazioni di Volkswagen. Mentre la Consob tedesca ha deciso di ridurre dal 27% al 10% il peso del titolo sull'indice Dax, il costruttore ha perso il 45% dopo che l'azionista di controllo Porsche ha promesso di ampliare il flottante allentando così il cappio al collo dei venditori allo scoperto rimasti a secco di titoli.
WALL STREET CONTRASTATA: DJ -0,82%, NASDAQ +0,47%
NEW YORK - Chiusura contrastata a New York dove l'indice Dow Jones ha chiuso a 8.990,96 punti perdendo lo 0,82%, mentre il Nasdaq e' salito dello 0,47% a 1.657,21 punti. L'indice Standard and Poor 500 ha perso l'1,11% assestandosi a 930,08 punti.
L'onda lunga rialzista è partita dall'Asia, con Tokyo (+7,7%) galvanizzata dalla discesa dello yen nei confronti dell'euro e del dollaro e dall'ipotesi di una riduzione dei tassi (già bassissimi, allo 0,5%) anche da parte della Banca del Giappone. E si è poi estesa a tutta l'Europa (con la sola eccezione di Francoforte, trattenuta dal pesante calo di Volkswagen): Londra, Parigi, Madrid, Milano e Stoccolma hanno messo a segno rialzi nell'ordine dell'8-9%. Alla fine i listini europei hanno recuperato 341 miliardi di euro di capitalizzazione.
I sentori di una riduzione dei tassi (anche la Banca centrale norvegese ha ridotto oggi il tasso 'overnight' di mezzo punto) allenta le tensioni sul mercato interbancario che continua a beneficiare dei provvedimenti dei governi e delle Banche Centrali (oggi la Bce ha offerto circa 210 miliardi di euro mentre la Fed ha abbassato i tassi a cui accetta carta commerciale). Il Libor, il tasso che gli istituti di credito si applicano tra loro per i prestiti in dollari, è sceso di cinque punti base al 3,42% (si tratta del tredicesimo calo consecutivo), e l'Euribor (l'equivalente in euro) si è ridotto di due punti base al 4,83% (il quindicesimo ribasso consecutivo). Il prossimo 6 novembre con ogni probabilità anche la Bce si unirà alla Fed sulla strada del taglio dei tassi. Il miglioramento della situazione ha ridato fiato a bancari e assicurativi con gli strappi di Hbos (+28,3%), Allianz (+26,4%), Aviva (+25,1%), Axa (17,5), Intesa Sanpaolo (+17,5%), Ubs (+15,2%) e Santander (+14,3%). Ma gli acquisti sono piovuti su tutti i settori a partire da minerari (+16% l'indice Dj Stoxx di settore) ed energia (+12,6%) anche nella convinzione che le quotazioni abbiano toccato livelli troppo bassi. In scia ai rialzi delle materie prime e del petrolio (salito fino ai 68,38 dollari al barile), Rio Tinto ha guadagnato il 19%, Bhp il 14%, Shell il 12% e Total il 14%.
Nel clima di generale euforia Daimler è volata del 21% dopo che Merrill Lynch ha alzato il giudizio sul titolo a 'buy' (comprare) sul titolo. Tra i listini europei l'unico a chiudere con il segno meno è stato Francoforte, ancora una volta soggetto alle oscillazioni di Volkswagen. Mentre la Consob tedesca ha deciso di ridurre dal 27% al 10% il peso del titolo sull'indice Dax, il costruttore ha perso il 45% dopo che l'azionista di controllo Porsche ha promesso di ampliare il flottante allentando così il cappio al collo dei venditori allo scoperto rimasti a secco di titoli.
WALL STREET CONTRASTATA: DJ -0,82%, NASDAQ +0,47%
NEW YORK - Chiusura contrastata a New York dove l'indice Dow Jones ha chiuso a 8.990,96 punti perdendo lo 0,82%, mentre il Nasdaq e' salito dello 0,47% a 1.657,21 punti. L'indice Standard and Poor 500 ha perso l'1,11% assestandosi a 930,08 punti.














































