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BRESCIA: Abuso su minori, condannato
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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)


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Giovedì 26 Febbraio : 2009

Abuso su minori,
condannato

(red.) E' stato riconosciuto colpevole di violenza su minori l'ex sacrestano della parrocchia di Flero ed è stato condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione. L'uomo, sposato e con due figlie, aveva compiuto abusi su ragazzi di soli 11 e 12 anni.

La vicenda risale agli anni 2002 - 2003. Il pedofilo, all'epoca, aveva meno di 60 anni. Avvicinava i bambini, alcuni di loro stranieri, con la scusa di guardare un film in gruppo. Dopo aver abusato su di loro, si comprava il silenzio con dei regali e dei pacchetti di sigarette. Spesso erano sufficienti pochi soldi.

Una delle giovani vittime, però, ha avuto il coraggio di confidarsi con i genitori, e ha portato alla luce questa brutta vicenda. L'uomo, detenuto nel carcere di Opera, è stato condannato in primo grado.

 





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Venerdì 27 Febbraio : 2009 Pierpaolo Prati, Giornale di Brescia

Violentava minori, condannato
  
Un sessantenne di Flero, ex sacrestano della parrocchia, dovrà scontare 7 anni e 8 mesi di carcere per le attenzioni «morbose» rivolte ad alcuni ragazzini che riduceva al silenzio con regali e promesse

Li adescava, si appartava con loro. Prometteva delle ricompense. Dei regali per tacere. Per nascondere ai genitori, ai professori, agli amici quei «giochi» orrendi che li costringeva a fare.

Per quegli stessi «giochi» è in carcere ormai da qualche mese e per qualche anno dovrà rimanerci. Il giudice dell’udienza preliminare Luciano Ambrosoli, al termine del processo celebrato con la formula del rito abbreviato, infatti l’ha condannato a sette anni e otto mesi di reclusione per violenza sessuale a danno di minori.

Questo è il prezzo che lui - un sessantenne di Flero, in passato sacrestano della parrocchia del paese dell’hinterland cittadino - dovrà pagare per quelle attenzioni morbose carpite a cinque ragazzini, tutti minorenni all’epoca dei fatti, con l’inganno e l’autorità, dettata dalla sua stessa età. Il caso è finito nelle mani degli inquirenti anni fa. Una delle vittime dell’uomo ha rotto il silenzio, vinto la paura e la vergogna e confessato ai genitori la brutta avventura vissuta. Assorbito lo choc, la denuncia è scattata immediatamente dando il là ad un’indagine che, nel giro di poche settimane, ha portato alla definizione della vicenda e dei suoi contorni.

Indagando sul conto dell’uomo e delle sue abitudini è emersa almeno una decina di altri episodi incriminati. Rapporti, anche ripetuti, con ragazzi poco più che bambini, adescati con la scusa di qualche film da vedere insieme e convinti al silenzio con stratagemmi e regali di poco valore. Tra le giovani vittime, finite nel giro del sessantenne tra il 2006 e il 2007, anche alcuni ragazzini extracomunitari. Nessuno di questi avrebbe subito violenza carnale. Tutti, chi più chi meno, sarebbe stato comunque costretto a subire o a prestare altre raccapriccianti attenzioni.
Questa triste vicenda è durata mesi, finché in paese la voce ha cominciato a diffondersi e sono emersi i primi riscontri e le prime difficili ammissioni da parte dei ragazzi. Finché sull’inconfessabile segreto ha avuto la meglio il coraggio di dire. Di liberarsi di un peso divenuto insopportabile.

Raccolta la prima denuncia, gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Brescia Simone Marcon, ieri sostituito in aula dalla collega Silvia Bonardi, sono riusciti a squarciare il velo sulla triste realtà che stavano vivendo le giovani vittime. Con il fermo del sessantenne, l’avvio della fase processuale e il provvedimento di custodia cautelare in carcere, ad impedire il ripetersi di un incubo vissuto sulla loro pelle da troppe persone.

Ieri infine la sentenza: sette anni e otto mesi di carcere, al netto dello sconto di un terzo della pena concesso dalla legge a chi sceglie il rito abbreviato. Ieri infine il primo atteso sipario sulla vicenda.

 





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