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Venerdì, 18 Dicembre 2009 GdB
Brescia «leone» nella giungla del sistema urbano
Dal Censis il rapporto «Metropoli per la ripresa»: bene servizi, ricchezza e densità abitativa. Risultati scarsi per verde e rifiuti
Dal Censis l’analisi Rur 2009
«Metropoli per la ripresa»
Da piccole capitali a città contenitore. Nell’analisi stilata in occasione del ventennale di Rur - rete urbana per le rappresentanze, associazione promossa dallo stesso istituto di ricerca per elaborare proposte di trasformazione delle città - i 103 capoluoghi di provincia sono stati cioè riuniti in sei gruppi con profili diversificati, ad ognuno dei quali è stato attribuito un nome evocativo: leoni, pantere, elefanti, gazzelle, giraffe, zebre. Come nella giungla. Perché - e questo emerge soprattutto comparando lo studio 2009 con quelli del 1991,1994 e 2004 - si sono estremizzate le differenze in termini di relazioni, mobilità territoriale, conoscenze, produzioni di beni e servizi, reticolo distributivo e logistico.
Gli undici «leoni» - oltre a Brescia, Milano e Roma, anche Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Verona, Bergamo, Padova e Siena - sono definiti come poli dei grandi sistemi, ossia capoluoghi caratterizzati da elevati valori immobiliari (prezzi di vendita, canoni di locazione), massima densità abitativa, maggiore presenza di fasce di popolazione ad alto reddito (ma anche forte presenza di immigrati), elevata incidenza dei servizi. Guardando poi al piano della vivibilità però, a fianco a una forte rilevanza del trasporto collettivo, le nuove città contenitore si differenziano per una bassa dotazione di verde urbano e risultati «non brillanti» sul fronte rifiuti. Il che, guardando all’aspetto pratico, significa che ad aree metropolitane costituite da un centro e un hinterland, si vanno sostituendo sistemi con una pluralità di capisaldi. Per lo più vincenti, visto che hanno portato le città medie a «crescere di rango» così da divenire omologhe alle grandi, almeno quanto a capacità di produrre ricchezza ed accumulare risorse.
C’è però un rovescio della medaglia. O meglio, un ingrediente che, secondo l’analisi del Censis, manca: il dibattito sul «che fare». Le città, tutte, hanno sete di proposte e progetti. Bisogna riaprire una stagione di iniziative funzionali a rafforzare il nuovo disegno, perché «la generalizzazione ad ogni contesto è fallimentare e improponibile».














































