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Giovedì 2 Aprile : 2009 c. ber., Giornale di Brescia
Il mercato europeo nel cuore cittadino
Da sabato alle 18 a lunedì alle 23 la «sorella» di San Faustino Più di cento bancarelle da molte regioni italiane e straniere
La mostra mercato che sarà allestita in città è la seconda più grande dopo quella di San Faustino, in fotografia
Un centinaio di ambulanti per la città
Quella che è stata ribattezzata come «la fiera sorella di San Faustino», per la quantità di espositori presenti, vedrà impegnato il cuore del centro.
Più di cento le bancarelle che occuperanno piazza Loggia, piazza Vittoria e le vie adiacenti dalle 18 del 4 aprile alle 23 di lunedì 6.
La particolarità dell’evento, infatti, non sta solo nella provenienza degli ambulanti, ma anche dagli orari di «apertura» delle bancarelle che rimarranno a disposizione dei visitatori dalla mattina alla sera (9-23) di domenica e lunedì.
«È la prima volta che questo genere di iniziativa viene portata a Brescia - ha detto l’assessore al Commercio Maurizio Margaroli ieri alla presentazione in Loggia del fine settimana all’insegna dei prodotti tipici italiani e non - un’iniziativa che ha come prima finalità quella di riconquistare il centro cittadino. Crediamo, anche sulla scorta delle iniziative messe in campo nei mesi passati, che questa sia una buona occasione per riportare gente in città per poter farla tornare ad essere più viva».
Un obiettivo che non può non essere condiviso anche dal presidente di Ascom Carlo Massoletti. «Il valore della proposta è assoluto, basta pensare ai successi di pubblico raccolti nelle città dove è stata sperimentata. A Trieste, ad esempio, sono state 250mila le persone che in tre giorni hanno visitato la mostra mercato. Per Brescia ci aspettiamo altrettanto. Nei prossimi giorni respireremo in città un’atmosfera europea tipica di quei mercati, come quello di Barcellona ad esempio, tanto apprezzati dai turisti».
Una ricchezza di prodotti che diventa il punto di forza della tre giorni come ha messo in evidenza il presidente della Federazione italiana venditori ambulanti di Confcommercio Raffaele Cirillo.
Tra salumi e tulipani
«L’unione degli ambulanti, più di cento saranno quelli che parteciperanno, è frutto di una collaborazione iniziata nel 2001 con l’intento di fare aggregazione non solo commerciale, ma anche culturale attraverso la presentazione dei prodotti caratteristici di ogni località, sfumature di mentalità diverse che per tre giorni potremmo apprezzare nelle vie di casa».
«Quello che verrà allestito da sabato a lunedì è il più grande mercato, dopo quello di San Faustino, che sarà ospitato a Brescia - ha aggiunto Flavio Bonardi, presidente della Circoscrizione Centro - mi auguro che possa diventare un appuntamento fisso anche per i prossimi anni».
Per gli interessati l’appuntamento è per sabato 4 alle 18, orario di apertura del mercato europeo. Alle 19 seguirà l’inaugurazione e da lì la serata andrà avanti fino alle 23.
Domenica 5, oltre alle bancarelle, attive dalle 9 alle 23, in città sarà giorno di negozi e ristoranti aperti per fare da giusto contrappunto all’occasione. Ultimo giorno lunedì 6 con lo stesso orario domenicale.
Tra piante senza radici e churros al cioccolato
Criteri nazionali. Saranno quelli seguiti per allestire un percorso ideale tra i paesaggi d’Europa servendosi anche di allestimenti dal grande impatto visivo.
«Abbiamo pensato - ha riferito ieri il presidente Fiva Raffaele Cirillo - di destinare uno spazio speciale agli espositori provenienti dall’Olanda. Porteranno con sé i fiori, le piante, i bulbi e creeranno un vero e proprio giardino. Per loro abbiamo scelto la destinazione di piazzetta Bell’Italia così che possano essere concentrati in un solo spazio e creare un impatto visivo molto gradevole».
Non solo piante però tra le vie cittadine. Un altro capitolo è quello dedicato agli assaggi enogastronomici. I più golosi avranno a disposizione tre giorni e chissà se basteranno per apprezzare le svariate prelibatezze di casa e fuori.
Dolce o salato ce n’è per tutti, dai prestigiosi formaggi francesi a quelli piemontesi, dalla sachertorte austriaca alla paella spagnola, dai churros (dolci di pastafrolla e crema di cioccolato) agli infusi della Bretagna, dallo speck trentino ai salumi siciliani. Ma in fiera si vedranno anche specialità campane, pugliesi, toscane, sudtirolesi.
Cambiando genere, i visitatori si potranno divertire a cercare le proposte più originali. Un esempio?
I bio pupazzi in arrivo dall’Ungheria o le piante senza radici né terra, le tillandsie. I più sofisticati invece potranno divertirsi tra le porcellane inglesi, la posateria francese, le argenterie, pietre e gioielli Swarowski o l’alta bigiotteria in arrivo dalla Germania.
Per l’oggettistica si potrà curiosare tra quella in arrivo dall’Irlanda o tra i prodotti artigianali finlandesi.
La storia: quando Brescia evitava merci straniere
Be’, Venezia, che non era tenera con gli stranieri - a meno che non rientrassero nell’ambito pianificato di una trattativa commerciale; allora sì, che le cose cambiavano - lasciava uno spazio minimo, se non nullo, alle merci che, dall’estero giungessero sul mercato bresciano. Sgomitando, consigliando, imponendo, rendendo concorrenziali le offerte gridate dalla laguna tese a scardinare il flusso mercantile precedente, che era in buona parte di marca lombarda. Del resto il ribaltone c’era stato. E Brescia e Bergamo, fino all’Adda, erano passati sotto le insegne vibranti del leone di San Marco, lasciando Milano.
La politica della Serenissima - che viveva soprattutto di commercio - tese quindi, a partire dal passaggio del nostro territorio alla repubblica veneta - cioè dai primi decenni del XVI secolo - a bloccare ogni smercio che da altri lochi venisse, a favore della concentrazione degli ingrossi sulla laguna, inducendo, in questo modo i maggiori mercanti bresciani a recarsi nella capitale per gli acquisti. L’attività era organizzata attraverso fondaci che i nostri prendevano in affitto.
Per affrontare insieme il nodo economico, fare gruppo e abbattere le spese di permanenza, i nostri antenati intesero prendere in affitto, nel 1447, una grande casa a San Silvestro, sull’isola di Rialto, che aveva una vasta sala di ritrovo, cinquanta posti letto dislocati in venticinque camere e un pozzo. E i mercati della nostra città? Tra i primi codificati fu quello del Broletto. Nel 1148, infatti, in Consoli del Comune istituirono il Mercatum Broli, trasferendo i carri e i banchi che un tempo sostavano in piazza del Foro. Il primo grande riordinamento dei mercati avvenne nel 1550 attorno a piazza delle erbe, piazzetta delle Pescherie, al Granarolo e al vicolo delle Beccarie
.mbc
COME FUNZIONA: GLI ORARI
DOVE SARÁ ALLESTITO
LA STORIA
















































