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Lunedì 30 Marzo : 2009 di Carlo Tecce
Brescia, niente spazi per la cultura.
Il sindaco: danneggia i commercianti
Il sindaco: danneggia i commercianti
Riannodiamo la vicenda che, per facile metafora, è divisa in due atti abbastanza simili.
L’attore romano voleva portare in scesa, presso il Teatro Grande, lo spettacolo “Donne, velocità e pericolo”: due giorni, due appuntamenti e il classico e burocratico sostegno della Provincia. Parte l’organizzazione, si fermano le carte: la Provincia si ritira, non ci sono soldi. Colpa dei tagli del Governo, mica della Provincia. Il 30 marzo, domani ndr:oggi per chi legge), il movimento Centoautori protesta in Piazza Farnese a Roma: il Governo taglia i fondi del 24% (stime sindacali), attori, registi, autori e scrittori scendono in piazza. In corteo saranno in tanti, e ci saranno - tra gli altri - Simona Marchini, Massimo Ghini, Benedetta Buccellato, Ascanio Celestini.
E allora, per rianimare Brescia, Edoardo Sylos Labini organizza un altro corteo con raduno in piazza Arturo Benedetti Michelangeli. Altre firme, altre adesioni: Pasquale Squitieri, Ninetto Davoli, Alessandro D’Alatri, Luca Zingaretti, Enzo De Caro. Sylos Labini arringa con voce bassa, non sembra un black block: «Nel 2008 il nostro Paese ha investito nella cultura lo 0,28% del Pil contro l’1,5 europeo. La manifestazione di Brescia vuole essere spunto di riflessione e auspicabile intervento immediato da parte delle istituzione per salvaguardare l’arte e la cultura. E visto che la nostra protesta è necessaria, la renderemo più piacevole con uno spettacolo teatrale».
Come ricordano i futuristi e come conferma la Costituzione, si può ancora manifestare, basta avvisare le autorità di pubblica sicurezza (articolo 17). Sylos Labini, il Circolo Futurista e il Movimento Giovani Poeti d'Azione scrivono e spediscono le richieste. Tutto tace, tutto tranquilli. Chi potrà mai pensare che i futuristi verranno censurati per «motivi di sicurezza o di incolumità pubblica» (sempre articolo 17)?
Non l’ha pensato la Questura, che aveva dato il consenso. In ritardo, e dunque con una tempistica sospetta, l’ha pensato il Comune di Brescia, amministrato da Adriano Paroli (centrodestra) che, ieri pomeriggio, ha annullato la manifestazione. Un preavviso di 48 ore e con una comoda e-mail.
Due motivi:
- l’ordine pubblico ed
- eventuali danni ai commercianti della zona
che, circondati da attori e poeti (notoriamente spilorci), «non avrebbero svolto regolarmente il loro esercizio». Terzo tentativo. Senza autorizzazione e senza intasare la città, lasciando liberi i commercianti in questo tempo di crisi, i futuristi si ritroveranno domani (oggi per chi legge) alle 15 in via Apollonio all’interno del centro commerciale Migross. In un meganegozio, persino un po’ futurista, alla faccia dei bottegai della piazza principale.














































