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BRESCIA - Edilizia abitativa: oggi il via alle richieste
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  Venerdì, 16 Ottobre 2009: Accadde Oggi    Nuri Fatolahzadeh, GdB


Cronaca Brescia

 
Edilizia abitativa:
oggi il via alle richieste

L’assessore Boni: «Possibile una rettifica sul capitolo ricostruzione» I Comuni: «Poco tempo per declinare la norma, attendiamo il Pgt»

Nello scatto (foto d’archivio) lavori in corso
per l’ampliamento di un immobile cittadino

ImageIl dato complessivo non ha ancora fatto capolino tra le pagine dei vari censimenti in corso, ma una prima pennellata dello scenario bresciano spunta già all’orizzonte. Il piano edilizio abitativo proposto dalla Regione - la discussa Legge 13 del 16 luglio 2009, «Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Lombardia» - in vigore da oggi, ha generato scompiglio. Tanto nei comuni governati dalla maggioranza quanto in quelli amministrati dall’opposizione.

Il nodo «oneri»
«Se il piano non decolla - commenta Davide Boni, assessore regionale al Territorio - l’intero impatto economico sarà a rischio». Secondo le stime del Pirellone, infatti, l’intera manovra avrebbe dovuto generare un giro d’affari di un miliardo solo nel bresciano. Dal canto loro, i comuni di città e provincia non nascondono la penalizzazione che procurerebbe la riduzione degli oneri di urbanizzazione nelle aree industriali qualora queste non fossero sottoposte a deroghe. Tuttavia, ufficialmente, i più puntualizzano che l’obiettivo rimane il mantenimento del governo del territorio nelle mani delle singole amministrazioni. È bene insomma che siano i politici locali a decidere le modalità di sviluppo del proprio comune, salvaguardando le periferie da eventuali eccessi e tutelando nel frattempo le zone di pregio. Questo il messaggio che gli amministratori palesano in modo corale.

Un tagliando alla Legge?
Una riflessione, quest’ultima, che ha portato l’assessore Boni se non a tornare sui suoi passi, quantomeno a rivedere il testo originario della norma, «l’ultima carta da giocare prima che lo scopo di tutto il lavoro svolto venga di fatto vanificato, quella cioè di liberalizzare la variazione delle sagome». Un ritocco al piano che tecnicamente potrebbe essere inserito, stando alle dichiarazioni dell’assessore, nel «collegato ordinamentale alla legge finanziaria regionale», in modo tale da entrare in vigore con il nuovo anno. La norma andrebbe cioè a modificare il testo dell’attuale Legge 13 all’interno della quale si prevede che nel caso in cui un immobile venga demolito e ricostruito venga mantenuta obbligatoriamente la sagoma originaria.
Il nuovo nota bene, invece, permetterebbe di edificare con forma diversa con l’unica clausola del mantenimento delle stesse volumetrie.

Le scelte di Brescia
La Loggia opera una distinzione tra zone artigianali e quelle industriali più strutturate, queste ultime escluse dall’attuazione del piano. Croce rossa anche sull’intero centro storico compreso nel perimetro delle mura venete - dove si intende intervenire a breve attraverso la stesura del nuovo piano di governo del territorio - così come pure i cosiddetti «nuclei di antica formazione» e le aree di trasformazione urbana. Sul fronte poi degli oneri di urbanizzazione la scelta della Giunta Paroli guarda all’applicazione di sconti progressivi: si parte dal 10% sui recuperi funzionali per arrivare al 50% o, eccezionalmente, all’esonero totale per gli immobili di via Milano. «Poco tempo per fare valutazioni approfondite - appunta l’assessore all’Urbanistica del Comune, Paola Vilardi - in più rilevo delle contraddizioni, come l’applicazione della legge solo per gli edifici ultimati al 31 marzo 2005. Con la stesura del nuovo Piano di governo del territorio valuteremo cosa mantenere».




Montichiari: «I dettagli con il Pgt»
MONTICHIARI- «Pur tenendo in considerazione l’indirizzo generale della Legge 13, che come tutti sanno è nata anche dall’esigenza di aiutare l’economia sempre e comunque muovendoci secondo le linee guida del vigente Piano regolatore generale, abbiamo cercato di mantenere e salvaguardare le caratteristiche del territorio, evitando così di snaturarlo. Detto in parole povere significa che abbiamo accettato alcune delle opportunità offerte dalla legge, respingendone altre».
Così il vicesindaco Gianantonio Rosa spiega le scelte applicative che il Comune di Montichiari ha scelto di adottare nell’ambito del piano casa. «Si tratta di un piano - precisa Rosa - che ora entra in funzione, ma che avrà la possibilità di essere perfezionato a febbraio-marzo, quando elaboreremo il nuovo strumento urbanistico comunale. Mi riferisco, naturalmente, al Pgt, il Piano di governo del territorio. Quella sarà insomma l’occasione buona per mettere a punto ogni particolare e dettaglio».
Intanto, in attesa di questo lavoro di rifinitura, il vicesindaco illustra quelle che sono le linee generali scelte dalla Giunta: «In sostanza possiamo dire che abbiamo accettato di intervenire nelle zone industriali e in tutte quelle zone in cui l’azione non snatura il territorio. Le zone storiche, invece, sono e saranno off limits, nè ora nè con la stesura del Pgt si potrà toccare qualcosa».
C’è da precisare, conclude Rosa, che «abbiamo vincolato la possibilità di intervento al reperimento di posti auto sulla stessa area di proprietà. La legge, infatti, consentiva di reperire parcheggi anche in altre proprietà. Noi non siamo d’accordo e ci siamo mossi di conseguenza, restringendo così le possibilità di intervento»




Barbariga sceglie l’applicazione integrale
BARBARIGA- Secondo i dati regionali, il Piano casa non ha avuto molto successo fra i comuni che, per legge, dovevano presentare entro il 15 ottobre - attraverso una delibera di Giunta da approvare poi in Consiglio comunale - eventuali modifiche. Di fatto, però, accanto ad alcuni comuni che hanno declinato la norma in modo estremamente restrittivo, se ne affiancano altri che hanno scelto di non deliberare, recependo in toto la norma.
Un caso «eccezionale» è poi quello di Barbariga, dove la delibera è stata approvata così come proposta. «Abbiamo deciso - spiega il sindaco, Marco Marchi - di interpretare integralmente lo spirito della legge che prevede il recupero residenziale. Chi fosse interessato ad approfittare di questa opportunità, perché di opportunità si tratta, potrà quindi usufruire di uno sconto che può arrivare fino al massimo consentito, cioè fino al 30%».
In sostanza, la Legge 13 del 16 luglio 2009 verrà applicata senza restrizioni, quindi chi è interessato potrà ampliare la sua abitazione sia ricorrendo all’aumento dei volumi (del 20% per le mono e bifamiliari, del 30% per i capannoni e fino al 40% per l’edilizia pubblica), sia approfittando dello sconto sugli oneri.
Ad illustrare il documento riassuntivo della legge è intervenuto il tecnico comunale, Angelo Venturini, che ha spiegato nei dettagli i punti salienti del testo approvato, ricordando i vincoli previsti dal Pgt del Comune. L’approvazione degli interventi edilizi - che si potranno richiedere entro e non oltre 18 mesi - sarà affidata, ad esempio, all’esame della Commissione paesaggistica.
Il documento è stato varato con i voti favorevoli della maggioranza. La minoranza si è opposta perché non concorde sul recepimento integrale



    
TEMPI E METODI

IN VIGORE

L’iter stabilito dal Pirellone prevede la possibilità di presentare ai comuni la Dichiarazione di inizio attività (Dia) per ampliare casa a partire da oggi, 16 ottobre. Trascorsi i 30 giorni di attesa e in assenza di una risposta, si potrà ufficialmente dare inizio ai cantieri

I PUNTI CHIAVE


Quattro le linee guida su cui si articola la Legge 13, declinata poi dai singoli comuni: recupero e utilizzo di volumetrie abbandonate; ampliamento fino al 20% delle villette a schiera; demolizione e ricostruzione con bonus volumetrico del 30%; riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica

18 MESI AL MASSIMO

La norma consente di intervenire solo su edifici già esistenti, non di costruire nuovi volumi su nuove aree; ha carattere di straordinarietà e per questo la sua applicazione avrà durata di 18 mesi per i privati e 24 per il comparto pubblico

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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